Si torna a costruire castelli con Stronghold Crusader 2
Sono passati ben dodici anni dopo il rilascio del primo Stronghold Crusader e tra alti e bassi Firefly Studios oggi è giunta a proporci il suo ultimo capitolo della nota saga di simulatori di castelli, un tributo per tutti gli aficionados della serie. Sarà però in grado di soddisfare le aspettative?
di Marco Fiore pubblicato il 17 Ottobre 2014 nel canale VideogamesIntroduzione
Da qualche anno a questa parte c'è stata un'evoluzione, a mio avviso in positivo, del mercato di videogiochi per il PC: da un lato, specialmente grazie ad iniziative come Steam Greenlight e organizzazioni come Kickstarter abbiamo assistito ad un incredibile e quasi insperato ritorno dei giochi vecchio stile ed al successo di titoli indie di grande spessore che, pur non disponendo di adeguati fondi per il marketing rispetto a prodotti "tripla A", sono riusciti a ritagliarsi un posto nel cuore di tanti videogiocatori.
Dall'altro invece, proprio sull'onda del successo di questi titoli indipendenti, numerose software house più o meno famose hanno iniziato a riproporre alcuni dei loro titoli di vecchia data in vesioni "HD" o migliorate (come vedremo tra qualche istante con Crusader 2) sperando di cogliere lo stesso successo riscosso in passato e facendo leva su questo sentimento di nostalgia che permea i fan di giochi per PC, specialmente coloro che hanno vissuto il mondo dei videogiochi tra gli anni '80 e il 2000.
E diciamocelo, tutto ciò è anche un po' "colpa" (o se vogliamo essere più diplomatici, "causa") del mercato moderno: videogiochi rilasciati con cadenza annuale (ahimè specialmente quelli tripla A, forse proprio perché maggiormente sotto i riflettori rispetto ad altri), pieni di bug e poco ottimizzati, vengono proposti di continuo e alla fine hanno saturato non tanto il mercato quanto la pazienza dei giocatori, mancando fin troppe volte dello spessore e della qualità che rappresentava il marchio di fabbrica di alcuni dei più famosi giochi degli anni passati, dove le odierne logiche di marketing o la corsa al guadagno facile non erano all'ordine del giorno.
Con ciò non voglio dire che non esistano prodotti di ottima qualità e fattura ma che è ormai consuetudine che un gioco esca palesemente incompleto o con problemi risolti solo dopo qualche anno. Eesempi evidenti possono essere Battlefield 4 e il suo netcode, Total War: Rome 2 e tutti i bug/problemi grafici di cui una parte è stata sistemata con l'Emperor Edition, Company of Heroes 2 che rispetto al lancio è di tutt'altro spessore e via dicendo.
A mio avviso queste sono tra le cause principali per cui oggi si assiste ad un ritorno al passato verso titoli che hanno segnato la storia dei videogiochi e si dà fiducia a sviluppatori conosciuti per la loro capacità ed esperienza e li si aiuta a sviluppare i loro progetti (parlo ad esempio di realtà come Kickstarter).
I ragazzi di Firefly Studios hanno sviluppato Stronghold Crusader 2 consci di questi presupposti: offrire l'esperienza "old school" di un RTS e al contempo aggiornare il motore grafico per offrire un prodotto in 3D. Ci sono però voluti ben 12 anni e ben più di una batosta per arrivare a Crusader 2. Dopo il primo Crusader, infatti, Firefly Studios non è riuscita a proporre un titolo che convincesse appieno i fan in quanto a spessore e qualità (e assenza da bug) e da ciò la decisione di tornare alle origini e di farlo con uno dei titoli più amati della serie di simulatori di castelli. Dal lontano 2002 ne è passata però di acqua sotto i ponti e la tecnologia si è evoluta enormemente, al punto che più di un dubbio è sorto sul destino di Crusader 2.










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