Bungie, è di nuovo crisi: licenziati 220 dipendenti, altri 155 accorpati da Sony
Bungie, autori di Halo e attuali responsabili di Destiny, ha annunciato un massiccio taglio del personale e una profonda riorganizzazione aziendale. La mossa, dettata principalmente da difficoltà economiche, porterà a una maggiore integrazione con Sony e a una focalizzazione sui franchise principali.
di Pasquale Fusco pubblicata il 01 Agosto 2024, alle 12:11 nel canale VideogamesBungieDestinyPlaystationSony
Dopo i licenziamenti di massa dello scorso ottobre, poche ore fa Bungie ha annunciato un nuovo taglio al personale e la conseguente ristrutturazione aziendale. Lo sviluppatore di Destiny e del reboot di Marathon ha licenziato 220 dipendenti, pari al 17% dell'organico totale. In meno di un anno, dunque, Bungie ha ridotto il proprio personale di circa un quarto.
La notizia ha scosso l'intera community e ha innescato le feroci critiche di alcuni ex e attuali dipendenti di Bungie, che invitano il CEO della software house alle dimissioni.
Nuovi licenziamenti da Bungie, l'intervento di Sony
L'annuncio di questi drastici cambiamenti è arrivato tramite un communicato pubblicato sul sito ufficiale di Bungie. Qui il CEO Pete Parsons parla delle ragioni di questa decisione: "[...] A causa dell'aumento dei costi di sviluppo e dei cambiamenti del settore, nonché delle condizioni economiche attuali, è diventato chiaro che dobbiamo apportare modifiche sostanziali alla nostra struttura dei costi e concentrare gli sforzi di sviluppo interamente su Destiny e Marathon".
Parsons comunica quindi il licenziamento di 220 persone, specificando che i layoff coinvolgono "tutti i livelli della compagnia", anche quelli dirigenziali. "Oggi è un giorno difficile e doloroso, soprattutto per i colleghi che se ne vanno, che hanno dato tutti un contributo importante e prezioso a Bungie. Il nostro obiettivo è quello di sostenerli con la massima attenzione e rispetto". L'azienda manterrà un organico di oltre 850 persone dedicate allo sviluppo di Destiny e Marathon, i due progetti principali dello studio.
Il CEO di Bungie prosegue nel comunicato parlando della difficile situazione economica dell'ultimo anno e della necessità di stabilire degli obiettivi "più realistici" per la società. Si arriva dunque a parlare di Sony Interactive Entertainment, società che nel gennaio 2022 aveva annunciato l'acquisizione di Bungie per 3,6 miliardi di dollari.
Al tempo, SIE aveva anche promesso di preservare l'indipendenza operativa della software house di Bellevue, ma la situazione è evidentemente cambiata. Pete Parsons ha annunciato che 155 dipendenti di Bungie verranno integrati in Sony nei prossimi trimestri al fine "di salvare molti talenti che altrimenti sarebbero stati colpiti dalla riduzione della forza lavoro".
Parliamo del 12% dell'organico della compagnia, dipendenti che, sempre a detta di Parsons, andranno a costituire un nuovo team all'interno dei PlayStation Studios per continuare lo sviluppo di un progetto originariamente concepito da Bungie. "[...] Un inedito gioco d'azione ambientato in un nuovissimo universo fantascientifico", spiega il dirigente.

Tra le ragioni dei tagli si parla inoltre delle difficoltà incontrate nel 2023. In particolare, oltre alla forte contrazione del mercato videoludico, Pete Parsons ha commentato "la mancanza di qualità" che ha contraddistinto Destiny 2: L'Eclissi e i rinvii dell'espansione La Forma Ultima e dell'atteso reboot di Marathon. "[...] Siamo stati troppo ambiziosi, i nostri margini di sicurezza finanziari sono stati superati e stavamo per finire in rosso".
Bungie, dipendenti (ex e non) infuriati: "Imperdonabile"
Prevedibilmente, la notizia dei licenziamenti ha scatenato un autentico terremoto, sia all'interno che all'esterno di Bungie. Le voci di dissenso si sono levate sui social, dove figure di spicco della software house hanno espresso la loro rabbia e frustrazione.
Su X, Dylan Gafner, Global Community Lead di Bungie, ha definito l'accaduto "imperdonabile". Nel suo tweet scrive: "Ancora una volta si perdono talenti leader del settore. La responsabilità ricade sui lavoratori che si sono impegnati a fondo per ottenere risultati per la nostra community". Rivolgendosi agli esponenti della game industry, come software house e publisher, Gafner aggiunge: "Per favore, dedicate la vostra attenzione a coloro che hanno perso la loro posizione e il loro reddito. Offrite aiuto dove potete".
Inexcusable. Industry leading talent being lost, yet again. Accountability falling upon the workers who have pushed the needle to deliver for our community time and time again.
— dmg04 (@A_dmg04) July 31, 2024
Please maintain focus on those who’ve lost their position & income. Offer help where you can. https://t.co/SSDveUd5uW
Le critiche più dure sono state rivolte direttamente a Pete Parsons. Griffin Bennett, ex Senior Community Manager di Bungie, ha definito il CEO "una barzelletta", mentre Liana Ruppert, ex Community Manager di Destiny 2, ha chiesto esplicitamente le sue dimissioni.
Il malcontento ha coinvolto anche la community di giocatori. Lo youtuber MyNameIsByf - noto all'interno della community per i suoi video dedicati alla 'lore' di Destiny 2 - ha invocato un cambiamento nella leadership, accusando il management di aver preso decisioni "sconsiderate" che hanno portato al "disastro" per i dipendenti e per i franchise dell'azienda.
Questi eventi si inseriscono in un contesto di crescenti difficoltà per Bungie. Recenti report hanno descritto un ambiente di lavoro "deprimente" all'interno dello studio, con misure di riduzione dei costi aggressive implementate apparentemente per mantenere l'indipendenza dopo l'acquisizione da parte di Sony nel 2020. È inoltre emerso che il management della software house avrebbe risposto con "indifferenza" o addirittura "ostilità" alla demoralizzazione dei dipendenti per i precedenti layoff, respingendo anche le proposte di tagli agli stipendi dei dirigenti per evitare ulteriori riduzioni del personale.










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