The Elder Scrolls Online: Tamriel adesso in un MMORPG
In occasione del Bethesda for Gamers svoltosi a Londra qualche giorno fa, abbiamo avuto modo di provare una beta di The Elder Scrolls Online, il nuovo atteso MMORPG che permetterà ai fan della storica serie ambientata a Tamriel di godere di scenari, storie e personaggi in un modo completamente diverso rispetto alla tradizione. All'interno trovate anche l'intervista a Matt Firor, game designer di The Elder Scrolls Online.
di Rosario Grasso pubblicato il 30 Maggio 2013 nel canale VideogamesIntervista
Nel corso del Bethesda for Gamers di Londra abbiamo avuto modo di intervistare Matt Firor, game designer di The Elder Scrolls Online. Firor è un veterano dell'industria che ha speso due decadi nello sviluppo di giochi online. Tra i suoi lavori si annovera anche Dark Age of Camelot, MMO di Mythic pubblicato nel 2001. Ringraziando Matt per la sua disponibilità, vi lasciamo al resoconto della nostra intervista.
Gamemag: Cosa offre The Elder Scrolls Online che altri MMO non riescono ad offrire. Pensi che ci sia ancora spazio per questo genere di giochi oppure il settore è ormai saturo?
Matt Firor: Innanzitutto, non c'è mai stato un gioco multiplayer su larga scala di Elder Scrolls. Molti fan di Elder Scrolls aspettano da tempo un gioco del genere. Skyrim ha ingrandito considerevolmente la fanbase di Elder Scrolls, e questi giocatori si aspettano adesso altro da questa proprietà intellettuale. Per questo abbiamo ripreso molte delle feature più apprezzate di Skyrim, come il sistema di combattimento. E poi coloro che hanno giocato Oblivion e Skyrim su PC si ritroveranno a usare il medesimo sistema di controllo. Quindi i fan avranno l'opportunità di tornare in quel modo di gioco e trovare al suo interno tanti elementi multiplayer inediti.
Gamemag: Non siete preoccupati dal fallimento di alcuni recenti MMORPG come Star Wars The Old Republic?
Matt Firor: La differenza è che noi abbiamo un grande gioco. Ci siamo impegnati duramente nel creare un gioco multiplayer che potesse piacere veramente ai giocatori. Quindi non siamo preoccupati perché conosciamo la qualità del nostro progetto.
Gamemag: The Elder Scrolls Online non usa lo stesso motore grafico degli Elder Scrolls originali in single player. Quali sono state le difficoltà principali nel riprodurre gli elementi di gameplay di quei giochi con una tecnologia così diversa?
Matt Firor: Il motore di gioco degli Elder Scrolls Online single player è ottimizzato per l'esperienza di gioco single player. Mentre il motore di Teso è pensato per il multiplayer: ad esempio è in grado di gestire molti più personaggi contemporaneamente su singola schermata. Quindi, si possono avere battaglie che coinvolgono gruppi più ampi. La decisione di utilizzare un altro motore grafico, pertanto, dipende principalmente dal fatto che abbiamo bisogno di gestire molti più personaggi contemporaneamente su schermo.
Gamemag: Quanto è stato difficile adattare un gioco d'azione come Elder Scrolls alle meccaniche di gioco a turni di un MMO?
Matt Firor: Abbiamo iniziato a individuare quali fossero gli elementi di gioco più familiari ai fan di Elder Scrolls. Quindi principalmente il sistema di combattimento. Ma sapevamo che ci sarebbero stati tanti fan degli MMO che non hanno mai giocato a Elder Scrolls. Quello che ci siamo assicurati di fare è miscelare i due diversi tipi di approccio. Alcune feature classiche degli MMO come il commercio, le alleanze e il sistema sociale dovevano combaciare con gli elementi di gioco classici di Elder Scrolls. Per esempio abbiamo adattato il sistema tipico di skill di Elder Scrolls all'interno della struttura sociale.
Gamemag: Durante lo sviluppo di Teso il genere degli MMO è cambiato molto. Avete reagito a questi cambiamenti durante lo sviluppo?
Matt Firor: Quando inizi un nuovo progetto sicuramente ti guardi intorno e vedi cosa hanno fatto gli altri, ma dopo un po' hai bisogno di concentrarti esclusivamente sul tuo gioco. Quindi in quella fase ci siamo preoccupati di realizzare il miglior gioco che era nelle nostre corde, senza più guardare alla concorrenza. Fare un gioco su Elder Scrolls è di per sé un grande vantaggio perché sai cosa si aspettano i fan. Loro si aspettano un mondo di gioco aperto, un sistema di sviluppo dei personaggi aperto, esplorazione. E abbiamo tutti questi elementi, dei quali siamo assolutamente molto contenti.
Gamemag: Ci puoi dare un'idea su quante skill differenti ci saranno per ogni classe?
Matt Firor: È una buona domanda. Quando giochi The Elder Scrolls Online puoi effettivamente scegliere una classe, ma dopo puoi migliorare liberamente le skill che vuoi. Quando inizi a livellare un nuovo personaggio hai diverse linee di skill. Puoi decidere, ad esempio, di migliorare le abilità sulle armi e diventare un master in quella disciplina. Durante il gioco, però, continui ad apprendere sempre nuove skill, ad esempio sulla magia o sul combattimento. Quindi le skill di classe sono importanti, ma anche tutte le altre abilità lo sono.
Gamemag: Ci puoi dare un'idea su quante skill differenti ci saranno per ogni classe?
Matt Firor: È una buona domanda. Quando giochi The Elder Scrolls Online puoi effettivamente scegliere una classe, ma dopo puoi migliorare liberamente le skill che vuoi. Quando inizi a livellare un nuovo personaggio hai diverse linee di skill. Puoi decidere, ad esempio, di migliorare le abilità sulle armi e diventare un master in quella disciplina. Durante il gioco, però, continui ad apprendere sempre nuove skill, ad esempio sulla magia o sul combattimento. Quindi le skill di classe sono importanti, ma anche tutte le altre abilità lo sono.
Gamemag: Come avete gestito la storia in The Elder Scrolls Online?
Matt Firor: La storia principale è un'esperienza da affrontare in solitaria, così come negli Elder Scrolls originali. Ma intorno a quella ci sono molte altre storie, che si possono vivere da soli o insieme ai propri amici e al proprio gruppo.
Gamemag: Si è parlato di struttura hub-less. A cosa si fa riferimento nel dettaglio?
Matt Firor: C'è molta libertà di esplorazione in The Elder Scrolls Online. Per ogni nuova area scoperta si può andare in giro come si vuole, raccogliere qualsiasi tipo di quest e affrontare i dungeon che si trovano in quella location. Quando affronti un dungeon non hai bisogno di raccogliere una quest per addentrarti in esso, ma liberamente puoi iniziare a esplorarlo e vedere quali segreti nasconde.
Gamemag: Cosa ci puoi dire invece a proposito dei dungeon pubblici. Come saranno organizzati?
Matt Firor: I dungeon pubblici finalmente torneranno dal passato, visto che recentemente non sono presenti nei MMORPG. Come in EverQuest, ad esempio, questi dungeon sono dei mondi aperti. Quindi il giocatore potrà vedere all'interno dei dungeon altri giocatori, anche se non fanno parte del suo stesso gruppo. I giocatori di The Elder Scrolls potrebbero essere abituati a giocare da soli, senza far parte di un gruppo. E questo è consentito da Teso, ma completare i dungeon pubblici potrebbe essere più difficile rispetto ai contenuti tradizionali. Quindi i giocatori potrebbero trovarsi in difficoltà ma ricevere comunque aiuto dagli altri giocatori che si trovano in quel momento nel dungeon. All'interno dei dungeon, i giocatori possono aiutarsi fra di loro, anche se la presenza di altri personaggi non è notificata dall'interfaccia di gioco.
Gamemag: Qual è la caratteristica di The Elder Scrolls Online che secondo te più di tutte incontrerà i favori del pubblico?
Matt Firor: Sicuramente è un gioco molto molto grande. Io penso che la feature che la gente apprezzerà maggiormente è la possibilità di combattere dalla prospettiva in prima persona. È una scelta molto action-oriented, che riporterà nella mente dei giocatori le sessioni di gioco a Oblivion, perché i giocatori sapranno che la spada sortirà un effetto secondo le tempistiche da loro stabilite e potranno gestire al millesimo di secondo il lancio delle magie. Inoltre, ci si potrà muovere in giro con rapidità in modo molto simile agli Elder Scrolls single player.










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