Uncharted 3: cosa ha da dirci Nathan Drake a pochi giorni dal lancio

Uncharted 3: cosa ha da dirci Nathan Drake a pochi giorni dal lancio

Abbiamo assistito all'evento di lancio per l'Italia di Uncharted 3 L'Inganno di Drake, uno dei giochi per console più evoluti tecnicamente e uno dei principali esponenti della commistione tra cinema e videogiochi. All'interno anche l'intervista con Justin Richmond, game director di Uncharted 3.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Tecnologia

Come ha spiegato Richmond, lo sviluppo di un videogioco first-party dedicato a un unico formato è sensibilmente differente dallo sviluppo di titoli multiformato senza il sostegno della società responsabile dell'hardware. Uncharted 3, quindi, come i precedenti giochi della serie, ha un iter di sviluppo atipico se lo si paragona ad altri giochi Tripla A, per certi versi estremamente più semplice. Gli sviluppatori non devono considerare differenti configurazioni hardware e possono concentrarsi su un unico software development kit che consente loro di sfruttare al massimo ogni singola istruzione hardware messa a disposizione da PlayStation 3.

Proprio per questo i giochi della serie Uncharted, dal punto di vista della tecnologia, sono tra i migliori in assoluto in ambito console. E con Uncharted 3 Naughty Dog si prefigge di realizzare il gioco per console con la migliore grafica. Questo vale sia per le sequenze di narrazione che per il gameplay vero e proprio, dove si è raggiunto un livello di pulizia dell'immagine, corroborato da effetti in post-processing e da anti-aliasing, che ha pochi rivali su console.

Nel corso dell'evento di presentazione di Uncharted 3 per l'Italia, i membri di Naughty Dog hanno spiegato quali sono le principali migliorie al motore grafico di Uncharted 3 rispetto ai precedenti capitoli. Innanzitutto, la presenza così ricorrente del deserto ha imposto l'invenzione di una nuova tecnologia per la gestione della sabbia.

Naughty Dog ha mandato nel deserto alcune persone per studiare i movimenti della sabbia, che ovviamente può rimanere a terra o può essere spinta dal vento, con un tipo di comportamento sempre differente. Uncharted 3 è quindi in grado di muovere realisticamente la sabbia e di fare in modo che essa interagisca con il modello poligonale di Drake e degli altri combattenti. Ma non è tutto: come Richmond ci spiegherà nella nostra intervista, è servito un ulteriore lavoro di affinamento per fare in modo che il deserto non apparisse sempre uguale e che ogni posto avesse una propria personalità.

Lo sviluppatore americano ha poi rivisto la tecnologia di gestione dell'acqua, già introdotta nel primo capitolo. Adesso le superfici liquide sono più dettagliate e interagiscono meglio con gli altri modelli poligonali. Un grosso lavoro ha riguardato anche i combattimenti corpo a corpo, che sono un elemento di vitale importanza per conferire il senso di concitazione e di spettacolarità alle parti più serrate del videogioco di Naughty Dog. Sono state inventate nuove armi per i combattimenti melèe e rivisto il sistema di gestione delle animazioni, con nuovi tipi di movimenti per Drake e per i suoi avversari.

Naughty Dog ha pensato anche a una nuova tecnologia di streaming delle animazioni, come viene definita dai tecnici della software house statunitense. Lo streaming concatena diversi atteggiamenti di Drake: ad esempio, può apparire durante l'azione arrabbiato o abbagliato dalla luce diretta proiettata sul suo volto. Quest'ultima introduzione, nei tre livelli di gioco che abbiamo avuto modo di provare in prima persona, è decisamente evidente, e questo consente al gioco di comunicare in qualsiasi momento i sentimenti provati dal personaggio protagonista.

Il nuovo sistema di gestione delle armi consente di avere un rendimento differente per ogni arma, e tutte sono più realistiche rispetto al gioco precedente. Naughty Dog parla anche di tecnologia leader nel settore per quanto riguarda il performance capture, che consente di riprodurre nella virtualità i movimenti degli attori con grande naturalezza. C'è un miglioramento anche in questa componente in Uncharted 3, visto che anche la voce viene adesso registrata direttamente nelle sessioni di performance capture in modo da ottenere anche in questo caso la naturalezza originale della voce degli attori.

La recitazione degli attori virtuali in Uncharted 3, per quello che abbiamo avuto modo di vedere, raggiunge gli staordinari risultati del capitolo precedente. Gli attori poligonali sono estremamente convincenti e suggeriscono adeguatamente i sentimenti che stanno provando, ricreando dei momenti emozionali. Chiaramente in un progetto cinematografico come Uncharted questa componente è fondamentale, ed è pertanto una di quelle su cui gli sviluppatori hanno dedicato più tempo. Uncharted 3 è principalmente una storia e un dato che rafforza ancora questo fatto è che, come nel predecessore, ci saranno ben 90 minuti di sequenze di narrazione: praticamente un intero film!

 
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