Rome II: Total War torna nel periodo più glorioso della storia

Rome II: Total War torna nel periodo più glorioso della storia

Dopo aver giocato il prologo di Rome II, ovvero le prime tre ore della campagna single player, vi proponiamo le nostre impressioni e le nostre speranze su un gioco che sembra complesso e profondo come non mai. Abbiamo raccolto durante il preview day a Cinecittà, a Roma, anche importanti informazioni sul multiplayer. All'interno dell'articolo trovate le interviste a James Russell, Lead Designer di Total War Rome II, e ad Al Bickham, Studio Communications Manager di The Creative Assembly.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
CreativeTotal War
 

Un prologo da tre ore

Quello che abbiamo potuto giocare a Cinecittà è stato il prologo della campagna single player di Rome II. Lo si potrebbe chiamare tutorial, ma si tratta di un tutorial in stile The Creative Assembly: non è affatto semplice e servono circa tre ore per completarlo (due per i giocatori più esperti che saltano molte battaglie, lasciandole alla gestione automatica). Si tratta di una mini-campagna guidata dalle narrative che serve per introdurre il giocatore alle meccaniche di gioco.

Questa campagna introduttiva racconta gli eventi delle guerre sannitiche, che si svolsero tra il 343 a.C. e il 295 a.C. A quei tempi Romani e Sanniti si equivalevano dal punto di vista militare e combattevano per conquistare l'egemonia nell'Italia centrale e meridionale. La giovane repubblica romana intendeva conquistare una posizione di privilegio rispetto ai rivali, gettando le basi di una politica di espansione che poi l'avrebbe portata a controllare l'intero mondo allora conosciuto.

Dopo aver vinto le guerre sannitiche, Roma, infatti, emergerà come la potenza dominante in Italia, e questo avvenimento darà il via alla campagna vera e propria di Total War Rome II. Nel prologo, il giocatore assume il controllo di Gaius Fulvius Silanus, un generale frutto di immaginazione che inizia a conquistarsi la fama in un periodo di grande pericolo per la giovane repubblica romana. Silanus avrà un ruolo centrale già nella prima battaglia in assoluto del nuovo gioco di Tca, ovvero quella dell'assedio di Capua, mentre il giocatore seguirà i suoi progressi man mano che il generale organizzerà la difesa della Campania contro le forze sannitiche che tenteranno di riconquistare Capua e di prendere il controllo della parte centrale dell'Italia.

L'obiettivo dei Romani è chiaramente di invadere il Sannio e di conquistare quella che a quei tempi era la più forte città della zona, ovvero Bovianum (oggi Bojano, in provincia di Campobasso). In questo prologo purtroppo manvacano alcuni elementi molto importanti di Total War, come la diplomazia e la politica, che ovviamente subentrano in una fase successiva della campagna. Serviva a prendere confidenza con gli elementi alla base della struttura di gioco, e con alcune novità come le 'stances' e le 'tradizioni'. Anche la mappa era diversa rispetto a quella che poi ritroveremo nella campagna principale, ovviamente molto più piccola e focalizzata sulla regione del Sannio.

Il gioco ancora manca di alcune rifiniture, ma il team di Creative Assembly, composto da più di 100 impiegati, sta lavorando duramente per sistemare le ultime imperfezioni e per bilanciare all'inverosimile gli equilibri di gioco.

Ma in base all'hands-on che abbiamo avuto modo di fare ci sembra che tutto sia già molto vicino alla perfezione. Il motore del gioco riesce a renderizzare in maniera differente ogni unità, con vegetazione renderizzata individualmente, mentre qualsiasi oggetto facente parte dello scenario è in grado di proiettare una sua ombra in maniera indipendente. La ricostruzione degli scenari di gioco ci sembra perfetta, sia per quanto riguarda i piccoli agglomerati di abitazioni che per le grandi città: la riproduzione storica visiva, ci sembra di poter dire, raggiunge vette qualitative inesplorate nei precedenti Total War.

E, cosa da non sottovalutare, l'Italia risulta in questo gioco al centro del mondo. Ogni elemento architettonico riporta alla memoria la tradizione artistica italiana proprio grazie all'incredibile dettaglio visivo di cui abbiamo parlato. Notiamo anche i segni del passaggio delle truppe, come il fumo che si alza da terra; mentre la telecamera cinematografica consente di seguire l'azione quasi come se si fosse in un gioco in terza persona come Ryse Son of Rome. La qualità delle animazioni, la riproduzione della vegetazione, il dettaglio geometrico di villaggi e città sono assimilabili a ciò che si ha in un gioco in terza persona piuttosto che a uno strategico in tempo reale, per i quali per via della maggiore estensione delle mappe di gioco, fino a oggi si è dovuti scendere a forti compromessi con il livello di dettaglio.

 
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