I 10 migliori videogiochi del 2014

I 10 migliori videogiochi del 2014

Anche quest'anno Hardware Upgrade e Gamemag offrono la classica dei migliori giochi dell'anno precedente, scelti dai lettori. Si parte dalla decima posizione e si risale fino al gioco vincitore.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Electronic ArtsKunos Simulazioni
 

3a posizione

Divinity Original Sin

Produttore: Larian Studios
Sviluppatore: Interno
Piattaforma: PC
Uscita: giugno
Percentuale di voti conseguita: 9,72%

Siamo estremamente entusiasti per il risultato ottenuto da questo gioco sviluppato dal team belga indipendente Larian Studios. Meritatissimo, oltretutto, perché Divinity è un rigoroso rpg ambientato in un interessante scenario fantasy, capace di offrire un elevato livello di sfida a qualsiasi tipo di giocatore. Il tutto condito da un eccezionale sistema di combattimento, che premia il ragionamento e le tattiche più brillanti e meglio congegnate.

Divinity Original Sin, che è il terzo capitolo della serie di Larian Studios, ci riporta ai tempi di Baldur's Gate e per diversi aspetti è il miglior esponente del genere in assoluto in termini di profondità ruolistica. Si tratta di un rpg con visuale isometrica in cui ogni combattimento è una storia a sé, e deve essere studiato dal giocatore in funzione di tantissimi parametri per poter essere portato a termine con successo. Oltre a questo, le missioni presentano un livello di sfida notevole e al giocatore non vengono mai date indicazioni su come proseguire, visto che sulla mini-mappa non c'è neanche un contrassegno per capire dove la missione debba essere svolta. Anche la progressione dei personaggi è ardua e alcuni elementi dell'armatura o potenziamenti magici si trovano solamente esplorando con grande dedizione l'immenso mondo di gioco messo a disposizione. Tutto questo rende alcuni combattimenti con certi boss difficili come quelli di Dark Souls.

L'avanzamento in Divinity Original Sin è strutturato in senso concentrico. Abbiamo nella parte bassa della mappa la città di Cylean e intorno ad essa sono disposti i gruppi di non morti e di orchi da affrontare. I "mobs" non migliorano in esperienza parallelamente alla progressione del giocatore, e non si spostano sulla mappa. Sono lì e rimangono per sempre lì, e una volta annientati scompaiono definitivamente. Si potrebbe dire che la mappa di Original Sin sia eccessivamente statica, e questo probabilmente incide anche sulla scarsa varietà di npc da aggiungere al party, ma contemporaneamente questa impostazione rende ogni combattimento una storia a parte, richiedendo strategie e preparazioni specifiche in funzione delle caratteristiche del luogo dove si svolge e della disposizione e delle abilità dei nemici.

Se Divinity eccelle particolarmente in un elemento è, infatti, proprio il sistema di combattimento, rigorosamente a turni. Si caratterizza per equilibri tali che anche sbagliare di uno solo passo potrebbe comportare la morte di uno degli elementi del party, e quindi probabilmente il fallimento nello scontro. I giocatori devono ponderare con particolare attenzione anche gli elementi dello scenario, che possono essere sfruttati per danneggiare i nemici ma che possono anche provocare degli status negativi sui propri personaggi (che potrebbero risultare avvelenati, bruciati, accecati). Il giocatore quindi non agisce solo in termini di strategie contro il nemico ma anche e soprattutto in termini di preservazione dello status dei propri personaggi.

Inoltre, è cruciale la posizione dei nemici. Se ad esempio vi trovate a fondo valle e ci sono degli arcieri in alto, pronti a scagliare frecce in continuazione, molto difficilmente riuscirete ad avere la meglio nello scontro. Bisogna trovare un modo per attaccare direttamente chi si trova in alto e affrontare in un secondo momento i restanti nemici in basso, sfruttando adeguatamente anche la modalità 'sneaking' per avvicinarsi indisturbati. È altresì necessario configurare per bene il proprio party, scegliendo oculatamente tra le 11 classi a disposizione (Fighter, Knight, Ranger, Rogue, Shadowblade, Wayfarer, Witch, Wizard, Battlemage, Cleric ed Enchanter).

Il giocatore ha la possibilità di configurare in profondità il proprio personaggio, e di modificarlo sensibilmente rispetto alle caratteristiche a lui conferite dalla sua classe di partenza. Si possono distribuire punti fra attributi, abilità, difese, skill, talenti e tratti. Per accedere alle magie associate a ciascun tipo di arma (melèe, ranged, magica) bisogna sbloccare il relativo albero delle magie, ma naturalmente si possono usare le armi di base di ciascuna categoria anche senza possedere le relative magie. Per sbloccare le magie, inoltre, bisogna andare alla ricerca dei libri delle magie, alcuni dei quali particolarmente ben nascosti all'interno dell'enorme mappa di Divinity. Certo, permane qualche difetto, ad esempio solo pochi membri del party vantano un soddisfacente livello di profondità, ma i veri appassionati di rpg non possono certo lasciarsi sfuggire Divinity Original Sin.

 
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