Batman Arkham City: il Cavaliere Oscuro ci salverà

Batman Arkham City: il Cavaliere Oscuro ci salverà

Recensione della versione XBox 360 di Batman Arkham City. All'interno l'analisi delle caratteristiche del gameplay del nuovo action di Rocksteady Studios che ha ottenuto i consensi della critica. Include il videoarticolo.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Lotta e stealth

Veniamo al cuore del gameplay. Si parte da Batman Arkham Asylum e si procede all'espansione degli elementi portanti. Tornano ovviamente le componenti da picchiaduro e stealth che, a mio modo di vedere le cose, sono tra le più riuscite di tutto il panorama videoludico. Come picchiaduro Batman Arkham City parte dalla base del predecessore e implementa nuove mosse, nuove animazioni e nuove strategie in base alle armi degli avversari.

Tutto è basato sul tempismo: c'è l'attacco veloce e c'è il contrattacco, che va sferrato in base alle azioni degli avversari. Adesso Batman può contrattaccare anche due minacce insieme. In base al tipo di arma di cui è dotato l'avversario di turno, poi, bisogna reagire in un modo specifico. Ad esempio se è dotato di lama bisogna premere il tasto del contrattacco e procedere verso indietro: Batman in questo caso mostrerà una serie di animazioni per schivare i colpi inferti dal nemico.

Se questi è dotato di uno scudo, invece, bisognerà saltargli sopra e sferrare un attacco alle spalle. Se invece ha una grossa copertura bisognerà sferrargli una serie di colpi continui (pestaggio come viene definito nel gioco). Se i nemici hanno delle armi da fuoco, invece, occorre schivare il più possibile i colpi, anche se l'armatura di cui è dotato Batman è in grado di deflettere gran parte dei colpi provenienti dalle armi, e successivamente avvicinarsi il più possibile agli avversari per attaccarli.

Come vedremo meglio poi, alcuni gadget possono essere utili anche nei combattimenti. Ad esempio, la carica elettrica remota è in grado di emettere una scarica elettrica che manda in tilt il nemico di turno, e lo porta a colpire gli alleati che si trovano vicini a lui. Il Batarang invertito, invece, colpisce alle spalle un nemico ben dotato come attacco frontale.

I combattimenti, oltre a rivelarsi divertenti come nel precedente capitolo, hanno un senso anche sul piano artistico: Batman si muove con disinvoltura e fluidità che hanno pochi rivali nel mondo dei videogiochi e le sue animazioni si adattano magistralmente ai cambiamenti che occorrono. Lo svolazzare agile del Cavaliere Oscuro in questi frangenti riflette lo sforzo che fa l'eroe nel salvare la sua città.

La componente stealth è altresì importante all'interno degli equilibri di gioco. Batman può sfruttare i cosiddetti punti di vantaggio. Si tratta di gargoyle, strutture in pietra che si trovano in alto nei livelli di gioco, dai quali Batman può seguire indisturbato, o quasi, i movimenti del nemico e piombargli addosso dall'alto. Il Cavaliere Oscuro si può spostare da un punto di vantaggio all'altro con il suo bat-rampino, che gli consente di agganciarsi al gargoyle e di raggiungerlo velocemente.

Una volta sul punto di vantaggio si può intervenire in modi diversi. Si può planare giù dal gargoyle, catturare un bersaglio e legarlo alla struttura, usare i gadget, e così via. Ovviamente si può anche piombare alle spalle degli avversari senza essere visti ed eseguire un KO silenzioso e, come nel caso dei combattimenti, in Arkham City è possibile fare un doppio KO. In alcuni combattimenti può capitare di dover lasciare un nemico per ultimo (evidenziato in verde), perché in questo caso fornisce informazioni sui segreti dell'Enigmista.

Rocksteady Studios evidentemente si è accorta di avere abusato della componente stealth nel primo gioco, pertanto in Arkham City risulta pertanto sensibilmente ridimensionata. Diciamo che rientra meglio negli equilibri di gioco, e non è la cosa che il giocatore si trova a fare nella maggior parte del tempo. Ciò si traduce in rinnovato spazio per i gadget e per l'esplorazione all'interno del mondo free roaming.

 
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