The Evil Within: l'autore di Resident Evil alla riscoperta del survival horror puro
In occasione del Bethesda for Gamers abbiamo assistito a una presentazione hands-off di quello che si preannuncia come uno dei titoli più interessanti della prossima stagione videoludica. Shinji Mikami ha voluto ricostruire Resident Evil con la tecnologia id Software.
di Rosario Grasso pubblicato il 31 Maggio 2013 nel canale VideogamesResident Evil
Rifare Resident Evil con il motore di DooM 3
Quando si dice che l'industria dei videogiochi soffre la mancanza di autori con la A maiuscola evidentemente non si pensa a Shinji Mikami. Si tratta, infatti, di uno degli autori più influenti nella storia dei videogiochi, principalmente per il contributo dato alla serie Resident Evil. Non solo Mikami è l'ideatore del fantastico primo capitolo della serie che ha introdotto i survival horror nel mondo dei videogiochi, ma è poi riuscito a riscrivere il genere anche con Resident Evil 4.
In quel caso ci fu una netta transizione verso un approccio maggiormente votato all'azione. Molti puristi del genere, nonostante gli innegabili vantaggi in termini di gameplay che può vantare Resident Evil 4, rimasero delusi da quella scelta. Insomma, diventava sempre più difficile impaurire il giocatore, e i momenti di reale paura venivano confinati in secondo piano, rispetto all'azione adrenalinica. Se Resident Evil storicamente era corrisposto a esplorazione, movimenti dei personaggi difficili, analisi degli scenari e investigazione, risparmio dei proiettili, con Resident Evil 4 si passa invece a maggiore immediatezza e a più reattività del personaggio.
Mikami, però, non resta negli annali della storia dei videogiochi solo per Resident Evil. Ha infatti collaborato anche su serie fondamentali per l'evoluzione del media come Viewtiful Joe, Devil May Cry e Ace Attorney. Ha successivamente lasciato Capcom per inserirsi in Platinum Games, etichetta per la quale ha diretto il progetto Vanquish. Nonostante le ottime premesse e qualche spunto interessante sul piano del gameplay, Vanquish però rimase un prodotto inespresso, per via di una certa difficoltà a evolversi durante la campagna e una certa sterilità di quest'ultima, data anche dalla sua brevità.
Nel marzo del 2010, poi, Mikami avrebbe fondato Tango Gameworks, acquisita nel successivo mese di ottobre da Bethesda Softworks, e da Zenimax Media, società di cui Bethesda fa parte. Oggi Tango Gameworks conta 65 impiegati, tutti concentrati sullo sviluppo di The Evil Within. Bethesda ha lasciato libero Mikami di esprimere ciò che vuole con il suo nuovo progetto, conosciuto prima dell'annuncio ufficiale con il nome in codice di Zwei.
L'obiettivo che intende raggiungere Mikami con The Evil Within è di ripristinare il bilanciamento originale tra parti horror e parti d'azione, per questo parla di vera esperienza da survival horror e di ritorno alle origini per il genere. Insomma, come equilibri di gioco si dovrebbe tornare ai tempi del primo Resident Evil, anche se naturalmente lo scenario, l'atmosfera, i personaggi e le vicende sono differenti.
Ma osservando questa demo si evince come il feeling della serie Resident Evil, dal punto di vista cinematografico e di resa dei personaggi, non sia andato perso, anzi i tecnici di Tango hanno fatto di tutto per far sentire i fan di Resident Evil a proprio agio con The Evil Within. Il miracolo tecnologico riguarda il fatto che tutto questo è stato ottenuto con id Tech 5. La tecnologia id Software, allestita originariamente per Rage, e che a sua volta proviene da DooM 3, insomma, dimostra di essere flessibile come non ti aspetti, al punto che, si può dire, DooM 3 diventa, in questo caso, Resident Evil.
Ma allo stesso tempo The Evil Within intende superare alcuni limiti storici di Resident Evil, che hanno contraddistinto anche l'ultimissimo capitolo della serie, il sesto. Il personaggio reagisce in maniera assolutamente istantanea all'input del giocatore, interagisce adeguatamente con gli scenari e si amalgama perfettamente con l'azione e con quello che sta effettivamente succedendo nel livello di gioco. Insomma, The Evil Within promette da una parte di recuperare un certo fascino del passato, dall'altra di adattarlo alla modernità grazie alla rinnovata infrastruttura tecnica su cui è costruito.
Bethesda, quindi, punta molto su The Evil Within, con l'obiettivo di avere valutazioni oltre il 9 nel corso del 2014, quando il gioco uscirà su PC, PlayStation 3, Xbox 360 e console di nuova generazione. Lo stesso Pete Hines, vice president di Bethesda, si è speso in prima persona per accompagnare i giornalisti nel mondo di The Evil Within, evidenziando una certa ansia nella "protezione" di questo franchise. Di cifre ovviamente non se ne hanno, ma siamo pronti a scommettere che Bethesda investirà moltissimo in termini di promozione del nuovo lavoro di Shinji Mikami.










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