Paolocannone, il MOBA e il futuro degli eSport

Paolocannone, il MOBA e il futuro degli eSport

Abbiamo fatto visita ai ragazzi del MOBA di Milano, un eSport bar che da un punto di vista filosofico può essere visto come una sorta di evoluzione delle sale giochi anni '80. Dentro l'intervista a Tito Latella, titolare del MOBA, e a Paolo "Paolocannone" Marcucci, il più seguito giocatore di League of Legends in Italia

di , Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 
[HWUVIDEO="2803"]Paolocannone: INTERVISTA al MOBA![/HWUVIDEO]

INDICE

Una volta c'era la sala giochi. Giganteschi e impolverati cabinati che racchiudevano quello che per gli appassionati era oro. Pixel che si muovevano in modo tale da creare spericolati rimandi nelle teste degli appassionati, sfida e voglia di padroneggiare al meglio la virtualità. Davanti allo schermo i giocatori più bravi, e dietro di loro, a guardare come fossero il pubblico di una partita di calcio, chi era meno bravo, ma che ugualmente amava godere di quella virtualità. I meno bravi osservavano minuziosamente i pixel mossi dai più bravi nell'obiettivo di migliorare, di carpire i più reconditi segreti per poter eseguire una palla di fuoco a tempo o un salto nel vuoto all'ultimo istante utile. Tra chi giocava e chi osservava, comunque, si creava sempre un rapporto speciale, guidato sull'arte del videogioco.

Oggi la sala giochi non esiste più. O, perlomeno, non esiste più nella forma tipica di un tempo. In realtà, come tutto nel mondo della tecnologia, la sala giochi ha più semplicemente cambiato connotati, è diventata tante cose diverse. In un'epoca in cui il videogioco è tornato a essere vero e proprio "gioco", mentre con la settima generazione di console si era verificato un forte sconfinamento verso il videogioco misto all'arte del racconto, Twitch è diventato il baluardo della trasmissione della passione per i videogiochi. E allora come fare a non individuare un romantico filo conduttore tra il capannello di appassionati che davanti ai cabinati osservavano i giocatori migliori esibirsi a Mortal Kombat o a Street Fighter e gli eserciti di follower che dedicano le giornate a seguire le eroiche gesta videoludiche dei loro twitcher preferiti?

MOBA

Twitch oggi è un punto di riferimento non solo per chi vuole intrattenersi, passando qualche ora in compagnia del proprio idolo, ma anche e soprattutto per chi vuole imparare a giocare o a migliorare. I twitcher più bravi custodiscono i segreti per ottenere le migliori prestazioni perché conoscono a menadito giochi, personaggi e risorse perché per loro è molto importante dal punto di vista professionale. Molti di loro infatti hanno fatto diventare la passione dei videogiochi un vero e proprio lavoro all'interno dell'altra grande tendenza del mondo dei videogiochi di oggi, gli eSport.

E poi c'è il MOBA. Di locali come questo ormai se ne trovano in moltitudine nelle grandi città, e si pensi all'eSport Palace di Bergamo o al VideoGames Party sempre a Milano. Sono un punto di condivisione sociale dell'esperienza di gioco, anche fisica proprio come le sale giochi di una volta. Gruppi di amici si riuniscono e si ritrovavano nei posti come il MOBA, poi ciascuno di loro si impossessa di un PC (di solito ben corazzato e aderente alle mode gaming più recenti) e all'interno della stessa stanza, spesso molto buia e illuminata solo dai LED RGB delle periferiche di gioco, si condivide l'esperienza alla stessa sessione di gioco. Si comunica sia tramite Discord e il microfono, sia con la voce reale, quando il tuo avversario o il tuo compagno di team è proprio lì alla portata, al punto che puoi anche toccarlo fisicamente.

MOBA

Un fascino che risale a un'altra epoca di videogiochi, ma che esiste ancora e che, in realtà, non è mai andato via. Chi si ricorda l'epoca di NGI, del Rocket Jump e delle LAN Party? Da un lato tutto questo è sorpassato, al punto che i videogiochi commerciali di oggi non rendono più possibile giocare in LAN, perché richiedono la connessione al server remoto di proprietà del produttore del gioco, ma da un altro punto di vista, come stiamo vedendo, seppure in altre forme, qualcosa al cuore di quell'esperienza è sopravvissuto.

MOBA

Il MOBA è un locale interamente dedicato al gaming, con un'area bar, una dedicata al gaming su console e l'area, quella principale, per il PC gaming. Tito Latella, il titolare, ha iniziato la sua avventura a Torino, per poi spostarsi su Milano per attingere al più ampio pubblico. Il MOBA si trova in zona Città Studi, precisamente in Via Giovanni Pascoli, 70/2, una posizione strategica visto la giovane età media delle persone che frequentano l'area. Prende il suo nome dal genere a cui appartiene League of Legends, ovvero Multiplayer Online Battle Arena.

MOBA

Intorno al MOBA, Latella ha costruito una serie di attività parallele, con pagine social che consentono ai fan di seguire cosa succede nel locale e al team dei MOBA ROG, ma anche con gruppi che permettono alla community del MOBA di riunirsi per discutere dei videogiochi di maggior successo in ambito multiplayer eSport come Fortnite, Rocket League, Magic the Gathering, Apex Legends, Hearthstone, Overwatch e League of Legends. Lo staff del MOBA ha costruito una rete importante di moderatori e social media manager per poter mettere questo strumento a disposizione di tutti coloro i quali si sentono in qualche modo legati all'idea alle spalle del MOBA.

MOBA

Un centro come il MOBA è molto importante anche per trasmettere la profondità che c'è dietro al PC gaming, in opposizione all'esperienza più casual che si può avere con le console, come spiega bene Tito Latella nell'intervista. Esalta il gioco competitivo che richiede precisione e un sistema di controllo adeguato dal punto di vista della sfida professionale. Molti giocatori potrebbero rimanere bloccati all'esperienza console senza mai conoscere fino in fondo cosa può offrire in più il gaming su PC "ben carrozzati" dal punto di vista hardware e delle periferiche. Infrangere questo limite è una delle mission di un locale come il MOBA, che si prefigge di mettere il PC gaming alla portata di tutti. Abbattendo anche la barriera all'ingresso legata al costo importante di una configurazione PC adeguata al gaming competitivo, che può prevedere periferiche avanzate come monitor a 240 Hz, sedia gaming e tastiera meccanica. I ragazzi possono darsi appuntamento al MOBA e giocare con i PC accessoriati con la componentistica moderna in una maniera per loro agevole da una parte e che consente di socializzare fisicamente con altre persone che condividono la loro stessa passione.

Paolocannone

Paolo "Paolocannone" Marcucci è uno dei giocatori più forti di League of Legends e in assoluto il più seguito in Italia. Lui ha fondato con Tito il team dei MOBA ROG, di cui svolge il ruolo di support. Paolo è nato il 12 settembre 1995 e oggi ha 23 anni, è originario di Catanzaro ma oggi vive a Milano. Proprio all'interno di una streaming box presente al MOBA realizza tutto il suo lavoro di twitcher: è da lì che condivide giornalmente le sue sessioni di gioco con i suoi fan ed è da lì che partecipa alle sessioni competitive e ai tornei.

Paolocannone

Paolo ha iniziato a fare streaming nel settembre del 2014. Ama LoL ed è molto bravo nel ruolo di support, soprattutto con Champion come Blitzcrank e Janna. Il suo Blitzcrank in particolare è molto famoso: non solo è il Champion con cui ha iniziato ma è anche quello con cui riesce a destreggiarsi meglio, dopo aver ottenuto più di 1,6 milioni di mastery point.

Paolo

Il suo nickname su Twitch è "paoloidolo", mentre il suo numero preferito è il 22. I suoi fan spesso scrivono "22" nella chat del suo canale Twitch proprio per stimolarlo o per celebrarne una grande giocata. Il suo soprannome, "Cannone", deriva dal gioco MMO Seafight, che adorava quando era più giovane. Potete seguire Paolo Cannone sul suo canale Twitch.

Twitch

Oggi non è più possibile raccontare il mondo dei videogiochi senza fare riferimento a Twitch. La piattaforma ora di proprietà di Amazon è diventata il primo canale di comunicazione del settore dell'intrattenimento, usatissima da chi vuole guadagnare anche un minimo di visibilità sulla rete, come veicolo di trasmissione di idee, passioni e modi di pensare, molto spesso ben al di là dei videogiochi. Se fino a pochi anni fa un redattore di videogiochi aveva qualche possibilità di raggiungere il suo pubblico tramite dei contenuti scritti, oggi questo è molto meno realizzabile. Gli appassionati di videogiochi più giovani non amano i filtri, non vogliono più immaginare come può essere un videogioco a partire dallo scritto, anche perché lo sanno già. E Twitch abbatte la gran parte di questi filtri.

Twitch conta 15 milioni di utenti attivi al giorno, e circa un milione di utenti online a qualsiasi ora, più delle reti televisive statunitensi CNN ed ESPN. Le fasi finali dei tornei di eSport più importanti, a DOTA 2 o a League of Legends, vengono seguite da un numero di spettatori paragonabile agli eventi di sport tradizionale più popolari. Si stimano in circa 2,2 milioni gli utenti che usano Twitch per trasmettere un qualunque tipo di contenuto, mentre i canali partner sono circa 30 mila.

Paolocannone

Si stima che Twitch sia responsabile del 43% del traffico di tutti i siti di live streaming, dei quali 10 milioni provenienti da dispositivo mobile. Il 58% degli utenti di Twitch spende più di 20 ore alla settimana a guardare video sul servizio di live streaming, il che equivale a una media di circa 3 ore al giorno. Il 76% degli utenti di Twitch, inoltre, ha un'età compresa tra 18 e 49 anni, dei quali solo un terzo frequenta anche i siti tradizionali di informazione sui videogiochi.

"Il broadcasting, insieme alla visione del gameplay su internet, è diventato un fenomeno globale e Twitch ha costruito una piattaforma che mette insieme decine di milioni di persone che guardano miliardi di minuti di gioco ogni mese, dai tornei come The International di Dota 2 ai tentativi di battere il record del mondo in Mario Kart 8, fino agli eventi stampa come quelli dell'E3. E, incredibilmente, Twitch è stato creato solo tre anni fa", ha detto Jeff Bezos, il potente CEO di Amazon, al momento dell'acquisizione di Twitch per circa un miliardo di dollari. "Come Twitch, ci piace pensare in modo diverso: non vediamo l'ora di imparare da loro, ma anche di aiutarli a progredire ancora più velocemente nella costruzione di nuovi servizi per la community dei giocatori".

Come si guadagna su Twitch

Il motore che dà linfa vitale a Twitch è il suo abbonamento Twitch Prime, che è gratuito per tutti gli abbonamenti ad Amazon Prime, in cui è incluso. I membri di Twitch e Amazon Prime possono accedere a sconti riguardanti i videogiochi in pre-order, a una selezione mensile di giochi digitali, così come a contenuti aggiuntivi per i giochi e a un'esperienza speciale su Twitch che include un abbonamento mensile a un canale Twitch. Ed è proprio quest'ultimo "l'arma segreta" dei twitcher, che permette loro di finanziare il proprio lavoro e il proprio impegno sulla piattaforma.

I twitcher ricevono circa 2 dollari per ogni abbonamento che viene effettuato sul loro canale, e l'abbonamento deve essere rinnovato ogni mese. Amazon Prime ha un costo per l'utente di 4,99 Euro al mese, un abbonamento che consente di accedere una serie di vantaggi trasversali che riguardano Amazon oltre che Twitch, come le consegne gratuite e veloci, oltre all'accesso alle Serie Amazon Original, a Prime Reading e a Prime Music.

Abbonarsi al canale del proprio twitcher preferito consente all'appassionato di accedere a una serie di funzionalità aggiuntive, che il twitcher può scegliere e personalizzare come preferisce. Per esempio, potrebbe sottrarre la chat a chi non si abbona o impedire loro di usare le emoticon. Gli abbonati, inoltre, possono sfoggiare lo stemma abbonato che varia con la durata dell'abbonamento se il canale ha impostato degli stemmi fedeltà. Per questi motivi, insomma, il "subscribe" di Twitch sta diventando un'opportunità di finanziamento della comunicazione sui videogiochi molto importante. Si consideri che i twitcher italiani oggi più popolari contano fra i mille e i due mila subscriber.

Non è l'unica opportunità di guadagno su Twitch. Ci si può infatti abbonare direttamente a un canale senza passare da Twitch Prime. In questo caso servono 4,99 Euro per fare il "subscribe" al canale per quanto riguarda il Livello 1. Ma ci sono anche i livelli 2 e 3, dal costo rispettivamente di 9,99 € e 24,99 €, qualora si volesse ricompensare in maniera più significativa lo streamer che si ama. Abbonarsi permette di visualizzare i contenuti senza inserzioni, di accedere alla chat nella modalità solo per gli abbonati, di rimuovere i limiti alla modalità rallentata per la chat. Molto meno tracciabili, poi, sono le donazioni, che vengono realizzate su base estemporanea e volontaria dagli appassionati più fedeli dello streamer.

Abbiamo seguito i primi passi su Twitch di Felicia e Kurolily
Fra gli streamer italiani oggi più popolari possiamo citare i casi di Giorgio "Pow3r" Calandrelli, Mirko "CiccioGamer89" Alessandrini e Kenneth Enrico Caselli, in arte "Zeb89". Dirompente poi il caso dei Mates, un collettivo di youtuber che offrono intrattenimento a base di videogiochi, ma anche delle vere e proprie gag comiche. I loro fan li conoscono come St3pNy, Vegas, SurrealPower e Anima. Inoltre, ci fa piacere ricordare Felicia e Kurolily, delle quali abbiamo seguito i primi passi su Twitch.

Lo streamer più famoso al mondo, invece, è Tyler “Ninja” Blevins, che può vantare circa 5 milioni di ore viste dai suoi follower in 7 giorni. Lo seguono, con circa la metà delle ore viste, Michael “shroud” Grzesiek, prima pro player di CS:GO e oggi uno degli streamer più popolari di Playerunknown’s Battlegrounds; Turner Ellis Tenney, detto Tfue gioca a Fortnite; e Chance Morris, meglio conosciuto con il suo alias online Sodapoppin. Tutti loro sono delle vere e proprie celebrità, acclamate dai rispettivi fan come se fossero star del pop o attori di serie televisive.

eSport

Finora si è parlato di pro player (e non) in abbinamento a Twitch, ma ovviamente l'ecosistema eSport e il gaming professionistico vanno oltre Twitch. Molti giocatori professionisti, rimanendo nell'ombra, si dedicano comunque anima e corpo ai videogiochi allo scopo di migliorare le loro prestazioni. In altri termini, si allenano come fa un comune professionista di qualsiasi sport tradizionale. Ad esempio, rimanendo in ambito League of Legends, va citato Daniele “Jizuke” di Mauro, che è conosciuto nel mondo del pro-gaming come l'“Italian Stallion”. Jizuke adesso è in forza nel Team Vitality.

Inoltre, recentemente Edoardo "Carnifex" Badolato, che ha 24 anni ed è di Martinengo, in provincia di Bergamo, ha partecipato alla Coppa del Mondo di Fortnite. Carnifex, che fa parte del team dei Samsung Morning Stars, ha vinto 67 mila dollari. Prima di approdare a Fortnite, Carnifex ha giocato professionalmente per tre anni a Overwatch.

I professionisti come Jizuke e Carnifex si allenano per varie ore al giorno (ovvero giocano a LoL provando vari schemi e varie tattiche) per almeno quattro giorni alla settimana, e negli altri giorni solitamente devono affrontare una partita ufficiale. Abbiamo affrontato il tema dell'allenamento per gli eSport, e le ripercussioni psicologiche, in questo articolo.

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2 Commenti
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FaTcLA28 Agosto 2019, 12:13 #1
Sono un un ragazzo d'altri tempi, senza grosse pretese e con una mente semplice e preferisco usare il mio tempo a giocare duro per migliorarmi direttamente sul campo che rimanere ore a guardare uno che gioca sperando di diventare bravo (per osmosi?).
Poi ben vengano i consigli dei pro, per caritá, qualche video di pro player me lo sono guardato anche io, quando dovevo provare un champ nuovo e mi serviva capire le meccaniche, per esempio, ma per questo c'é youtube che basta e avanza.
Haran Banjo30 Agosto 2019, 08:24 #2
Sono un un ragazzo d'altri tempi, esco a giocare a pallone con gli amici

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