Dishonored 2 è uno dei candidati al titolo di migliore videogioco dell'anno

Dishonored 2 è uno dei candidati al titolo di migliore videogioco dell'anno

Con Dishonored 2 Arkane Studios rimane fedele ai suoi principi e ci mette a disposizione un secondo capitolo ancora più esteso, raffinato e profondo. Nei panni di Emily Kaldwin o di Corvo Attano i giocatori possono sbizzarrirsi nell’identificare lo stile di gioco a loro più congeniale. Riuscirete a salvare Dunwall dall’oblio?

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Bethesda
 

Arkane è una certezza

Il primo Dishonored, arrivato su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 al termine della scorsa generazione, è stato accolto con notevole entusiasmo soprattutto per l’ampiezza delle situazioni di gioco che permetteva di plasmare. Il giocatore poteva propendere per un approccio stealth molto pulito, privo di vittime, ma era libero di preferire uno stile più aggressivo e letale. Tali comportamenti non erano fini a se stessi ma si riverberavano anche sull’evoluzione narrativa, conducendo ad esiti finali che variavano a seconda dello stile impiegato.

Nel primo Dishonored il giocatore poteva propendere per un approccio stealth molto pulito, privo di vittime, ma era libero di preferire uno stile più aggressivo e letale
La genesi di Dishonored costituisce un chiaro punto di svolta nella storia recente di Arkane, essendo il progetto con cui la compagine francese si è trasformata in una realtà di primo piano nel panorama dei titoli tripla-A. Fino a quel momento la software house guidata da Raphael Colantonio era rimasta una formazione di dimensioni ridotte, conosciuta da pochi intenditori per titoli come Arx Fatalis e Dark Messiah of Might and Magic, ma per lo più estranea al grande pubblico. Dishonored fu la vera sopresa del 2012 e venne accolto positivamente dagli amanti del genere stealth, lasciando ben sperare per la prosecuzione del franchise.

In questi quattro anni Arkane Studios ha triplicato i suoi dipendenti, potendosi permettere di avviare due nuovi progetti con cicli di sviluppo simultanei. Dopo l’instaurazione del nuovo assetto il direttore creativo Raphael Colantonio ha iniziato ad occuparsi a tempo pieno del survival spaziale Prey – attualmente in lavorazione nella sede di Austin e pianificato per il prossimo anno – mentre il timone di Dishonored 2 è passato nelle mani di quel geniaccio di Harvey Smith, che già aveva dato un contributo chiave alla creazione del primo capitolo presso la sede di Lione.

Peraltro, a dispetto dell’ampliamento di orizzonti, la filosofia alla base di Arkane si è mantenuta inalterata. L’obiettivo della compagine franco/canadese è rimasto molto cristallino: prodigarsi nella creazione di un sequel dalle caratteristiche ancora più complesse, dove le contaminazioni del gameplay fossero scandite da un sottobosco narrativo ricco di dettagli, anche testuali. La combinazione di questi fattori, già di per sé molto efficace, è stata impreziosita da un nuovo lavoro di alta qualità sul piano del level design che, come vedremo, in questa seconda avventura raggiunge lo stato dell’arte, espandendo quanto di buono si era già visto in passato.

 
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