Activision Blizzard, azionisti approvano l'acquisizione da parte di Microsoft
Gli azionisti di Activision Blizzard hanno votato a favore dell'acquisizione da parte di Microsoft. Un voto "bulgaro" che però non significa che l'operazione andrà in porto: a Wall Street credono che l'FTC bloccherà l'intesa.
di Manolo De Agostini pubblicata il 29 Aprile 2022, alle 11:05 nel canale VideogamesActivisionBlizzardMicrosoftXbox
Gli azionisti di Activision Blizzard hanno dato luce verde alla proposta di acquisizione avanzata da Microsoft. L'operazione annunciata lo scorso 18 gennaio prevede l'acquisizione della software house a 95 dollari per azione in contanti per un esborso complessivo di 68,7 miliardi di dollari. "Oltre il 98% delle azioni che hanno votato durante il meeting speciale si è espresso in favore della transazione proposta con Microsoft", si legge in una nota diffusa dalla società.
"L'enorme voto di sostegno ricevuto dai nostri azionisti conferma la nostra convinzione condivisa che, insieme a Microsoft, saremo in una posizione ancora migliore per creare grande valore per i nostri giocatori, opportunità ancora maggiori per i nostri dipendenti e continuare nel nostro impegno a diventare un esempio ispiratore di un luogo di lavoro accogliente, rispettoso e inclusivo", ha affermato Bobby Kotick, CEO di Activision Blizzard.

L'intesa non sarebbe potuta andare avanti senza un voto favorevole da parte della maggioranza degli azionisti. Il consiglio di amministrazione, all'unanimità, aveva consigliato di votare a favore dell'operazione che, tuttavia, rimane ancora in bilico.
La Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti sta esaminando l'accordo, così come gli altri enti mondiali (UE, Cina, ecc.), per capire se andrà a distorcere la concorrenza nel mercato del gaming. D'altronde Microsoft si porterebbe a casa marchi di peso come Call of Duty, Warcraft, Overwatch e Candy Crush solo per fare alcuni nomi.
L'obiettivo di Microsoft è chiudere l'operazione entro il 30 giugno 2023, ma secondo alcuni investitori di Wall Street, come riportato da Bloomberg, la FTC potrebbe bloccare o ritardare l'acquisizione. Le paure sono riflesse dall'attuale prezzo delle azioni di Activision Blizzard, contrattate il 23% sotto ai 95 dollari offerti da Microsoft.













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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCome molti ho amato quel modello di mmorpg (non ho giocato a WoW ma a Lotro e seppur con classi più complesse lo schema di base è lo stesso), e ancora oggi ritengo che un videogiocatore che non ha provato qualcosa di simile facendo raid, istanze e contenuti in gruppo (possibilmente internazionale e non con i soliti 4 gatti che si conoscono tra loro), credo che costui si sia perso un'esperienza che merita di essere vissuta per intensità, per socialità, per senso della community etc etc...
Il problema è che dopo anni diventa logorante perchè è ciclico, non si fa altro che ripetere le stesse azioni di base:
1 - livelli fino al cap
2 - raid e istanze come se non ci fosse un domani per farti l'equip (il top, quella che si fanno tutti)
3 - compri espansione
4 - GOTO 1
All'inizio è entusiasmante, la seconda volta che ripeti il ciclo lo è ancora, la terza lo vivi da veterano, poi sa molto di "more of the same"
Dopo essere passato a Eve Online 6 anni fa posso dire di essere uscito da questo schema e imho l'unico modo per fare in modo che un mmorpg possa sopravvivere a tutto questo è adottare un approccio sandbox.
- basta server regionali e solo hub globali (che introducono variabili altrimenti insignificanti, come la timezone)
- basta contenuti istanziati
- nessuna (o pochissima) tutela per l'equip (se muori perdi l'equip, la droppi in toto o in parte)
- pvp libero ovunque senza alcuna separazione tra contenuti pve e pvp (es entri in un'area dove fare pve e chiunque può entrare, killarti e ribarti l'equip o completare l'area pve e prendere il loot)
- nessun bisogno di espansioni o di introdurre contenuti forzosamente dall'esterno, il content lo creano i giocatori, il gioco deve solo fornire gli strumenti perchè questo avvenga.
...
L'unico modo per farlo (secondo me) è uno solo: "Ultima online" style.
Chi ha passa 40 anni sa di cosa parlo.
Chi ha passa 40 anni sa di cosa parlo.
Se ci hai giocato ti ricorderai i problemi con i “killer” che, di fatto non ti facevano giocare.
Che poi ormai anche il modello WoW sia superato … mi trova d’accordo.
Se ci hai giocato ti ricorderai i problemi con i “killer” che, di fatto non ti facevano giocare.
Che poi ormai anche il modello WoW sia superato … mi trova d’accordo.
Eve ad esempio non soffre di questo problema, per il semplicemente fatto che la combinazione tra le regole del gioco e la collaborazione dei giocatori ha potuto evitare gli errori di UO.
Purtroppo in molti casi si tende a usare meccanismi di "reputazione" e "taglia", ma di fatto non c'è un singolo gioco dove questi meccanismi abbiano mai funzionato.
A Eve la cosa è semplice, il pvp è sempre permesso ovunque senza alcuna regola (o quasi) tranne in alcune aree specifiche dove le regole di ingaggio sono definite in modo più rigido, pena la distruzione pressochè automatica e inevitabile per chi le viola.
Ciò non toglie che ci siano episodi di cosidetto "suicide ganking", ovvero gente che viola coscientemente queste regole di ingaggio e sa benissimo che verrà distrutto per questo, ma lo fa perchè il rapporto tra ciò che perderà e ciò che possibilmente guidagnerà dalla kill è potenzialmente vantaggioso; e questo è un comportamento che non solo è accettato dalla software house, ma è anche pienamente appoggiato.
Non esistono zone sicure?
Teoricamente no, in pratica è la collaborazione tra giocatori che può trasformare una zona teoricamente del tutto insicura in una zona praticamente inviolabile.
Questo è il succo di quel modello sandbox che secondo me è auspicabile anche in un gioco in stile WoW, definire delle regole non troppo rigide che diano la possibilità ai giocatori di creare content, sia che si tratti di scorribande in territorio avversario, ma anche di difesa del proprio territorio in modo organizzato e comunitario.
Se ci hai giocato ti ricorderai i problemi con i “killer” che, di fatto non ti facevano giocare.
Che poi ormai anche il modello WoW sia superato … mi trova d’accordo.
Ehhh vero vero, ha bisogno di molto refresh ma poi... Ci ritroviamo tutti lì a giocarlo
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