Epic ancora sul piede di guerra per Fortnite: stavolta contro Google e Samsung
Epic Games, e il suo CEO Tim Sweeney, stavolta si scagliano contro la funzionalità Auto Blocker presente sugli smartphone Samsung Galaxy. Questa impedirebbe agli utenti di fare un uso completamente libero del loro telefono
di Rosario Grasso pubblicata il 30 Settembre 2024, alle 14:15 nel canale VideogamesEpic GamesEpic Games StoreFortniteAppleGoogleSamsungGalaxyAndroid
Dopo una serie di battaglie legali, Epic è finalmente riuscita ad ottenere il diritto di far girare Fortnite sui più popolari terminali iOS e Android, con un proprio store alternativo a quello dei produttori di hardware, con l'installazione che deve essere eseguita dal sito ufficiale del gioco e non può essere lanciata dagli store di Apple e Google. Tuttavia, queste ultime due imporrebbero ancora frizioni all'esecuzione del gioco, servendosi della collaborazione dei propri partner.
L'ultima limitazione della serie, facente capo alla funzionalità Auto Blocker propria degli smartphone Samsung Galaxy, ha indotto Epic a tornare di nuovo in un'aula di tribunale, come ha annunciato il suo CEO, Tim Sweeney, guru dei motori grafici e responsabile dell'originale Unreal Engine. "Samsung ha recentemente introdotto una tecnologia che chiama Auto Blocker, che blocca il caricamento side-loading del software, ovvero blocca l'installazione di software da store che non sono i suoi, o dal Google Play Store", ha affermato Sweeney in una conferenza stampa in cui ha reso pubblico il nuovo contenzioso legale.
Secondo Epic, Google sfrutterebbe i rapporti con i suoi partner, in questo caso Samsung, per imporre trasversalmente ulteriori ostacoli a Fortnite senza esporsi direttamente, visto che le precedenti sentenze, e soprattutto la posizione assunta dall'Unione Europea, danno ragione alla stessa software house responsabile di Unreal Engine e di Fortnite. In pratica, Auto Blocker funziona in modo simile alle schermate che fungono da deterrente rispetto all'esecuzione di software dannosi, con passaggi tecnici aggiuntivi che rendono difficoltoso il download di software al di fuori delle fonti ufficiali, come Google Play e App Store.
Gli utenti che tentano di scaricare Epic Games Store tramite i siti ufficiali della stessa Epic, infatti, vengono avvisati in un linguaggio tecnico e inquietante che stanno mettendo a rischio la sicurezza del loro dispositivo e sono tenuti a disattivare Auto Blocker dalle impostazioni del telefono tramite un processo piuttosto laborioso.
"Già la sequenza di avvisi e passaggi aggiuntivi di Android dissuade circa il 50 percento degli utenti dal completare il download, ha affermato ancora Sweeney. "I passaggi di Auto Blocker di Samsung introducono ulteriori attriti". Il CEO di Epic si riferisce al fatto che, per poter installare Fortnite su un dispositivo Android, attualmente gli utenti devono dapprima consentire a Chrome di installare software (come Epic Games Store) e successivamente anche gestire l'Auto Blocker di Samsung.
Sia Samsung che Google, aggiunge Sweeney, sanno benissimo cosa sono Epic Games Store e Fortnite, e quindi non possono avere dubbi sulla correttezza del codice su cui sono basati. Tutto questo "rende praticamente impossibile per qualsiasi store competere con Samsung Galaxy Store e Google Play Store", ha detto Sweeney. "È intenzionale. Lo scopo non è proteggere l'utente dal malware. Windows e Mac hanno meccanismi perfettamente validi per proteggersi dal malware, ed Epic supporta completamente le piattaforme che proteggono dal codice dannoso. Quello che sta succedendo qui è diverso: si sta solo cercando di ostacolare la concorrenza rendendola super difficile, e uno degli elementi chiave di questa ostruzione è presentare messaggi fuorvianti all'utente che presentano il software come sconosciuto e potenzialmente dannoso per il dispositivo. È per questo che abbiamo deciso di intentare causa".
"Si tratta di concorrenza sleale facendo sembrare i prodotti dei rivali inferiori ai propri prodotti". E questo, ovviamente, è un grosso problema per Epic Games, che insegue ambiziosi obiettivi per il suo storefront e per Fortnite, un gioco su cui la software house americana si concentra oggi convintamente e che, per certi versi, negli anni passati è riuscito a cambiare vari equilibri all'interno dell'industria dei videogiochi.Google e Apple hanno rimosso Fortnite dai loro store per questioni legate alle politiche di pagamento in-app. La disputa è iniziata nel 2020, quando Epic Games ha introdotto un sistema di pagamento diretto all'interno di Fornite, bypassando le commissioni che Apple e Google impongono su tutte le transazioni effettuate tramite le loro piattaforme.
Sia App Store di Apple che Google Play Store richiedono agli sviluppatori di utilizzare i loro sistemi di pagamento per le transazioni in-app, trattenendo una commissione che generalmente è del 30%. Epic Games ha sfidato questa regola offrendo ai giocatori di Fortnite un'opzione per pagare direttamente a loro, con uno sconto rispetto al prezzo normale. Questo gesto ha violato le politiche degli store, portando Apple e Google a rimuovere il gioco dalle rispettive piattaforme.
Un impulso decisivo rispetto all'impasse che si era venuta a creare proviene dal Digital Markets Act europeo, che ha "costretto" Apple ad aprire le porte di iOS a store alternativi e alla possibilità di installare app da fonti esterne come lo è, appunto, il sito di Epic. Questo ha portato l'azienda di Cupertino a rivedere le proprie politiche per l'App Store europeo, introducendo nuove linee guida per gli sviluppatori che vogliono distribuire le proprie applicazioni al di fuori dello store ufficiale. La stessa Google si è dovuta allineare con opzioni di installazione simili.











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