Sceptic è la nuova stella di Fortnite: a soli 14 anni guadagna 200 mila dollari l'anno

Sceptic è la nuova stella di Fortnite: a soli 14 anni guadagna 200 mila dollari l'anno

Griffin Spikoski, conosciuto nella scena gaming come 'Sceptic' e facente parte del team Misfits Gaming, ha soli 14 anni e guadagna circa 200 mila dollari l'anno grazie alle sue attività su Fortnite

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Videogames
EpicFortnite
 

Griffin Spikoski è un ragazzo di 14 anni che gioca a Fortnite per 18 ore al giorno con un enorme tornaconto economico, di circa 200 mila dollari l'anno secondo un articolo del Washington Post. Sceptic, questo il suo nickname di gioco, nell'ultimo periodo è diventato un vero e proprio personaggio, e i media statunitensi si stanno concentrando molto su di lui.

Il suo canale YouTube, che il ragazzo alimenta quotidianamente con video di gioco, vanta circa 1,2 milioni di iscritti e oltre 70 milioni di visualizzazioni. Sono dei numeri che non possono lasciare insensibili sponsor e inserzionisti pubblicitari. Il che è impressionante, se si considera la giovane età del ragazzo. Il business del live streaming, in abbinamento a certe meccaniche di gioco oggi di enorme successo come nel caso di Fortnite, non può più essere sottovalutato. Molto studiato è, ad esempio, il caso di Ninja: se guardate il "setting" che si scorge alle sue spalle mentre gioca risulta evidente il contrasto tra il disordine tipico di questo tipo di giocatori, necessario per dare l'idea della spontaneità, e disposizione sapiente di oggetti pubblicitari come il frigorifero Red Bull o una scarpa solo apparentemente messa in giro a casaccio.

Sceptic

Sceptic appartiene al team Misfits Gaming, che ha squadre composte da professionisti per Fortnite, Overwatch e League of Legends (si noti che la traduzione di 'misfit' è 'disadattato'). E per professionisti si intende giocatori che spendono la maggior parte della propria vita ad allenarsi, sia dal punto di vista del gameplay che mentalmente, per migliorare continuamente la propria prestazione. Proprio come un calciatore. E quando Sceptic non si allena fa i compiti, ovviamente rigorosamente online.

Il Post ha appreso queste informazioni dal documentario realizzato dalla Misfits Gaming e pubblicato su YouTube (lo vedete in calce alla news). Questa organizzazione, infatti, intende trasmettere le peculiarità degli eSport moderni attraverso una serie di contenuti video auto-prodotti. Il target in questo caso è il pubblico generalista che inevitabilmente sarà sempre più coinvolto nelle moderne forme di competizione sportiva, ma che oggi sconosce nella quasi totalità.

"Non mi ero resa conto che Griffin fosse così bravo nei videogiochi" dice la madre Kathleen Connolly nel video. Ma dopo i genitori di Griffin hanno fondato la Sceptic Gaming Inc. e hanno assunto un consulente finanziario e un contabile per aiutarlo a gestire questo enorme e improvviso afflusso di denaro. Oggi Sceptic ha un suo canale Youtube e profili su Instagram e Twitter.

Gli eSport stanno acquisendo dignità sempre maggiore, per le motivazioni economiche che li riguardano e non solo. Nonostante il nome di questo team, inoltre, i PRO player acquisiscono maggiore considerazione rispetto al giocatore medio, fino a qualche anno fa considerato come una persona schiva rispetto alla socialità e tendente a isolarsi. Oggi esistono dei tornei di eSport, il cui più fulgido esempio è il The International di Dota, con montepremi anche di 25 milioni di dollari. E questo permette ad alcuni atleti digitali di avere compensi cospicui, in certi casi superiori anche a quelli dei più famosi professionisti degli sport tradizionali.

Gli eSport condividono con gli sport tradizionali alcune caratteristiche alla base, come sfide emozionanti, stelle popolari, nomi di squadre accattivanti, competizione intensa e risultati incerti. Un ragazzino di oggi si imbatte con più probabilità in un Ninja o in uno Sceptic che in stelle dello sport consolidate come Cristiano Ronaldo o Lewis Hamilton.

Dopo che la dedizione di Sceptic al gaming è diventata così importante, e dopo i primi assegni recapitati a casa, i genitori del ragazzo hanno deciso di cancellare l'iscrizione del figlio alla scuola. Man mano che la sua notorietà cresceva, Griffin ha dovuto trovare un equilibrio fra le due personalità divergenti che si trovavano in lui, racconta la madre. Di persona, il ragazzo è timido e ansioso, mentre nel mondo virtuale è malizioso e in grado di ottenere risultati molto importanti. "A scuola era distratto e riceveva molte attenzioni perché la gente si aspettava che anche lì fosse Sceptic. Per questo abbiamo ceduto alle sue pressioni di studiare online e lo abbiamo accontentato".

"Giocavo tutto il giorno e se non lo facevo guardavo dei video su YouTube, questa era la mia vita" ha detto Sceptic agli autori del documentario. "Quando ho chiesto ai genitori di studiare online loro si aspettavano già questa richiesta".

"Lui ha sempre sognato di essere un giocatore e di farne una professione" ha detto il padre Chris Spikoski, notando che Griffin ha iniziato a giocare all'età di 3 anni. "Non è scritto da nessuna parte che obbligatoriamente bisogna avere un lavoro dalle 9 alle 5: in certi casi puoi continuare a fare ciò che ti piace e guadagnarti da vivere".

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14 Commenti
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ndwolfwood06 Aprile 2019, 10:31 #1
Ma solo io vedo un grosso problema negli eSport?
Niente contro i "campioni", sono eccezioni: alla fine anche un campione di calcio o altro smette di studiare da giovane per dedicarsi al suo sport e viene strapagato.
E questi modelli influenzano i ragazzi: sempre successo.
Il problema è che se cerchi di imitare un campione sportivo, fai un vero sport, ti alleni, con benefici sul fisico nell'età dello sviluppo. Poi al 95% delle persone l'infatuazione passa crescendo.
Se passi le giornate davanti ad uno schermo che benefici ne trai quando smetti? Forse tanti problemi!
Sarò vecchio io ma quando i miei mi vedevano passare 2 o 3 ore davanti al PC mi imponevano di staccare ... e alla fine dovevo dargli ragione perché non c'era nessuno che sostenesse il contrario! Adesso chi ce lo stacca un tredicenne dallo schermo se il modello sono tipi che dicono di giocare per 18 ore al giorno?
trapanator06 Aprile 2019, 11:09 #2
Originariamente inviato da: ndwolfwood
Ma solo io vedo un grosso problema negli eSport?
Niente contro i "campioni", sono eccezioni: alla fine anche un campione di calcio o altro smette di studiare da giovane per dedicarsi al suo sport e viene strapagato.
E questi modelli influenzano i ragazzi: sempre successo.
Il problema è che se cerchi di imitare un campione sportivo, fai un vero sport, ti alleni, con benefici sul fisico nell'età dello sviluppo. Poi al 95% delle persone l'infatuazione passa crescendo.
Se passi le giornate davanti ad uno schermo che benefici ne trai quando smetti? Forse tanti problemi!
Sarò vecchio io ma quando i miei mi vedevano passare 2 o 3 ore davanti al PC mi imponevano di staccare ... e alla fine dovevo dargli ragione perché non c'era nessuno che sostenesse il contrario! Adesso chi ce lo stacca un tredicenne dallo schermo se il modello sono tipi che dicono di giocare per 18 ore al giorno?


Concordo in toto con te. La responsabilità maggiore l'hanno Google (con i proventi della pubblicità e l'azienda di Fornite.
Maxt7506 Aprile 2019, 11:13 #3
Originariamente inviato da: ndwolfwood
Ma solo io vedo un grosso problema negli eSport?
Niente contro i "campioni", sono eccezioni: alla fine anche un campione di calcio o altro smette di studiare da giovane per dedicarsi al suo sport e viene strapagato.
E questi modelli influenzano i ragazzi: sempre successo.
Il problema è che se cerchi di imitare un campione sportivo, fai un vero sport, ti alleni, con benefici sul fisico nell'età dello sviluppo. Poi al 95% delle persone l'infatuazione passa crescendo.
Se passi le giornate davanti ad uno schermo che benefici ne trai quando smetti? Forse tanti problemi!
Sarò vecchio io ma quando i miei mi vedevano passare 2 o 3 ore davanti al PC mi imponevano di staccare ... e alla fine dovevo dargli ragione perché non c'era nessuno che sostenesse il contrario! Adesso chi ce lo stacca un tredicenne dallo schermo se il modello sono tipi che dicono di giocare per 18 ore al giorno?


La risposta potrebbe avere molteplici aspetti. Dipende dal cervello dei genitori e del ragazzo. Personalmente non mi ha mai interessato guardare altri che giocano. Non me ne può importare di meno. Il successo di questi campioni dipende anche dal fatto che a tanti ragazzi non piace giocare, piace guardare altri che lo fanno. Per me è una enorme perdita di tempo ma... I gusti son gusti. La cosa poi è talmente difficile da realizzare che non vale neanche la pena provarci. È troppo meglio gustarsi la propria passione con tanti titoli, piuttosto di diventare autentici robot con uno e perdersi tutto il resto.
Scarfatio06 Aprile 2019, 11:35 #4
Originariamente inviato da: ndwolfwood
Ma solo io vedo un grosso problema negli eSport?
Niente contro i "campioni", sono eccezioni: alla fine anche un campione di calcio o altro smette di studiare da giovane per dedicarsi al suo sport e viene strapagato.
E questi modelli influenzano i ragazzi: sempre successo.
Il problema è che se cerchi di imitare un campione sportivo, fai un vero sport, ti alleni, con benefici sul fisico nell'età dello sviluppo. Poi al 95% delle persone l'infatuazione passa crescendo.
Se passi le giornate davanti ad uno schermo che benefici ne trai quando smetti? Forse tanti problemi!
Sarò vecchio io ma quando i miei mi vedevano passare 2 o 3 ore davanti al PC mi imponevano di staccare ... e alla fine dovevo dargli ragione perché non c'era nessuno che sostenesse il contrario! Adesso chi ce lo stacca un tredicenne dallo schermo se il modello sono tipi che dicono di giocare per 18 ore al giorno?

Basterebbe bilanciare la giornata. Il problema è che c'è sempre una rinuncia da fare. Io ho passato molto più tempo su un campo da calcio che su un banco di scuola. Poi ho cambiato vita.
Nurgiachi06 Aprile 2019, 11:41 #5
Originariamente inviato da: ndwolfwood
Ma solo io vedo un grosso problema negli eSport?
Niente contro i "campioni", sono eccezioni: alla fine anche un campione di calcio o altro smette di studiare da giovane per dedicarsi al suo sport e viene strapagato.
E questi modelli influenzano i ragazzi: sempre successo.
Il problema è che se cerchi di imitare un campione sportivo, fai un vero sport, ti alleni, con benefici sul fisico nell'età dello sviluppo. Poi al 95% delle persone l'infatuazione passa crescendo.
Se passi le giornate davanti ad uno schermo che benefici ne trai quando smetti? Forse tanti problemi!
Sarò vecchio io ma quando i miei mi vedevano passare 2 o 3 ore davanti al PC mi imponevano di staccare ... e alla fine dovevo dargli ragione perché non c'era nessuno che sostenesse il contrario! Adesso chi ce lo stacca un tredicenne dallo schermo se il modello sono tipi che dicono di giocare per 18 ore al giorno?

Nessuno ti impedisce di studiare, anche una Emma Watson è diventata milionaria con i film di Harry Potter, questo non le ha impedito di studiare. Tra le altre cose fino ai 17 anni i genitori, che evidentemente avevano la testa sulle spalle, neppur le dicevano quanto guadagnava.

Avete una visione un po distorta se pensate che un giocatore di esport debba giocare necessariamente 13 ore al giorno. La quasi totalità delle volte mantengono l'allenamento giocando qualche ora per poi fare delle full immersion in concomitanza con eventi particolari. Questo vale ancor meno per gli streamer che possono permettersi ritmi più blandi.
Non è qualcosa di rimandabile, o tenti quella strada fintanto che hai delle doti oppure non la fai.

Per il resto non è un nuovo problema, se uno sportivo dedica tutta la sua vita solo a far canottaggio alla fine le strade sono poche.
supertigrotto06 Aprile 2019, 17:37 #6

considerato che mi piacevano e mi piacciono i videogiochi...

Propongo di pagare 300 milioni di miliardi un ragazzino che conta i granelli di sabbia di una clessidra,o che faccia il solletico sotto le ascelle alle mosche o che si faccia i selfie a testa in giù.
No dai seriamente,già trovo uno spreco pagare più di 1 milione di euro a stagione uno sportivo che si allena duramente tutta la settimana (e non intendo solo calcio ma anche altri sport),pagare anche chi videogioca lo trovo ancora più assurdo.
Propongo di pagare 9,90 euro lo scopritore futuro della cura sul tumore,hiv,quello che creerà la fusione nucleare per produrre energia,quello che risolverà la fame nel mondo etc, tanto più di 9.90 euro non valgono,sono sfigati,invece di risolvere i problemi dovrebbero videogiocare.....
Ero sarcastico,molto sarcastico.
TigerTank07 Aprile 2019, 10:07 #7
Che tristezza, pure io trovo tutto questo assurdo...e direi anche un tantino malsano. Capirei gli sport fisici, dove si deve sputare sangue per ottenere risultati.
Ma quando mi capita di vedere dei video di sfide videoludiche con questi tizi che praticamente il più delle votle sembrano degli automi emaciati con la faccia da zombie...

Comunque complimenti ai pessimi genitori di questo ragazzo, che per fame di soldi lo stanno indirizzando proprio bene tra il non farlo andare a scuola e lasciarlo incollato ad un monitor sia per gioco che per studio... e l'azzerare l'importanza di avere un lavoro vero. Ne pagherà il prezzo quando questa parentesi dorata ed effimera sarà finita.
Wolland07 Aprile 2019, 15:47 #8
Spero per lui di no, ma rischia di fare la fine di Macaulay Culkin ("Mamma ho perso l'aereo".
chaosblade07 Aprile 2019, 19:54 #9
Comunque è tutto pilotato. Non trovo nulla di eccezionale in molti youtubers se non la possibilità di Google a spammare i vostri video nella lista dei video che potrebbero interessare. Sembra una sorta di talent fatto a posta tra Google e gli sponsor su un numero di eletti.
Lo dico perché in tanti si illudono di fare la stessa cosa, cioè giocare e guadagnare... cos’altro c’è di più bello?
maxnaldo08 Aprile 2019, 16:47 #10
Originariamente inviato da: ndwolfwood
Ma solo io vedo un grosso problema negli eSport?
Niente contro i "campioni", sono eccezioni: alla fine anche un campione di calcio o altro smette di studiare da giovane per dedicarsi al suo sport e viene strapagato.
E questi modelli influenzano i ragazzi: sempre successo.
Il problema è che se cerchi di imitare un campione sportivo, fai un vero sport, ti alleni, con benefici sul fisico nell'età dello sviluppo. Poi al 95% delle persone l'infatuazione passa crescendo.
Se passi le giornate davanti ad uno schermo che benefici ne trai quando smetti? Forse tanti problemi!
Sarò vecchio io ma quando i miei mi vedevano passare 2 o 3 ore davanti al PC mi imponevano di staccare ... e alla fine dovevo dargli ragione perché non c'era nessuno che sostenesse il contrario! Adesso chi ce lo stacca un tredicenne dallo schermo se il modello sono tipi che dicono di giocare per 18 ore al giorno?


il problema secondo me è che per arrivare a certi livelli, che si tratti di Sport vero o di eSport è indifferente, devi passare la vita ad allenarti.
Questo vale per qualunque cosa, se vuoi arrivare al top devi passare tante ore della giornata ad allenarti, sacrificando la tua vita per dedicare tutto il tuo tempo al raggiungimento dell'obiettivo.

ed è proprio qui che vedo una grossa differenza tra i cosiddetti eSports e gli sports reali. A quanto pare questi ragazzini non fanno alcuna fatica a stare 18 ore al giorno davanti ai loro monitors a giocare, anzi, se potessero ci passerebbero anche 24h. E dov'è dunque la fatica degli allenamenti ? Lo stress, la continua ricerca di energie e motivazioni ? Per uno sportivo vero è una fatica allenarsi tutti i giorni, e allenarsi in modo da rimanere sempre al top spesso diventa una tortura, tanto che la maggior parte rinuncia senza aver raggiunto grandi traguardi.

eSports alle olimpiadi ? Secondo me è una grande ca...ta. Qui non si tratta di Sports ma di semplici videogame-dipendenti, come ce ne sono sempre stati da tanti anni a questa parte. Soprattutto tra giovani disadattati e antisociali che si rinchiudono nelle loro camerette e al massimo comunicano con il resto del mondo attraverso una chat.

il fatto che oggi guadagnino anche centinaia di migliaia di dollari/euro per essere utilizzati come canali pubblicitari, è solo il sintomo di una società cinica e distorta che invece di tentare di curarli e migliorargli la vita li sfrutta finchè fanno tendenza, poi un calcio in cu... e si passa al prossimo.

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