No Man's Sky: promesse mantenute o fallimento?

No Man's Sky: promesse mantenute o fallimento?

Recensire un titolo come No Man’s Sky non è facile. Lo avrete letto/sentito da più parti, ed è assolutamente vero. I motivi di questa difficoltà sono numerosi. In primis, però, c’è la grande ampiezza (in tutti i sensi) del titolo in questione che, potenzialmente, potrebbe far conoscere all’utente delle brusche variazioni nell’esperienza di gioco, all’interno della propria sconfinata Galassia.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Verso il centro della galassia

Per cercare di essere quanto più consapevole di quello che No Man's Sky ha da offrire - non potendo credibilmente completare il gioco in tempo utile per uscire con un articolo - ho deciso di compiere un viaggio quanto più lungo possibile, diversificando però il mio approccio ai pianeti esplorati.

In alcune situazioni, quindi, ho solamente ‘sbrigato il compitino’ suggerito dalla ‘missione principale’; in altre - come un novello Darwin o Wallace o Cuvier - mi sono dedicato alla catalogazione di tutto il vivente presente sul pianeta; a volte sono stato un ‘cittadino modello’, altre volte non ho escluso la violenza; ho volato e camminato; sono stato un accanito speleologo e, per quanto possibile, palombaro; ho mercanteggiato in risorse e suppellettili; ho effettuato compravendite di astronavi e sono stato contrabbandiere di materie rare; ho lavorato sodo sul mio arsenale, per rendere i miei viaggi più sicuri e confortevoli; sono stato storico e linguista, cercando sempre di espandere la mia conoscenza delle diverse razze aliene che popolano i cieli; ho meditato e mi sono lasciato mettere alla prova da entità superiori… E così via.

Tutto sulla via dell’Atlas.

Il filo rosso di questa odissea è l'Atlas
Una delle poche informazioni che vengono da subito messe in chiaro, in NMS, è che il nostro alter ego virtuale debba completare il proprio viaggio verso il centro della Galassia.

Il filo rosso di questa odissea sembra essere l’Atlas, una sorta di intelligenza (artificiale?) presente da sempre e, in qualche modo, connessa con tutte le razze che popolano l’universo.

L’Atlas sarà sempre presente nei ‘momenti topici’ della nostra avventura, cercando di mantenerci sulla ‘sua via’, spingendoci così su un percorso di crescita costante, che ci renda in grado di progredire nel gioco.

L’Atlas come una sorta di costante tutorial che permetta al giocatore di non smarrirsi nell’immenso mondo di gioco? L’Atlas come un parziale ‘risarcimento’ a fronte dell’assenza di una spiegazione delle funzioni e degli equilibri base del gioco? Forse. Per certo l’Atlas ci viene sempre descritto come una presenza rassicurante e favorevole, consapevole e potente.

Resta inteso che le sue esternazioni sono per lo più perentorie (richieste che hanno il sapore di ordini), che la sua forma ‘fisica’ è tutt’altro che amichevole e che, molto presto, verremo anche in contatto con delle alternative, con qualcuno che ha scelto di essere alternativo all’ordine e al senso di vita donatoci dalla Via dell’Atlas… Per cui, forse, sarà solo al Centro della Galassia che sveleremo il mistero. Personalmente mi sono fidato e mi fiderò.

Nella mia personale lettura, mettendo assieme i pezzi sin qui raccolti, mi pare di poter azzardare l’ipotesi che l’Atlas (Atlante in Italiano) desideri che un Viaggiatore (il giocatore) attraversi, esplori, cataloghi l’universo inviandogli poi tutte le informazioni.

Una sorta di enciclopedizzazione della Galassia (non sembra essere un caso che una delle attività ‘monetariamente’ più remunerative in NMS sia proprio l’upload, nei registri dell’Atlas, di tutte le nostre scoperte). Vedremo.

 
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