Il CEO di Activision Blizzard Bobby Kotick sapeva delle molestie secondo il Wall Street Journal
Il CEO di Activision Blizzard, Bobby Kotick, è al centro di un durissimo articolo del Wall Street Journal da cui emerge che non solo sapeva delle molestie e degli abusi perpetrati in azienda, ma li avrebbe in parte coperti, fino a esserne lui stesso protagonista.
di Manolo De Agostini pubblicata il 17 Novembre 2021, alle 10:31 nel canale VideogamesBlizzardActivision
Una vera e propria bufera sta investendo Bobby Kotick, CEO di Activision Blizzard. Secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, il massimo dirigente non solo era a conoscenza delle accuse di molestie sessuali all'interno dell'azienda che guida dal 2008, ma lui stesso avrebbe una storia non proprio irreprensibile sul fronte della condotta personale, con abusi di vario genere e insabbiamenti. Kotick avrebbe molestato un'assistente, minacciandola in seguito di morte, per poi risolvere la vicenda in via extragiudiziale.
Sono molteplici le storie di maltrattamenti, molestie e persino di stupro raccontate nell'articolo, ma lo sviluppo più recente riguarda Jen Oneal, che recentemente si è dimessa da co-leader di Blizzard, dopo solo tre mesi dall'incarico. Secondo il WSJ, appena un mese dopo essere stata nominata, Oneal ha scritto un'email al team legale dicendo che era stata emarginata e discriminata. Nell'email, l'ex dirigente avrebbe scritto di essere stata molestata sessualmente all'inizio della carriera in Activision, e si sarebbe anche lamentata della paga inferiore rispetto al collega Mike Ybarra (l'altro co-leader).

Activision Blizzard ha risposto all'articolo del Wall Street Journal con un comunicato in cui si dice "delusa" da una ricostruzione che "presenta una visione fuorviante di Activision Blizzard e del nostro CEO. I casi di cattiva condotta sessuale portati alla sua attenzione sono stati presi in considerazione. Il WSJ ignora importanti cambiamenti in corso per rendere questo luogo di lavoro più accogliente e inclusivo e non tiene conto degli sforzi di migliaia di dipendenti che lavorano duramente ogni giorno per essere all'altezza dei loro e dei nostri valori".
"Il costante desiderio di migliorarsi ha sempre contraddistinto questa azienda. Ecco perché, sotto la direzione di Mr. Kotick, abbiamo apportato miglioramenti significativi, inclusa una politica di tolleranza zero per comportamenti inappropriati. Ed è per questo che stiamo andando avanti con incrollabile concentrazione, velocità e risorse per continuare ad aumentare la diversità nella nostra azienda e nel settore e per garantire che ogni dipendente venga al lavoro sentendosi apprezzato, sicuro, rispettato e ispirato. Non ci fermeremo finché non avremo il miglior posto di lavoro per il nostro team".
Il WSJ ha ribattuto, in una dichiarazione a The Verge, che "nulla nella dichiarazione di Activision Blizzard mette in discussione i fatti del nostro articolo".
Kotick ha respinto le accuse in un videomessaggio inviato ai dipendenti martedì, ma in molti lavoratori hanno dato vita a picchetti di protesta chiedendone le dimissioni e annunciando scioperi. A Better ABK, un'associazione formata da dipendenti Activision Blizzard, ha affermato che non smetterà di protestare "fino a quando Bobby Kotick non sarà sostituito come CEO".

Il consiglio di amministrazione di Activision Blizzard si è però stretto attorno al CEO. "Il consiglio di amministrazione rimane impegnato nell'obiettivo di rendere Activision Blizzard l'azienda più accogliente e inclusiva del settore. Sotto la guida di Bobby Kotick, la società sta già implementando cambiamenti come nessun altro nel settore, tra cui una politica di tolleranza zero contro le molestie, l'impegno a raggiungere aumenti significativi delle percentuali di donne e persone non binarie nella nostra forza lavoro e significativi investimenti interni ed esterni per accelerare le opportunità per talenti diversificati".
"Il Consiglio rimane fiducioso che Bobby Kotick abbia affrontato in modo appropriato le questioni sul posto di lavoro portate alla sua attenzione. Gli obiettivi che ci siamo posti sono critici e ambiziosi. Il Consiglio rimane fiducioso nella leadership, nell'impegno e nella capacità di Bobby Kotick di raggiungere questi obiettivi".










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