Legend of Grimrock: indie dungeon crawler come una volta

Legend of Grimrock: indie dungeon crawler come una volta

Legend of Grimrock è un gioco che ha due grandi meriti: il primo è quello di farci fare, con enorme stile, un tuffo nel passato e all’origine dei computer-rpg; il secondo è di farlo con un brand completamente nuovo, senza sfruttare qualche marchio storico vecchio di vent’anni.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Ci sono un minotauro, un uomo lucertola e un insettoide...

La premessa di Legend of Grimrock è molto semplice, come tutto l’aspetto di trama e narrazione. Appena avviato il gioco avremo la possibilità di creare un gruppo di quattro avventurieri (oppure di scegliere un gruppo di default). Questi quattro eroi sono in realtà dei prigionieri, colpevoli di qualche imprecisato crimine, che hanno avuto la discutibile fortuna di essere graziati dal re: discutibile perché la “grazia” consiste nell’essere portati sulla vetta del monte Grimrock, buttati all’interno delle sue labirintiche caverne… e tanti saluti. Chi riesce ad uscirne può godersi la libertà, ma inutile dire che nessuno ha mai rivisto la luce dopo esserci entrato.

Qualcuno dei giocatori più anziani potrebbe già riconoscere richiami a vecchi titoli, come Ultima Underworld, dove l’Avatar veniva spinto nelle fauci dell’Abisso Stigio e costretto ad uscirne per provare la sua innocenza. L’avventura, stringi stringi, è tutta qui: si comincia dalla vetta della montagna e bisogna farsi strada scendendo sempre di più, di livello in livello, guidati tra l’altro da una voce misteriosa che ci apparirà in sogno invitandoci a proseguire nella discesa… chissà a che fine?

La prima cosa che colpisce di Legend of Grimrock è sicuramente il suo splendido aspetto grafico. Tra i titoli indie degli ultimi anni è senza dubbio uno di quelli che esteticamente (e in generale tecnicamente) si presentano meglio, con poco da invidiare a titoli più blasonati e meglio finanziati, anche se ovviamente non stiamo parlando di una grafica spremi-Gpu. A stupire è il livello di dettaglio delle ambientazioni, l’estrema pulizia delle texture, l’ottimo art work dei personaggi (per lo più mostri di vario tipo) e le animazioni pregevolissime. Magnifici anche gli effetti di luce, con l’illuminazione che cambia in maniera molto convincente a seconda che la nostra torcia sia ben accesa o sia quasi del tutto consumata.

Certo c’è una certa limitazione nella varietà estetica, essendo il gioco ambientato interamente in un sotterraneo, ma anche con questo appunto lo sforzo per non creare un senso di “già visto” è evidentissimo e anzi ogni livello tende a stupire regalando sempre qualcosa di nuovo, che sia il passaggio dalle caverne a sotterranei in muratura, nuovi mostri, il cambiamento nell’arredamento delle aree e così via. Legend of Grimrock ha anche una buona varietà in termini di composizione del party di gioco, elemento molto importante sia per il valore di rigiocabilità sia per dare al giocatore la possibilità di creare come desidera il suo gruppetto di avventurieri.

Quattro le razze disponibili, che influiscono in vario modo anche sulle statistiche: l’umano, il solito personaggio senza pregi né difetti; il minotauro, forte e resistente; l’uomo lucertola, agile e veloce; e infine l’insettoide che per qualche ragione è l’intelligentone di turno. Le classi sono più banalmente guerriero, mago e ladro, ragion per cui avremo ovviamente almeno una classe che si ripete nel nostro gruppo: le combinazioni però sono benvenute perché permettono di affrontare il gioco in modi diversi, dal più classico “due guerrieri, un mago e un ladro”, passando per il “doppio ladro” o “doppio mago” fino alle formazioni fantasia tipo quattro maghi e basta. Ogni classe per di più dispone, oltre alle solite statistiche fisiche e mentali, di vari talenti specifici che potremo aumentare col salire dei livelli.

Il guerriero ad esempio può investire nel talento che gli dà accesso ad armature migliori, o scegliere di specializzarsi nell’uso di spade, asce o mazze (sbloccando anche attacchi speciali che infliggono più danni), mentre il ladro può scegliere tra l’uso delle armi da lancio, delle armi a distanza oppure dei pugnali (c’è una particolarità, perché il gruppo è diviso in due file da due persone: i due membri nella linea posteriore non possono attaccare in corpo a corpo, tranne appunto il ladro che può prendere un’abilità apposta).

Il mago infine ha a disposizione le classiche specializzazioni nella magia elementare: acqua, fuoco, aria e terra, il tutto condito da una meccanica a “rune”, per cui per lanciare ciascun incantesimo dovremo manualmente scegliere le rune da un piccolo pannello di comando, avendo anche la possibilità di sperimentare per scoprire da soli i vari incantesimi.

 
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