I 10 migliori videogiochi del 2016 scelti dai lettori
Anche quest'anno Hardware Upgrade offre la classica dei migliori giochi dell'anno precedente, scelti dai lettori. Si parte dalla decima posizione e si risale fino al gioco vincitore.
di Rosario Grasso pubblicato il 16 Gennaio 2017 nel canale Videogames3a posizione
Produttore: Bethesda Softworks
Sviluppatore: id Software
Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One
Uscita: maggio
Percentuale di voti conseguita: 12,97%
La terza posizione di DooM rimarca la predilezione per il genere degli sparatutto in prima persona per quanto riguarda la community di Hardware Upgrade. DooM è sicuramente un rimpasto riuscito e apprezzato rispetto alla grande tradizione della serie id Software, principalmente perché ripristina l'adrenalina dei combattimenti organizzati secondo pool di nemici tipici della serie. Se possiamo fare un confronto con un'altra performance nella nostra classifica, si tratta di Wolfenstein The New Order, per il quale id Software promosse un'iniziativa di recupero simile, che nel 2014 si collocò in ottava posizione con il 4,51% dei voti.
DooM rappresenta, dunque, un gradito ritorno al passato. Bethesda e id Software hanno saputo offrire ai fan dei giochi vecchio stile esattamente quello che si aspettavano. Ritmi velocissimi, modalità corsa sempre attivata che dà la sensazione di volare letteralmente sulle mappe, combattimenti adrenalinici che assomigliano a una danza. Il tutto introducendo quei particolari che sono graditi dai fan, come la progressione nel single player e nel multiplayer, o il nuovo sistema che consente di agganciarsi alle sporgenze insieme al doppio salto. Da questi punti di vista Bethesda sta ripetendo l'operazione che aveva già fatto con Wolfenstein The New Order, ovvero rispolverare un classico del passato, adattarlo in qualche aspetto alla modernità ma senza snaturarlo. E in entrambi i casi riteniamo di poter dire che è riuscita nel proprio intento.
id Software ha rispolverato anche la tipica trama dell'invasione demoniaca su Marte, anche se la parte di storia è molto circoscritta rispetto al resto, un po' come accade in tutti i capitoli della serie. La Union Aerospace Corporation è, infatti, riuscita ad attivare un dispositivo per il trasporto dimensionale. Il suo obiettivo è quello di sfruttare l'energia Argent che grazie al dispositivo è possibile convogliare da un pianeta alieno alla Terra. Tuttavia, il dottor Samuel Hayden, insieme a una scienziata corrotta dai demoni, Olivia Pierce, sono diventati sempre più ambiziosi e hanno trovato un modo per sfruttare l'energia extra-terrestre per accelerare la ricerca ma anche per utilizzare sui loro corpi dei potenti innesti cybernetici. La solita ambizione senza freni sta spingendo nuovamente l'umanità verso il baratro, principalmente perché non è semplicemente possibile dialogare con i demoni.
DooM 2016 è un omaggio a DooM 1993, nel senso che id Software ha rivisto la tecnologia ai tempi sviluppata da John Carmack per DooM 3 per rendere possibile un tipo di gameplay molto simile a quello del 1993, e anzi allo stesso tempo evolverlo nella maniera opportuna. DooM 3, infatti, prese in contropiede molti giocatori perché da gioco frenetico diventava gioco immersivo e ragionato, soprattutto perché l'esoso sistema di illuminazione concepito da Carmack, insieme al livello di dettaglio da lui voluto per mostri e ambienti, imposero di ridurre la quantità di mostri da affrontare.
DooM 2016 è diverso, principalmente perché adesso id Software ha voluto recuperare l'approccio storico. Ovvero, il gioco è basato su combattimenti con pool di mostri composti in maniera variegata. Sostanzialmente, alterna fasi di esplorazione, striminzite (o nulle) fasi di narrazione e furiosi combattimenti in cui bisogna affrontare contemporaneamente mostri con caratteristiche diverse, avendo quindi la sensibilità di differenziare all'occorrenza il proprio stile di combattimento. È un concetto, quindi, molto simile a quello del gioco originale, se non fosse che qui bisogna muoversi ancora di più, principalmente per via dell'introduzione del doppio salto.
Ci sono certe novità che funzionano benissimo, mentre altre un po' meno. Tra le prime la necessità di dover agire in maniera creativa, ad esempio nelle modalità di uccisione dei tantissimi demoni che si incontrano, per velocizzare la progressione. La quale, ma solo per certi aspetti, va invece inserita anche nei contro: si ha, infatti, la sensazione che certe personalizzazioni, come quelle all'armatura e le rune, siano superflue, e che il bilanciamento non sia proprio l'ideale.









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