Via libera per World of Warcraft in Cina
World of Warcraft torna online in Cina. L'organo di Amministrazione generale della stampa e pubblicazione ha dato il via libera al distributore NetEase.
di Rosario Grasso pubblicata il 16 Febbraio 2010, alle 16:43 nel canale VideogamesWorld of Warcraft
I giocatori cinesi potranno riprendere a giocare regolarmente con World of Warcraft. Lo ha deciso l'organo di Amministrazione generale della stampa e pubblicazione della Cina, dando il via libera al distributore locale NetEase per accettare le registrazioni per l'accesso ai server ufficiali del MMORPG di Blizzard. L'ultima espansione, Wrath of the Lich King, era rimasta in fase di beta testing in seguito all'ingiunzione delle istituzioni cinesi.
I problemi per World of Warcraft in Cina sono iniziati nella prima parte dello scorso anno, quando il governo cinese aveva ordinato lo spegnimento dei server ufficiali. In seguito a questa decisione Blizzard cambiò il distributore locale da The9 to NetEase, ma il gioco è rimasto fino a oggi in fase di beta testing. Nello scorso novembre, inoltre, erano state bloccate le registrazioni (vedi qui).
Il gioco originale e la prima espansione, The Burning Crusade, non hanno vissuto l'iter travagliato di Wrath of the Litch King e sono stati inseriti inizialmente sul mercato senza complicazioni. Il governo cinese agisce per preservare i propri giovani dalle influenze provenienti dalle culture straniere.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLa preservazione di una cultura è un ossimoro, una cultura è in costante mutamento anche se non ce ne accorgiamo. A volte il mutamento è rapido, altre è più lento, ma una cultura statica è una cultura morta. IMHO.
Cla.
io mi sono girato un po' la rete....e di questo fatto non ho trovato riscontro...
non ho cercato fonti cinesi, ma quelle inglesi (come China Daily) non fanno minimamente riferimento a frasi del genere...
l'unica cosa che sottolineano è che secondo il General Administration of Press and Publication (GAPP), NetEase avrebbe "seriamente violato" le regolamentazioni sul gioco online cinese offrendo WoW senza una sua autorizzazione...
Successivamente il Ministero della Cultura era intervenuto dicendo che era lui ad avere l'ultima parola riguardo il gaming online e che NetEase poteva benissimo continuare la sua opera...
Altro che "preservazione"...fondamentalmente NetEase si trova in mezzo ad una (solita) guerra di potere interna al Partito stesso...
Posso sapere dove è stata trovata/dedotta quella frase?.......oh, forse ho cercato male io....
ma vaff...
Ora vogliono pure farsi vedere che hanno una morale.......ma crepate per favore.......viva il Tibet libero!!!dopo questa....buona camicia a tutti...
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