Attenzione ai giochi usati, Nintendo potrebbe bannare la vostra nuova Switch 2!
Alcuni utenti di Nintendo Switch 2 hanno riportato ban dai servizi online dopo aver utilizzato giochi usati di Switch 1. Il sistema anti-pirateria rileva copie duplicate tramite codici univoci. Fortunatamente, contattando l’assistenza e dimostrando l’acquisto in buona fede, il ban può essere revocato
di Vittorio Rienzo pubblicata il 14 Luglio 2025, alle 09:56 nel canale VideogamesNintendoNintendo Switch
Negli ultimi giorni sono emerse online alcune segnalazioni di utenti Nintendo Switch 2 che si sono visti bannare l’accesso ai servizi online della console dopo aver utilizzato giochi usati della prima Switch. La vicenda ha destato preoccupazione in molti, soprattutto tra coloro che acquistano regolarmente giochi di seconda mano, ma si tratta in realtà dell’effetto collaterale di un sistema di protezione anti-pirateria adottato da Nintendo.
Il caso più discusso è stato riportato su Reddit da un utente che racconta di aver acquistato quattro giochi usati attraverso il Marketplace di Facebook. Dopo averli aggiornati sulla sua nuova Switch 2, il giorno successivo ha visto apparire un messaggio che gli notificava il ban permanente dai servizi online di Switch 2 impedendogli perfino di scaricare i titoli in formato digitale regolarmente acquistati sul Nintendo eShop.

L’origine del problema è legata a un meccanismo di sicurezza progettato per individuare e contrastare la pirateria. Si suppone, infatti, che il venditore abbia effettuato le copie dei giochi prima di rivendere le schede come prodotti usati. Ma allora perché è stato bannato l'utente che possedeva le cartucce originali?
Il sistema antipirateria di Nintendo si basa su un codice univoco incluso con ogni gioco. In sostanza, Nintendo è in grado di rilevare se due giochi con lo stesso codice univoco vengono utilizzati contemporaneamente. In tal caso, scatta automaticamente il blocco sulla console che per ultima ha eseguito quel codice. In estrema sintesi, Nintendo dà per scontato che le console successive alla prima che hanno eseguito quel codice sfruttino una copia pirata.
Di conseguenza, dopo essere stato parzialmente truffato, il giocatore ha subito anche il blocco della sua nuova console. Oltre il danno, anche la beffa come si suol dire. Tuttavia, va chiarito che l'utente ha tempestivamente risolto il problema: gli è bastato contattare l'assistenza di Nintendo, parlare con un operatore e dimostrare l'acquisto in buona fede. A quel punto, il ban è stato revocato. L'utente ha anche sottolineato la rapidità dell'intervento da parte di Nintendo rispetto alle soluzioni di Microsoft e Sony.

Tuttavia, dimostrare la regolarità dell'acquisto non è stato così banale. All'utente non solo sono state chieste le immagini delle cartucce acquistate, ma anche gli screenshot dell'annuncio di vendita insieme ad altri dettagli non chiariti. Questo solleva diversi interrogativi sulle politiche di Nintendo e sul controllo che ha sulle console regolarmente acquistate.
Ad esempio: cosa sarebbe successo se l'annuncio fosse stato prontamente rimosso? Le cartucce acquistate di seconda mano, potranno continuare a essere utilizzate, o Nintendo ha richiesto all'utente di smaltirle? E soprattutto: è regolare che Nintendo impedisca di utilizzare anche le licenze regolarmente acquistate dal proprio store in caso di ban? Non dovrebbe semplicemente impedire l'accesso ai servizi online, ma consentendo di poter giocare ai titoli regolarmente acquistati?
Insomma, si tratta dell'ennesimo episodio che mette in luce le criticità legate alla compravendita di prodotti videoludici. In sostanza, sembra che ormai nonostante l'utente paghi, magari per un prodotto fisico e tangibile, in realtà non stia ricevendo nulla.










Le soluzioni FSP per il 2026: potenza e IA al centro
AWS annuncia European Sovereign Cloud, il cloud sovrano per convincere l'Europa
Un hotel italiano fa incetta di recensioni a 5 stelle: merito di Arc Riders
OnePlus Nord 5 in super offerta su Amazon: top di gamma 'flagship killer' con 12GB + 512GB a prezzo minimo
L'innovazione in tournée: arrivano gli Innovation Meetup, si parte da Milano
Addio al caos dei gruppi Whatsapp: arriva la cronologia dei messaggi per i nuovi membri
Il nuovo chip a 2 nm di Samsung si mostra in un nuovo benchmark che mette alla prova la GPU
IBM Enterprise Advantage: consulenza personalizzata per sviluppare applicazioni di IA aziendali
Samsung celebra Milano Cortina 2026 con la campagna “Victory Is a Team Sport”
Aritmie cardiache, cresce il numero di casi scoperti grazie agli smartwatch
Rinviato il secondo lancio del razzo spaziale europeo Isar Aerospace Spectrum a causa di un problema tecnico
iPhone 18 Pro: Dynamic Island più piccola del 35% rispetto al modello precedente
Pazzesco successo di Xiaomi: la nuova SU7 ha già 100.000 ordini, negozi con più di 400 ciascuno
Il terzo lancio del razzo spaziale Blue Origin New Glenn porterà in orbita il satellite di AST SpaceMobile
Tesla toglie la componente umana dai Robotaxi ad Austin: ora Musk punta al 'tutto senza supervisione' negli USA








25 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIMHo nintendo deve fallire è troppo contro i consumatori (non in questo caso ma in generale solo politiche contro i consumatori)
Per quanto disprezzi il comportamento di questi produttori, però, devo dire che chi le acquista va in cerca di questi problemi, e li finanzia, quindi ben gli sta...
Per quanto disprezzi il comportamento di questi produttori, però, devo dire che chi le acquista va in cerca di questi problemi, e li finanzia, quindi ben gli sta...
eh in effetti esistono da più di 50 anni le console... chi compra console cerca proprio questi problemi
colpevole fino a prova contraria
tu non compri il prodotto tu compti la licenza questo da sempre quello che chiedi non è realizzabile
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".