Survival horror alla luce del sole: Resident Evil 5

Survival horror alla luce del sole: Resident Evil 5

L’invasione degli zombie non è finita. Non sono bastati Dead Rising e il più recente pezzo da novanta Left 4 Dead a far passare la voglia di riempire di piombo orde senza fine di cadaveri ambulanti: e chi se non il re dei survival horror poteva farsi avanti per accontentare i giocatori della console di casa Microsoft?

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
MicrosoftResident Evil
 

Demo e grafica

La demo di Resident Evil 5 prevede due livelli di gioco piuttosto brevi, due scontri con due diversi boss e in generale un vero e proprio carnaio di zombie. E’ possibile giocare sia in single player, nei panni di Chris, sia in Coop su Xbox Live, sia in split screen. Il primo livello della demo (Public Assembly) vede Chris e Sheva arrivare in un piccolo villaggio teatro di un’assemblea di infetti, che ascoltano un altro infetto incitarli da un palco e assistono all’esecuzione di un essere umano.

Bastano pochi minuti perché Chris e Sheva si facciano notare, dando il via a un assedio senza fine da parte dell’orda di zombie, in attesa che l’elicottero venga a salvare i due agenti. La missione è piuttosto complicata, si gioca in spazi stretti e gli zombie continuano ad arrivare da ogni lato. Come se non bastasse, a rendere il tutto meno facile è un enorme zombie-boia armato di una gigantesca ascia: farsi circondare e bloccare dagli zombie significa quasi sempre ritrovarsi inermi sotto il colpo letale dell’ascia.

Il secondo livello del gioco è un’altra baraccopoli che Chris e Sheva devono attraversare. Rispetto al primo livello la modalità di gioco è un po’ più lineare, ma sono presenti due casi in cui è necessaria la collaborazione tra i due personaggi per andare avanti (Chris deve lanciare Sheva da un edificio all’altro per permetterle di scendere e aprire una porta bloccata). Il boss finale è un infetto armato di motosega, che può essere eliminato facilmente a colpi di fucile da cecchino, o facendo esplodere i barili infiammabili a cui si avvicina. L’importante è non stargli nei paraggi!

Dopo alcune prove con la modalità online della demo, è capitato di riscontrare dei problemi nel matchmaking, in particolare inviti da parte dell’host che il secondo giocatore non riceveva. Difficile però dire se si tratti di un problema della demo o di temporanei problemi con il Live; in ogni caso all’inizio della demo stessa, un messaggio assicura che eventuali bug verranno sicuramente corretti prima della release del gioco.

Resident Evil 5 brilla per una resa grafica di alto livello. Dai personaggi alle ambientazioni, tutto risulta decisamente curato, sia in termini di artwork sia in termini di dettagli. I personaggi sono resi con estrema attenzione ma la colorazione lucida li rende un po’ plasticosi, più in termine di resa visiva che di movimenti: il tutto crea un’atmosfera fumettosa, in linea di massima abbassando un po’ il gore generale del gioco e facendo prevalere l’idea di essere pur sempre in un videogioco, piuttosto che cercare di ricreare a tutti i costi un realismo fotorealistico.

Le ambientazioni viste nella demo sono due e sono piuttosto simili: pieno deserto, posti poveri caratterizzati da baracche, l’idea di fondo richiama un po’ quei vecchi film di zombie basati sulle pratiche voodoo di resurrezione dei corpi (e ambientati generalmente ad Haiti) piuttosto che le più moderne concezioni dei virus fuori controllo. In generale il contrasto è piacevole, anche se purtroppo la demo mostra solo ambientazioni in pieno giorno e ben illuminate: sarebbe interessante vedere cosa combina il motore del gioco, e che atmosfera riesce a creare, in un paesaggio oscuro o notturno. Quanto al comparto audio, musiche e doppiaggio sono di buon livello, ma non spiccano certo rispetto all’ottima grafica.

 
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