Recensione Reaper of Souls: è vero riscatto per Diablo?
Anche il terzo capitolo della celebre saga targata Blizzard giunge puntuale all'appuntamento con l'espansione. L'uscita di Reaper of Souls rappresenta l'occasione di riscatto per la storica software house agli occhi di quegli appassionati rimasti delusi da alcune delle scelte implementate in Diablo III. Reaper of Souls è un'espansione e, come da policy di Gamemag per questo tipo di contenuto, non ha una valutazione sintetica. All'interno trovate anche la gallery di screenshot auto-prodotti.
di Antonio Rauccio pubblicato il 04 Aprile 2014 nel canale VideogamesBlizzardDiablo
The story so far...
Sono trascorsi quasi due anni da quel 15 maggio 2012, quando Diablo III debuttò sui nostri schermi. Uno dei tre franchise storici di Blizzard, una delle saghe più amate dai videogiocatori su PC e il monarca indiscusso del genere Action RPG, nella sua terza incarnazione era stato annunciato ben tre anni prima, una lunga attesa che aveva contribuito a generare un hype incredibile. Chi c'era al day one, lo ricorda ancora: lancio del gioco worldwide, con milioni di utenti che tentavano di connettersi nello stesso istante, con conseguente sovraccarico e disastroso ko dei server (c'è gente che ancora si sveglia in piena notte urlando "Errore 37!!"). La rabbia di quegli scontenti riecheggia ancora nel bassissimo score utenti su Metacritic, che funse da ricettacolo per le lamentele iraconde di chi non si aspettava un simile fail da una software house avvezza alla gestione di server densamente popolati come quelli di World of Warcraft.
Superata la defiance iniziale, il terzo capitolo di Diablo non smise di far discutere, per via di alcune scelte operate dagli sviluppatori, destinate a dividere la platea. Innanzitutto la casa d'aste, la possibilità cioè di vendere/comprare oggetti in valuta virtuale o anche reale, per molti aveva il sapore di pay-to-win e rappresentava un sacrilegio, onta resa ancor più grave agli occhi dei fan per le percentuali trattenute da Blizzard su ogni transazione. Nel corso dei mesi successivi il moltiplicarsi degli speculatori (c'è gente che ha guadagnato cifre notevoli in valuta reale) e dei bot che si aggiravano nel gioco al solo scopo di raccogliere loot per la rivendita, non fece che peggiorare il quadro.
Sul lungo termine, inoltre, il titolo mostrò il fianco in termini di end-game: anche giocando al livello massimo di difficoltà (che avrebbe dovuto garantire il drop dei migliori oggetti possibili) raramente si ottenevano oggetti leggendari o unici, e ancor più raramente qualcosa di veramente utile al nostro alter ego: per contro, nella casa d'aste erano in vendita oggetti dalle caratteristiche inumane, ottenibili solo in cambio di moneta sonante.
Nonostante ciò, Diablo III è stato un grandissimo successo di vendite, perché si tratta di un'opera oggettivamente riuscita e divertente, artisticamente ineccepibile, intrisa del carisma targato Blizzard. Certo, il gameplay necessitava qualche messa appunto, ma è nella natura dei titoli di questo genere il costante tuning nei mesi/anni successivi all'uscita: a titolo esemplificativo, va ricordato che la prima versione retail di Diablo II era molto sbilanciata e acerba in numerose caratteristiche, e che fu l'espansione Lord of Desctruction a scolpire in maniera definitiva il gameplay di quella che sarebbe diventata una delle pietre miliari del genere.
Ero dunque fiducioso nei confronti di Blizzard e nell'atteggiamento di cura che ha sempre riservato per i suoi titoli: dopotutto parliamo di un'azienda che si poggia su soli tre franchise, e sarebbe folle mandare in rovina un terzo del suo fatturato. Le contromosse sono arrivate, via via sempre più drastiche: calibrature della difficoltà a livello Inferno, livelli di eccellenza, monster power, ammissione dei problemi sul drop system e mancanza di contenuti nell'end-game, ondata di ban per gli utilizzatori dei bot, introduzione del PVP, dimissioni (forzate?) del game director Jay Wilson, sostituito con Josh Mosqueira, ammissione dei problemi causati dalla Casa d'Aste, chiusura della Casa d'Aste, patch 2.0.1 ed espansione Reaper of Souls.
In particolare, questo articolo si focalizza sugli ultimi due step dell'evoluzione di Diablo III, la patch 2.0.1, che anticipa per tutti i possessori di Diablo III tutte le migliorie apportate al gameplay con Reaper of Souls, e i nuovi contenuti dell'espansione vera e propria. Sarà riuscite Blizzard a riscattare l'universo di Sanctuarium agli occhi dei suoi detrattori? Lo scoprirete solo leggendo...







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