Company of Heroes 2: primo contatto con il single player, anche in video

Company of Heroes 2: primo contatto con il single player, anche in video

Dopo aver provato 5 delle 14 missioni dalla campagna single player di Company of Heroes 2, possiamo dare un primo giudizio sul lavoro di Relic Entertainment. Sarà riuscita a migliorare ancora il suo RTS militare? All'interno dell'articolo trovate il video in cui si può dare una prima occhiata alle 5 missioni presenti nella nuova beta di Coh 2.

di Marco Fiore, Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Parola d'ordine dinamicità

La prima missione della campagna single player di Company of Heroes 2 si svolge nel complesso ferroviario di Stalingrado, mentre le truppe sovietiche cercano di riconquistare la città caduta nelle mani dei nazisti. Ci ritroviamo nel settembre del 1942. Si nota come la città sia ricostruita con estrema attenzione al livello di dettaglio: si possono vedere i soldati feriti portati via in barella, le trincee accuramente riprodotte e gli oggetti che restano nelle abitazioni danneggiate dai colpi dell'artiglieria.

Questa prima missione funge sostanzialmente da tutorial e per questo il giocatore gestisce solamente un paio di plotoni, mentre intorno a loro impazza la guerra, con decine e decine di unità di entrambe le fazioni gestite dall'intelligenza artificiale. Bisogna penetrare all'interno della città indebolendo la resistenza dei tedeschi, ora mettendo fuori combattimento una postazione fissa di mitragliatrice ora bloccando l'incedere di un carroarmato.

Chiunque abbia giocato l'originale Call of Duty si sentirà totalmente a suo agio nella prima missione, dove i richiami al titolo di Activision sono molto evidenti, soprattutto in riferimento alla famosa missione dello sbarco a Stalingrado che era presente nello storico gioco di Infinity Ward.

Dobbiamo sottolineare l'incredibile dinamicità della guerra riprodotta da Relic sia sul piano visivo che fisico, visto che praticamente ciascun oggetto presente sulla mappa è sottoposto a distruzione. Inoltre, gli obiettivi secondari si sommano velocemente nel momento in cui bisogna, ad esempio, liberare dei civili o scortare un convoglio in difficoltà parallelamente all'obiettivo principale.

Mentre si scardinano le difese dei nazisti, ad esempio, ci potrebbe venire richiesto di liberare dei civili che si trovano in un palazzo, ostaggio delle forze naziste. Dobbiamo far fuori i soldati tedeschi che si trovano alla base del palazzo, per consentire ai civili di fuggire. Ma se non riusciamo a pulire la zona entro un certo intervallo di tempo, ecco che l'obiettivo secondario risulta fallito, e non ci resta che tornare a concentrarci sugli obiettivi principali. La presenza di un'imprevista situazione di pericolo, dunque, corrobora la sensazione di dinamicità che è senz'altro protagonista nella campagna single player di Coh 2.

Si combatte in condizioni di grande concitazione e confusione, che ci sembra di poter dire siano molto simili a quelle che si verificano in un normale conflitto su questa scala. Se nel multiplayer questo eccessivo livello di confusione poteva essere considerato un difetto che andava a detrimento dell'esperienza di gioco competitiva, nel single player la concitazione riesce a rendere il tutto ancora più realistico e immersivo, rendendo l'esperienza militare completamente godibile e affascinante. Il giocatore ha inoltre un senso di continuità del conflitto, corroborato dall'ottima presenza uditiva e dal fatto che le missioni sono molto lunghe e concatenano diversi obiettivi, appunto senza apparente soluzione di continuità.

Sul fronte uditivo Relic ha fatto un lavoro egregio. Ogni oggetto presente sulla mappa, che sia un pezzo di artiglieria, un veicolo o un soldato, ha una propria consistenza sul piano dell'audio. Il giocatore quindi sentirà suoni soffusi se sposterà la telecamera in un punto molto distante dall'origine del suono, che poi invece diventerà assolutamente presente quando la telecamera tornerà su di esso. L'artiglieria, gli aerei, ma anche le armi convenzionali dei soldati, emettono tutti un suono assolutamente credibile in grado di immergere ancora di più il giocatore nel conflitto.

Dopo questa prima missione si torna indietro nel tempo e si seguono le prime esperienze del tenente Abramovic Isakovich nel conflitto contro i tedeschi. Da questo punto in poi si tratta quasi sempre di missioni di arretramento, che danno al giocatore un gusto un po' particolare, visto che si porta a termine la missione anche se i tedeschi hanno invaso l'intera mappa.

La seconda missione è di fatto ambientata nel settembre del 1941 nella campagna che circonda Mosca. In questa missione bisogna proteggere il più a lungo possibile i punti di controllo, prima che cadano nelle mani dei tedeschi. Inoltre, mentre si arretra, bisogna dar fuoco con il lanciafiamme ad alcune unità in modo che i tedeschi non se ne impossessino, il che consentirebbe loro di rendere ancora più forte la propria dotazione militare. Il funzionamento dei punti di controllo è molto simile a quello del precedente Company of Heroes.

Come noto, infatti, ogni punto di controllo permette di aumentare le riserve di risorse a disposizione. Come al solito, ci sono tre tipi di risorsa in Company of Heroes. La Manodopera consente di assoldare nuove squadre di fanteria, nuovi veicoli, nuovi carroarmati e anche di sbloccare dei potenziamenti per le armi. Le Munizioni, invece, servono per acquistare aggiornamenti per le unità, in modo da renderle più competitive sul campo di battaglia, e per utilizzare le abilità speciali di cui sono dotati i soldati, come il lancio delle granate.

Infine, il Carburante viene utilizzato per la distribuzione dei veicoli pesanti, per la costruzione di strutture e l'acquisto di aggiornamenti vari. Possedere i settori presenti sulla mappa è quindi fondamentale per avere un esercito sufficientemente forte da controbattere l'avanzata del nemico e questo vale sì per il single player, ma a maggior ragione per il multiplayer.

Nella terza missione vediamo finalmente un po' di neve, ma non è tanta al punto da costituire un reale ostacolo per i soldati. Ci troviamo a circa 60 chilometri da Mosca, in una località chiamata Mtsensk, nell'ottobre del 1941. Come nella missione precedente bisogna resistere all'avanzata tedesca, mentre per la prima volta nella campagna il conflitto si sposta dalla fanteria a pesanti mezzi corazzati. Le unità di artiglieria cominciano a diventare fondamentali, ma nonostante una certa dotazione le nostre forze soccombono e arretrano fino ai sobborghi di Mtensk.

Qui finalmente giungono in nostro soccorso dei carri, che a lungo andare ci permettono prima di pareggiare la capacità di fuoco del nemico, poi di iniziare l'avanzata verso i suoi settori e, infine, conquistarli. Si tratta di una missione ben più completa delle precedenti, che ci permette di verificare come sia fondamentale la presenza dei mezzi corazzati, che diventano ben difficili da abbattere per la fanteria, a meno che non sia dotata dell'armamentario adatto. Ogni veicolo, così come in Coh, ha dei punti deboli e può essere privato di alcune componenti meccaniche, che potrebbero impedirgli di continuare a spostarsi sulla mappa o di fare fuoco.

 
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