Sparatoria Florida: il governatore del Kentucky se la prende con i videogiochi, e non con le armi
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I principali esponenti del Partito Repubblicano puntano a distogliere il dibattito negli Usa in seguito alla sparatoria in Florida rispetto al problema delle armi
di Rosario Grasso pubblicata il 16 Febbraio 2018, alle 14:41 nel canale VideogamesMercoledì scorso a Parkland, in Florida, un 19enne considerato da tutti un amante delle armi ha aperto il fuoco in una scuola superiore della Florida, uccidendo 17 persone. L'ennesimo efferato attacco sul suolo americano che, inevitabilmente, ha riacceso il dibattito sulle origini di tanta violenza. Lo stesso Donald Trump è intervenuto con un accorato discorso sul "declino della cultura moderna", pur tacendo sul problema della diffusione così capillare delle armi.
Su questa scia anche il governatore del Kentucky, Matt Bevin, secondo il quale i videogiochi sono una parte cruciale della "cultura della morte che oggi così facilmente celebriamo", che fondamentalmente è la principale responsabile di "incidenti" come questo.
"Alcuni videogiochi sono limitati a un pubblico adulto ma tutti sanno che anche i bambini li giocano", ha detto Bevin in un'intervista a Leland Conway. "Celebrano il massacro di persone e assegnano punti per fare ciò che questi studenti fanno nelle scuole, e magari ottieni punti extra se uccidi qualcuno che chiede l'elemosina".
"Parlo di videogiochi quotati, che sono anche protetti dal Primo Emendamento", ha continuato Conway riferendosi a questa sentenza della Corte Suprema Usa. "Ma sono spazzatura come la pornografia: hanno desensibilizzato le persone rispetto al valore della vita umana, alla dignità delle donne, alla dignità della decenza umana, e semplicemente stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato".
Bevin ha chiesto ai produttori dei media di assumersi le responsabilità di ciò che rilasciano: "Perché abbiamo bisogno di un videogioco che incoraggi le persone ad uccidere altre persone. Che si tratti di romanzi, che si tratti di programmi TV, che si tratti di film, chiedo ai produttori di domandarsi quale sia il reale valore dei loro lavori, oltre alla speranza di guadagnare. Ma a quale prezzo?"
I videogiochi, così come altri media di intrattenimento, sono dunque per Bevin la causa che ha destabilizzato la "bussola morale" della società moderna. Secondo il governatore i genitori hanno rinunciato al loro ruolo di educatori, liberandosi delle loro responsabilità permettendo ai bambini "di crearsi le proprie regole senza dover temere le conseguenze".
Bevin racconta che quando lui andava a scuola gli studenti erano soliti portare con sé delle armi, ma senza usarle. Oggi, invece, la società è cambiata. "Noi adulti dobbiamo smettere di comportarci da bambini.
Non è la prima volta che Bevin si scaglia contro i videogiochi in seguito a una strage scolastica. In un video pubblicato su Facebook dopo la sparatoria di Boston dello scorso gennaio aveva additato i videogiochi come parte di quell'industria dell'intrattenimento che "abitua i giovani a una realtà tragica dove la morte è una componente permanente".
Negli Stati Uniti i videogiochi sono costantemente accusati di avere un ruolo in queste stragi, a partire dalla famosa sparatoria di Columbine del 1999 i cui responsabili sarebbero stati dei fan di Doom. L'assassino della strage alla Virigna Tech del 2007 era solito giocare a Counter-Strike, mentre il norvegese Anders Behring Breivik amava Call of Duty. La campagna anti-videogiochi ha toccato il suo vertice massimo per opera dell'avvocato Jack Thompson, che aveva addirittura citato in giudizio Take Two a causa di Grand Theft Auto IV. Ma il dubbio che i videogiochi possano avere delle responsabilità ha sfiorato anche Barack Obama, che aveva sensibilizzato i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie a studiare gli effetti dei videogiochi violenti.
Diversi studi, però, non hanno trovato correlazioni evidenti tra videogiochi e comportamenti violenti (vedi qui o qui), mentre la diffusione delle armi negli Stati Uniti è più facilmente correlabile alla frequenza con cui avvengono queste stragi, come ha evidenziato lo stesso New York Times.
Ma vogliamo fare, piuttosto, un passo indietro? Capire, cioè, perché la società moderna è diventata così conflittuale e quali motivi spingono i più giovani a isolarsi dietro a un videogioco piuttosto che partecipare alla vita sociale?
120 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoAh no, quelli sono delle major che portano più soldini dei giochini.
PS: Non sono i mezzi che uccidono, ma le persone.
Il fatto che in america qualsiasi sciroccato e mentecatto possa fare collezione di ficili e pistole è totalmente irrilevante.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
E Trump non ha fatto altro che togliere il divieto, introdotto da Obama, circa il fatto che gente problematica potesse accedere alle armi senza segnalazioni e controlli.
Magari sarebbe stato utile evitare che una persona disturbata mentalmente e con propositi omicidi dichiarati apertamente sui social, potesse entrare in possesso di qualsiasi arma (negli USA con le armi d'assalto ci sparano ai piccioni è cosa nota).
Anche quel pazzo che sparò a Las Vegas era chiaramente stato condizionato dai videogiochi.
Le sette/organizzazioni estremiste esistono in tutto il mondo, ma solo negli USA succedono così di frequente simili stragi. Viene da pensare che forse con un controllo leggermente più serio sulle armi, qualche strage si potrebbe evitare senza problemi.
Ma ovviamente questo significherebbe colpire la seconda industria più importante del paese e allora è meglio dare la colpa sempre ad altro.
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