Video Games Europe risponde a Stop Killing Games: “Necessario poter spegnere i server”
Il dibattito sulla chiusura dei giochi online si accende: Video Games Europe, che rappresenta i principali editori del settore, risponde alle crescenti pressioni del movimento Stop Killing Games, sollevando questioni legali, di sicurezza e sostenibilità economica
di Andrea Bai pubblicata il 07 Luglio 2025, alle 16:41 nel canale VideogamesVideo Games Europe (VGE), associazione che rappresenta giganti come Activision Blizzard King, Bandai Namco, Epic Games, ESL FACEIT Group, Netflix, Nintendo, SEGA, Roblox, Ubisoft, Riot Games e molti altri, ha pubblicato una dichiarazione ufficiale in risposta al crescente movimento Stop Killing Games. Quest’ultimo, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, ha assistito ad una notevole impennata di adesioni, portando la questione della chiusura dei servizi online dei videogiochi sotto i riflettori dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Nel comunicato, VGE chiarisce che la decisione di interrompere i servizi online non viene mai presa alla leggera e rappresenta una scelta complessa, spesso dettata da ragioni di sostenibilità economica. L’associazione sottolinea come sia fondamentale per le aziende poter chiudere i servizi quando questi non sono più commercialmente sostenibili, pur riconoscendo la delusione dei giocatori. Tuttavia, viene assicurato che, in tali casi, i partecipanti del settore si impegnano a fornire un preavviso adeguato agli utenti, in conformità con le normative locali sulla tutela dei consumatori.
Uno dei punti più controversi riguarda la possibilità di mantenere in vita i giochi tramite server privati. Secondo VGE, questa soluzione non è sempre praticabile: i server privati non garantirebbero gli stessi livelli di protezione dei dati degli utenti, di rimozione dei contenuti illegali e di moderazione dei contenuti delle community, lasciando così gli aventi diritto esposti a rischi legali. Inoltre, molti titoli sono progettati fin dall’inizio per essere esclusivamente online, e obbligare i publisher a mantenerli attivi o a consentire server privati renderebbe lo sviluppo di questi giochi proibitivamente costoso.Il dibattito si intreccia anche con la natura stessa dell’acquisto digitale: anche sulle piattaforme più attente ai diritti dei consumatori, come GOG, ciò che si acquista è in realtà una licenza d’uso e non la proprietà effettiva del gioco. Questo significa che il diritto di accesso può essere revocato, spesso senza possibilità per i giocatori di continuare a fruire del titolo una volta che i server ufficiali vengono spenti.
VGE evidenzia inoltre le complicazioni legali legate ai server privati, soprattutto alla luce delle nuove normative come l’Online Safety Act del Regno Unito e regolamenti simili in altri paesi europei. Queste leggi impongono obblighi stringenti sulla moderazione dei contenuti e sulla sicurezza delle interazioni online, rendendo la gestione di server privati ancora più complessa e rischiosa per chi detiene i diritti dei giochi.

La dichiarazione di VGE arriva in un momento particolarmente delicato per l’industria, con l’annuncio da parte di EA della chiusura definitiva di Anthem, prevista per il 12 gennaio 2026. Questo episodio alimenta ulteriormente il dibattito tra chi difende il diritto dei publisher di chiudere i propri servizi e chi, come Stop Killing Games, chiede almeno la possibilità per i giocatori di mantenere in vita le proprie esperienze tramite soluzioni alternative.
VGE conclude la propria posizione dichiarando la disponibilità a confrontarsi con i legislatori e con i promotori dell’European Citizens Initiative nei prossimi mesi. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la tutela dei diritti dei consumatori, la sostenibilità economica delle aziende e la sicurezza degli utenti, in un contesto normativo sempre più articolato e in evoluzione.










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22 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMi pare equo
se non li compro come faccio a giocarci essendo il 100% dei giochi cosi con queste clausole? cambio hobby?
Mi pare equo
se il gioco fosse tuo sarebbe equo ma visto che tu hai solo una licenza limitata loro possono fare legalmente quello che vogliono e hanno pure ragione
Severo ma giusto.
Ni
C' è un codice al consumo nella UE
E lo dovrebbero rispettare
Però se ne sbattono perché tanto nessuno fa causa
ok dacci link per il CD (o il DVD? o il bluray?) di Cyberpunk
grazie
C' è un codice al consumo nella UE
E lo dovrebbero rispettare
Però se ne sbattono perché tanto nessuno fa causa
Stai tranquillo che lo rispettano.
A meno che tu non sappia dove sia scritto il contrario.
Certo che forse in questo caso potrebbero rilasciare una patch o simile per "passare" attraverso server o servizi terzi, magari scegliendo tra i principali fornitori...
grazie
CP77 non è online...
Certo che forse in questo caso potrebbero rilasciare una patch o simile per "passare" attraverso server o servizi terzi, magari scegliendo tra i principali fornitori...
E' già così, basta usare Home Assistant installato su un Raspberry e utilizzi di tutto senza appoggiarti a cloud proprietari.
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