Cio: videogiochi sono sport. Possibile futuro olimpico

Cio: videogiochi sono sport. Possibile futuro olimpico

Il comitato olimpico internazionale per la prima volta ha dichiarato che gli eSport sono da considerare sullo stesso livello delle tradizionali discipline agonistiche

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 09:41 nel canale Videogames
 

I videogiochi sono uno sport, e potrebbero presto arrivare alle Olimpiadi. Lo ha dichiarato il Comitato Olimpico Internazionale, con una nota diffusa da Losanna: "gli eSport competitivi possono essere considerati un'attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un'intensità che può essere paragonata a quelle degli atleti delle discipline tradizionali".

Un messaggio molto chiaro che fa da eco alla decisione del Consiglio Olimpico Asiatico che assegnerà una medaglia agli eSport ai prossimi Giochi Asiatici del 2022. Ma non tutti sono d'accordo, perché ovviamente i videogiochi sono privi di una componente agonistica importante, che fino a oggi è stata quasi sempre considerata una discriminante importante per distinguere tra ciò che è sport e ciò che non lo è. E la pensava così anche Thomas Bach, presidente del Cio, secondo il quale per le Olimpiadi non e' ancora arrivato il momento di imitare quanto avverrà ai Giochi Asiatici del prossimo anno in Indonesia.

eSport

Approfondimenti sugli eSport si trovano qui e qui
Allo stesso tempo il Cio ha la necessità di rendere appetibili le Olimpiadi alle nuove generazioni. Non si può poi trascurare, come si legge nella nota stessa, che le modalità di allenamento, oltre che di preparazione psicologica, sono ormai molto simili a quelle degli sport tradizionali. Senza dimenticare il fatto che i tornei di eSport oggi più importanti attirano un volume di pubblico paragonabile a quello degli sport tradizionali più blasonati e muovono ingenti volumi di denaro.

Ne aveva già discusso il comitato organizzatore locale di Parigi dei Giochi 2024, e probabilmente è da quel dibattito che scaturisce adesso la nota del Cio. Il tutto all'interno di un processo che porta molte discipline moderne verso la 'promozione' a sporto olimpico: a Tokyo 2020, infatti, ci saranno nuove discipline come surf, skateboard ed arrampicata, e il prossimo passo potrebbe essere proprio quello dei videogiochi.

Per i videogiochi la decisione del Cio comporta un percorso che dovrà portare gli eSport a ripulirsi di alcune ancore per adeguarsi agli altri sport. Sarà necessario, dunque, dotarsi di strutture per combattere il doping, ovvero l'uso di sostanze per mantenere alta e costante la concentrazione per lunghi intervalli di tempo, e varare norme contro il rischio scommesse. Intanto, si avvieranno presto colloqui con l'industria del settore.

Il fenomeno eSport non accenna a sgonfiarsi: recentemente l'Università dello Utah ha annunciato le prime borse di studio per il gaming competitivo. Le finali dei Campionati del Mondo di League of Legends coinvolgono ormai circa 40 mila persone che seguono l'evento dal vivo, con centinaia di migliaia di spettatori collegati tramite i social media come Twitch. Per gli eSport, è un cambiamento importante visto che i tornei finora sono stati fortemente legati ai brand e da loro promossi in tutte le parti. Rendere più trasversali gli eventi di eSport influirà certamente anche sulla loro monetizzazione e sui rapporti con gli sponsor.

I team di eSport si allenano già adesso con la stessa assiduità di una squadra di calcio o di qualsiasi altro sport professionistico. Le formazioni più forti a League of Legends o Counter-Strike Glolbal Offensive dispongono di strutture adibite all'allenamento, dove è possibile trascorrere diverse ore al giorno ad allenarsi e a migliorare le sinergie con il resto della squadra e le strategie all'interno dei match. "Gli aspetti mentali chiave per allenare un team professionsitico sono: Comunicazione, Ruoli, Debrief strategie ed errori, Riflessi, Gestione stress e rabbia", ci ha detto Mauro Lucchetta, psicologo dello sport e dell'eSport, in questo speciale.

Ci siamo occupati anche di come i videogiochi possano migliorare le abilità cognitive, attentive e percettive. "Abbiamo visto nel corso dell'articolo come la gratificazione e la ricompensa siano due fattori cruciali che spingono i giocatori a cercare di migliorarsi e di superare gli altri, quindi sono anche alla base dell'insorgere della dipendenza con certi tipi di titoli online", concludevamo qui.

24 Commenti
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nickname8830 Ottobre 2017, 09:48 #1
Sport olimpico giocare a DOTA ?
demon7730 Ottobre 2017, 09:51 #2
I videogiochi sono competizioni dove conta abilità, strategia, riflessi e allenamento.

Trovo assolutamente giusto che siano riconosciuti in via ufficiale.
Tuttavia credo sia necessario e giusto mantenere la categoria separata: E-SPORT è una cosa, SPORT è un'altra.
nickname8830 Ottobre 2017, 09:54 #3
Originariamente inviato da: demon77
I videogiochi sono competizioni dove conta abilità, strategia, riflessi e allenamento.

Trovo assolutamente giusto che siano riconosciuti in via ufficiale.
Tuttavia credo sia necessario e giusto mantenere la categoria separata: E-SPORT è una cosa, SPORT è un'altra.

Si però bisogna non cadere nel ridicolo.
Trovo giusto che bisogni mantenere separato l'e-sport dal resto.
nickmot30 Ottobre 2017, 09:57 #4
Originariamente inviato da: demon77
I videogiochi sono competizioni dove conta abilità, strategia, riflessi e allenamento.

Trovo assolutamente giusto che siano riconosciuti in via ufficiale.
Tuttavia credo sia necessario e giusto mantenere la categoria separata: E-SPORT è una cosa, SPORT è un'altra.


Totalmente daccordo.

Giusto che siano riconosciuti come una competizione (anche il bridge è riconosciuto sport), ma non ha alcun senso che entrino a far parte delle olimpiadi classiche.
E' meglio che vengano organizzati eventi separati
chuckbird30 Ottobre 2017, 10:09 #5
Originariamente inviato da: demon77
..

Trovo assolutamente giusto che siano riconosciuti in via ufficiale.
Tuttavia credo sia necessario e giusto mantenere la categoria separata: E-SPORT è una cosa, SPORT è un'altra.



Completamente d'accordo anche specialmente nell'ultima considerazione che ho quotato.
Del resto mi pare che una cosa simile avvenga anche oggi con F1, MotoGP e company corretto?
Sono considerati sport ma non inclusi tra le discipline olimpioniche.
In tal senso non capisco per quale motivo il CIO si sia messo in mezzo in questo senso.
kamon30 Ottobre 2017, 10:49 #6
L'unica ragione per la quale non riuscirò mai a considerare i videogames come sport è che cambiano costantemente... Se scegliessero uno e un solo titolo (o anche uno per genere) che diventasse disciplina olimpica, senza mai più cambiarlo non avrei nessun dubbio ad accettarlo.
Sputafuoco Bill30 Ottobre 2017, 10:54 #7
no, i videogames non sono affatto uno sport, ma portano tanti soldi al CIO grazie agli sponsor. Questo è anche il motivo per cui il calcio è presente alle olimpiadi.
Magari in futuro avremo anche le gare tra cuochi ?
nickmot30 Ottobre 2017, 11:18 #8
Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
no, i videogames non sono affatto uno sport, ma portano tanti soldi al CIO grazie agli sponsor. Questo è anche il motivo per cui il calcio è presente alle olimpiadi.
Magari in futuro avremo anche le gare tra cuochi ?


Perché citi il calcio?
Al di la del giro di soldi e del fatto che ad oggi sia anche una forma di intrattenimento mi risulta sia ancora uno sport.
nickname8830 Ottobre 2017, 11:29 #9
Originariamente inviato da: Sputafuoco Bill
no, i videogames non sono affatto uno sport, ma portano tanti soldi al CIO grazie agli sponsor. Questo è anche il motivo per cui il calcio è presente alle olimpiadi.
Magari in futuro avremo anche le gare tra cuochi ?

Infatti !
Quoto
futu|2e30 Ottobre 2017, 12:29 #10
Dissero le seghe ai videogiochi.

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