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Recensione DualSense Edge: un controller ultra-personalizzabile (e ultra-costoso) per PS5

Recensione DualSense Edge: un controller ultra-personalizzabile (e ultra-costoso) per PS5

Dal 26 gennaio sarà disponibile DualSense Edge, il primo controller high-end progettato da Sony e dedicato agli utenti più esigenti di PS5. In dotazione ci sono pulsanti aggiuntivi e levette intercambiabili, così come un eccezionale supporto software. Non mancano difetti, primo fra tutti il prezzo.

di pubblicata il , alle 21:12 nel canale Videogames
PlaystationSony
 

Era solo questione di tempo: dopo Microsoft, anche Sony ha progettato un controller 'high-end' per la sua console casalinga. Ecco dunque che, a partire da domani (giovedì 26 gennaio), i fortunati possessori di una PlayStation 5 potranno mettere le mani sul DualSense Edge, nuova incarnazione del già apprezzato DualSense che offre ai giocatori il totale controllo della propria periferica. Una versione potenziata sotto ogni punto di vista, anche nel prezzo.

Negli scorsi giorni abbiamo avuto la possibilità di mettere alla prova il DualSense Edge con l'accesso pre-lancio fornito da Sony. Lo abbiamo testato con le ultime grandi produzioni targate PlayStation, ma anche con quei titoli che, in un modo o nell'altro, sono sempre stati più esigenti in termini di rendimento in-game e non solo. Dall'unboxing alla prova sul campo, vi sveliamo se varrà la pena investire i vostri soldi in questo 'pro' controller per PS5.

Unboxing

Il nuovo DualSense Edge arriva in una confezione non troppo diversa da quella con cui vengono venduti i modelli standard del controller wireless per PS5. La prima grande differenza si nota però nel peso, che anticipa il generoso contenuto della scatola.

Il controller è custodito in una pratica custodia, al cui interno troveremo anche i vari accessori (o innesti, se preferite) con i quali andremo ad 'arricchire' l'esperienza offerta dal DualSense Edge: parliamo di quattro cappucci intercambiabili per le levette analogiche, di dimensioni e forme diverse, e di due set di pulsanti posteriori, a forma di levetta e a mezza cupola.

Nel case è presente un altro accessorio che, almeno nell'immediato, non eravamo riusciti a inquadrare. È un connettore che ci permette di utilizzare il controller in modalità cablata, opzione ideale per affrontare le sessioni di gioco più lunghe senza preoccuparsi di restare a secco. Aprendo l'alloggiamento della clip possiamo posizionare il lungo cavo intrecciato USB-C, contenuto anch'esso nella custodia, e bloccare così il connettore al DualSense Edge. A tal proposito, il case presenta uno sportellino posteriore che, una volta aperto tramite la chiusura a strappo, ci consente di ricaricare il controller senza doverlo separare dalla custodia.

Costruzione e Design

Sia il case protettivo che lo stesso DualSense Edge sfoggiano un design moderno e accattivante, richiamando i colori e le linee sinuose di PlayStation 5 e, più in generale, dell'intera gamma di accessori dedicata all'ammiraglia next-gen di Sony. Formula che vince non si cambia, diremmo, eppure troviamo non poche differenze tra il nuovo controller ad alte prestazioni e il suo 'cugino' standard, non solo per quel che concerne gli innesti aggiuntivi.

Pad alla mano, ci accorgiamo immediatamente della differenza di peso: DualSense Edge pesa circa 330 grammi e arriva a pesarne una manciata in più con i pulsanti posteriori; in confronto, il DualSense liscio pesa appena 280 grammi. Dobbiamo ammettere che quei 50 grammi in più si fanno sentire, ma, a nostro parere, questa maggiorazione non inficia sull'esperienza d'utilizzo finale. Certo, chi ha delle mani particolarmente piccole ed esili potrebbe arrivare a percepire una maggiore stanchezza durante le sessioni di gioco più lunghe.

Condividendo le stesse forme del DualSense classico, l'Edge non rappresenta una rivoluzione ergonomica, ma guadagna senz'altro dei punti a suo favore. Sulle estremità dei grilletti L2 e R2, ad esempio, troviamo una texture - realizzata con le icone dei pulsanti PlayStation - che garantisce una maggiore aderenza delle dita su questi tasti. Inoltre, la possibilità di sostituire i cappucci delle levette analogiche con pezzi di forme e dimensioni diverse è un altro extra di non poco conto e ciò sfocia nella maggiore versatilità del DualSense Edge.

Tutti i tasti aggiuntivi sono localizzati in modo tale da essere immediatamente raggiungibili. Il giocatore non dovrà compiere alcuno sforzo per usufruire delle funzionalità dei pulsanti Fn, situati sotto agli stick analogici, o per raggiungere quelli posteriori, a mezza cupola o a levetta, dotati tra l'altro di un utilissimo connettore magnetico. Più 'scomodi' sono invece il pulsante Release, fin troppo piccolo, e i due regolatori di finecorsa associati a L2 e R2, che vi obbligheranno a mettere il gioco in pausa - o ad allontanarvi dall'attività online - per regolare la corsa dei grilletti.

Sul fronte del design, ma anche su quello della qualità costruttiva, rispetto al DualSense classico la versione Edge compie un paio di passi avanti e, purtroppo, un paio indietro.

I materiali scelti per i pulsanti posteriori garantiscono leggerenza e solidità agli innesti, restituendo anche una piacevole sensazione al tatto, la stessa che ricaviamo dall'utilizzo dei nuovi grilletti 'zigrinati'. Abbiamo inoltre apprezzato il cambio di colore del trackpad, che con questo nero guadagna un look leggermente più accattivante. Dall'altro lato, la nuova scocca rimovibile - che ci dà accesso ai meccanismi degli stick analogici - è realizzata in una plastica lucida che, oltre a graffiarsi facilmente, trattiene le nostre impronte digitali. La stessa plastica 'glossy' incornicia la porta USB-C: come potete immaginare, basterà la minima imprecisione per graffiare quel punto con l'estremità del cavo di ricarica.

Volendo essere pignoli, riteniamo che Sony abbia sprecato una preziosa occasione, ovvero quella di cambiare i tasti frontali (Croce, Cerchio, Triangolo, Quadrato) e la croce direzionale con dei tasti che potessero rispecchiare la maggiore qualità - e l'elevato prezzo - dell'Edge. Al contrario, ritroviamo quegli stessi pulsanti che restituiscono un feedback troppo blando e che rendono quasi difficile capire quando effettivamente è stato dato un input.

Funzionalità e Prestazioni

Il vero punto di forza del DualSense Edge è l'integrazione diretta e totale con PS5. Una volta collegato il controller alla console, gli utenti vengono accolti da un breve tutorial che illustra le principali funzionalità della periferica. Abbiamo già visto gran parte di queste feature su altri controller high end, come l'Xbox Elite Wireless Controller, ma Sony è riuscita a dare un discreto valore aggiunto alla sua soluzione dedicata ai giocatori più esigenti.

Si parte dunque dai nuovi tasti anteriori Fn (sinistro e destro), che in qualsiasi momento ci consentono di passare da un profilo personalizzato all'altro o di regolare alcune impostazioni rapide tramite una finestra in sovrimpressione. Si rivelano estremamente utili, in primis perché ci consentono di 'bypassare' la necessità di visitare la dashboard di PS5 ogniqualvolta avremo bisogno di cambiare profilo o, più semplicemente, quando dovremo regolare il volume delle cuffie o il bilanciamento dell'audio della chat vocale.

Meno originale, ma decisamente utile, l'opzione con cui possiamo rimappare ogni singolo tasto del controller. Tramite le impostazioni della dashboard possiamo cambiare gli input dei pulsanti anteriori e assegnare altre funzioni ai pulsanti posteriori. Abbiamo testato questa feature con God of War Ragnarok, assegnando ai due tasti aggiuntivi (LB e RB) alcune azioni che, normalmente, ci costringono ad effettuare manovre più scomode con il controller.

Peccato non trovare le stesse opzioni di 'remapping' sul DualSense liscio. Dopotutto parliamo di una feature che può essere implementata senza troppi sforzi tramite il software e che, almeno in questo caso, non richiederebbe una vera e propria modifica dell'hardware.

Nello stesso menu troviamo le impostazioni per regolare la sensibilità e la zona morta delle levette analogiche. Oltre a poter effettuare queste regolazioni manualmente, troviamo alcuni profili preimpostati che semplificano la scelta dell'opzione migliore: il preset Rapido, ad esempio, è particolarmente indicato per gli FPS più frenetici (Apex Legends), dal momento che l'input registrato aumenta alla minima inclinazione della levetta. Per uno shooter più strategico, come Tom Clancy's Rainbow Six Siege, abbiamo optato per il preset Dinamico, poiché ci consente di mirare con maggiore precisione, ma anche di girarci rapidamente.

Parlando di first-person shooter, altrettanto utile è l'impostazione dedicata alla zona morta dei grilletti. In questa schermata possiamo infatti regolare il range entro il quale verrà registrato l'input dei pulsanti L2 e R2, partendo dallo 0% fino ad arrivare al 100%. Inoltre, i già menzionati switch localizzati sul dorso dell'Edge ci consentono di alterare la corsa dei trigger agendo su tre diversi livelli: mentre la corsa massima sarà la stessa del DualSense classico, sarà possibile ricavare una corsa media o, per chi desidera un feedback quasi istantaneo, una corsa breve.

Attenzione però: rinunciando alla corsa lunga si rinuncerà anche ai grilletti adattivi, che verranno disattivati nel momento in cui si riduce l'escursione del tasto.

Tutte le personalizzazioni effettuate tramite la dashboard potranno essere salvate nei suddetti profili. È possibile caricare tre profili personalizzati sul DualSense Edge, i quali affiancheranno un quarto profilo con le impostazioni di default. Il passaggio da un profilo all'altro, tramite i tasti Fn, verrà segnalato attraverso il feedback aptico e le piccole spie luminose situate sul trackpad. A tal proposito, ricordiamo che il DualSense Edge integra lo stesso feedback aptico del modello classico; nella dashboard è possibile regolare l'intensità della vibrazione.

Rimuovendo la copertura anteriore - che abbiamo già ricoperto di 'ditate' - tramite il piccolo tasto Release, accediamo ai moduli levetta del DualSense Edge. Se è vero che il pro controller di Sony non risolve l'annoso problema del drifting, questo può essere aggirato rimuovendo il meccanismo dello stick con una semplicissima operazione toolless (senza dover smontare l'intera periferica) e rimpiazzando la levetta 'difettosa' con uno stick nuovo di zecca. I moduli levetta saranno in vendita dal 26 gennaio presso i rivenditori autorizzati - come Gamestop.

Queste numerose opzioni software, in combinazione con i nuovi pulsanti aggiuntivi, permetteranno ai giocatori di PS5 di massimizzare le prestazioni in-game nei propri giochi preferiti, soprattutto nei titoli online più competitivi. Tutto ciò ha però un prezzo, e non ci riferiamo ancora al generoso esborso economico: l'autonomia. Sony ha infatti dotato l'Edge della stessa identica batteria presente sul tradizionale DualSense, ma, a causa degli extra appena elencati, passiamo da una durata massima di 8 ore a circa 5-6 ore di gioco.

Ha senso, quindi, aver dotato il DualSense Edge di un piccolo accessorio per utilizzare in maniera più flessibile la connessione cablata; in tal modo elimineremo la preoccupazione per la ridotta autonomia. Non aspettatevi però un miracoloso miglioramento delle prestazioni del controller: in termini di latenza non c'è alcuna differenza significativa tra l'utilizzo del DualSense Edge in modalità cablata e quello in modalità wireless.

Conclusioni

Tirando le somme, DualSense Edge si conferma un nuovo, formidabile alleato per quegli utenti PS5 che ricercano un'esperienza di gioco più flessibile e soddisfacente. Le numerose aggiunte, sia lato hardware che software, sono finalizzate ad una personalizzazione pressoché totale della periferica, il che consente ai giocatori di migliorare sensibilmente il proprio rendimento in-game effettuando poche e semplici regolazioni.

Certo, c'è qualche neo sul fronte hardware, dove non abbiamo particolarmente apprezzato alcune scelte estetiche e altre legate alla composizione stessa del controller. Dettagli su cui avremmo sorvolato se il DualSense Edge non venisse venduto a 239,99 euro.

La questione del prezzo è tanto delicata quanto complessa. Viste le sue funzionalità avanzate e i variegati innesti inclusi, è chiaro che il DualSense Edge non si rivolge a tutti gli utenti, bensì a una fascia piuttosto ristretta di giocatori che esige il massimo (o quasi) dal proprio controller. Ciononostante, non tutte le novità dell'Edge sembrano giustificare un esborso così elevato, soprattutto se si guarda all'offerta proposta dalla concorrenza: il primo pensiero va al già menzionato Elite di Xbox, che con due ulteriori pulsanti aggiuntivi offre gran parte delle feature viste sul pro controller di Sony, il tutto ad un prezzo più basso (170€).

Bisogna pur sempre restringere l'analisi sul parco accessori di PS5, dove le più popolari proposte dei produttori third-party (es. Scuf, Razer) sono vendute a prezzi simili se non addirittura superiori a quello del DualSense Edge, con alcune rare eccezioni (es. Nacon).

11 Commenti
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Gringo [ITF]26 Gennaio 2023, 00:05 #1
Bello, se fosse usabile 100% su tutto ma quella cifra rilegata solo alla PS5....

OUT OF BUDGET !
jepessen26 Gennaio 2023, 00:52 #2
Bellissimo, ma a quel prezzo ci sono per me almeno tre difetti inaccetabili:

[LIST]
[*]La mancanza di un'ulteriore coppia di comandi sul posteriore: potevano tranquillamente starci altre due levette come in altri controller molto meno costosi
[*]La parziale incompatibilita' con i PC, che ad esempio non supporta le levette posteriori, anche se probabilmente queste problematiche verranno sistemate con aggiornamenti software.
[*]La mancanza di un analogico di ricambio, nonostante si possano intercambiare e nonostante sia pure presente l'alloggiamento. Non costera' una fortuna, ma proprio per questo mi sarei aspettato di trovarne almeno uno soprattutto nell'alloggiamento apposito.
[/LIST]

Peccato perche' mi piaceva, ma giocando anche su PC sinceramente si trova di meglio a minor prezzo, XBox Elite su tutti.
Unrealizer26 Gennaio 2023, 09:47 #3
C'è una cosa che mi da veramente fastidio di questo controller: il fatto che abbiano messo la mitigazione del drifting praticamente dietro abbonamento (devi continuare a comprare moduli man mano che iniziano a driftare) invece che risolverlo mettendo ad esempio degli stick a effetto Hall.

Chiaro, nessuno degli altri controller 1st party, premium e non, li usa (Dreamcast a parte), ma almeno loro non hanno tirato fuori questa pagliacciata dello stick sostituibile.

Come minimo spero che Gulikit o qualcuno per loro tiri fuori un proprio modulo Hall da sostituire a quelli Sony, come hanno fatto con Steam Deck e i Joycon
Vash_8526 Gennaio 2023, 09:58 #4
Originariamente inviato da: Unrealizer
C'è una cosa che mi da veramente fastidio di questo controller: il fatto che abbiano messo la mitigazione del drifting praticamente dietro abbonamento (devi continuare a comprare moduli man mano che iniziano a driftare) invece che risolverlo mettendo ad esempio degli stick a effetto Hall.

Chiaro, nessuno degli altri controller 1st party, premium e non, li usa (Dreamcast a parte), ma almeno loro non hanno tirato fuori questa pagliacciata dello stick sostituibile.

Come minimo spero che Gulikit o qualcuno per loro tiri fuori un proprio modulo Hall da sostituire a quelli Sony, come hanno fatto con Steam Deck e i Joycon


Sono d'accordo, diciamo che è una soluzione "da furbi" per il drifting che prima o poi si presenterà sui gamepad, ho già mandato in assistenza una volta il dual sense di mio figlio proprio per questo motivo, ovviamente in garanzia.

Cosa sono i moduli ad effetto hall e come funzionano in pratica? Non ne conoscevo l'esistenza.
il_CBR26 Gennaio 2023, 22:14 #5
ahahahahahah duecentoquaranta euro ahahahahah ha
Unrealizer27 Gennaio 2023, 11:12 #6
Originariamente inviato da: Vash_85
Sono d'accordo, diciamo che è una soluzione "da furbi" per il drifting che prima o poi si presenterà sui gamepad, ho già mandato in assistenza una volta il dual sense di mio figlio proprio per questo motivo, ovviamente in garanzia.

Cosa sono i moduli ad effetto hall e come funzionano in pratica? Non ne conoscevo l'esistenza.


Fondamentalmente i controller "normali" usano due potenziometri collegati allo stick-box, uno per asse: di fatto un potenziometro non è altro che una "spazzola" che si muove sopra una superficie conduttiva, misurando la resistenza tra l'inizio di questa superficie e la spazzola puoi sapere in che punto della superficie si trova, fondamentalmente è un partitore di tensione con resistenze variabili.

L'idea in sé in un mondo ideale sarebbe perfetta, il problema è che parti in movimento + contatto = usura.

Man mano che il potenziometro viene usato, si va consumando e ancora peggio i detriti si accumulano in giro: le caratteristiche del partitore cambiano e il controller inizia a leggere valori errati (es. se per l'asse X si aspetta che al centro la tensione vari da 0 a 3V, con 1.5V al centro, un potenziometro consumato potrebbe aumentare la resistenza, cambiando la tensione che viene riportata quando è al centro e producendo una falsa lettura laterale: il drifting)

Visto che il tutto è causato dal contatto, la soluzione ideale passerebbe dal ridurre o evitare del tutto questo contatto, quindi: MAGNETI!

Semplificando molto, un sensore a effetto Hall ti permette di misurare la distanza tra un magnete fisso (messo nello stick box) e il sensore stesso, messo sul PCB del controller (in totale mi pare siano 4, due per asse)

Non è perfetto, ma il risultato è lo stesso (creare un rapporto tra la posizione fisica dell'asse e un valore elettrico), ma senza contatto diretto.

Si usurerà anche questo, le proprietà del magnete e del sensore cambieranno e quindi anche questo drifterà, ma in teoria questo succederà molto oltre la vita utile del resto del controller.

Come dicevo nell'altro post, il Dreamcast usava già sensori Hall nel proprio controller, ma esistono anche controller moderni come l'8bitdo Ultimate (edizione Bluetooth, non 2.4g), il Gulikit KingKong 2 Pro e kit per i Joycon (NS40 sempre da Gulikit) e per Steam Deck (di nuovo Gulikit). Esiste anche un progetto per un PCB sostitutivo per controller GameCube che usa sensori Hall.

EDIT: mi sono appena ricordato che anche una console portatile usa stick Gulikit, l'AYA Neo Next
biometallo27 Gennaio 2023, 12:56 #7
Originariamente inviato da: Unrealizer
Come dicevo nell'altro post, il Dreamcast usava già sensori Hall nel proprio controller, ma esistono anche controller moderni


Grazie per l'ottima spiegazione, credo in vero di averne già letto qualcosa in passato ma ora mi era del tutto sparito di mente, argomento comunque interessante e che magari meriterebbe un articolo qui su hwu.
In effetti è quasi scandaloso che visto il costo importante di questi pad da "pro gamer" non si sia adottata una soluzione di questo tipo.

Forse se ne parla troppo poco, anche la pagina su Wikipedia ne fa solo un breve accenno per la cronaca non solo quello del Dreamcast ma pare anche quello 3D del Saturn da cui è derivato aveva lo stesso tipo di analogico

https://en.wikipedia.org/wiki/Analog_stick
https://en.wikipedia.org/wiki/Hall_effect_sensor

Eppure mi sembra di capire che in ambito industriale sia una soluzione ampiamente diffusa
Unrealizer27 Gennaio 2023, 16:24 #8
Originariamente inviato da: biometallo
Grazie per l'ottima spiegazione, credo in vero di averne già letto qualcosa in passato ma ora mi era del tutto sparito di mente, argomento comunque interessante e che magari meriterebbe un articolo qui su hwu.
In effetti è quasi scandaloso che visto il costo importante di questi pad da "pro gamer" non si sia adottata una soluzione di questo tipo.

Forse se ne parla troppo poco, anche la pagina su Wikipedia ne fa solo un breve accenno per la cronaca non solo quello del Dreamcast ma pare anche quello 3D del Saturn da cui è derivato aveva lo stesso tipo di analogico

https://en.wikipedia.org/wiki/Analog_stick
https://en.wikipedia.org/wiki/Hall_effect_sensor

Eppure mi sembra di capire che in ambito industriale sia una soluzione ampiamente diffusa


Immagino che il motivo sia il costo, sicuramente l'intero assembly costa più di uno stick resistivo (ad esempio il kit Gulikit per Switch costa 30&#8364... E gli incassi in più dei controller sostituiti sicuramente non dispiacciono.

Comunque tornando IT, dai primi teardown del DualSense Edge pare che la batteria interna sia più piccola di quella del DualSense normale e che per questo duri molto meno. Altro elemento che farà finire un bel po' di controller in discarica

Sempre più convinto che la soluzione dei controller Xbox sia la più intelligente: batterie AA, facilmente rimovibili e più opzioni per batterie ricaricabili accessibili anche al più utonto degli utonti
davi-dee27 Gennaio 2023, 19:19 #9
La cifra richiesta è troppo elevata.
Ho apprezzato il fatto di poter sostituire gli analogici, sono passato a PC e conseguentemente a M&K proprio perchè i joypad dopo 1 anno presentavano tutti drift abbastanza importanti sia a sinistra che a destra, sia i joypad classici che i joypad custom e costosi.
biometallo27 Gennaio 2023, 20:53 #10
Originariamente inviato da: Unrealizer
dai primi teardown del DualSense Edge pare che la batteria interna sia più piccola di quella del DualSense normale


Facendo una breve ricerca si parla del fatto che la nuova batteria sia solo di 1050 contro i 1560 mAh del dual sense standard, certo a vedere le foto pubblicate su twitter non è che ci sia dello spazio vuoto da usare, ma comunque sembra paradossale che la versione per pro gamer perda così tanto in autonomia.

Anche per me paradossalmente la soluzione MS (almeno fino all'elite 2 che mi pare di capire usi anch'esso una batteria interna non sostituibile) è preferibile per la maggiore versatilità, si possono usare le classiche alcaline AA ricaricabili, il power pak ufficiale, o uno dei tanto di terze parti dal costo comunque abbordabile, inoltre in caso di necessità si può facilmente passare da uno all'altro... ti esplode il battery pack? rimetti le pile AA fino a che non te lo fai sostituire e\o ne copri uno nuovo...


Sulla questione del joystick hall, secondo me il problema non credo sia il costo maggiore in se, soprattutto se si parla di prodotti premium pensati per un utenza che è disposta a spendere cifre alte per avere anche un minimo vantaggio sugli altri giocatori, il problema imho e che non è percepito come un valore aggiunto, e questo sempre secondo la mia umile opinione dipende dal fatto che c'è pochissima informazione in materia.. banalmente tornando al discorso del Dremcast ne posseggo uno dal lontano 2000 e non avevo mai sentito di questa storia del fatto che l'analogico fosse migliore di quelli della playstation, e anche in tutti questi hanno dove ho frequentato forum vari, non dico che questo avrebbe salvato SEGA e la sua ultima console, ma magari si poteva sfruttare meglio a livello di marketing.
Credo che se ci fosse più informazione in merito allora il pubblico comincerebbe a cercarlo e a quel punto diverrebbe, almeno per i dispositivi di un certo costo una soluzione standard, proprio come dei buoni microswitch lo sono per una tastiera meccanica da pro gamer.

ps giusto per essere chiari ormai mi considero un ex giocatore e comunque non solo non spenderei mai 250€ per un pad, ma nemmeno i 50 richiesti dal dual sense normale, anzi credo che il pad più costoso che abbia mai comprato fino ad oggi sia un vecchio pad della 360 con tanto di battery pack e kit per usarlo wireless su pc, il tutto pagato 25€ su ebay...

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