PlayStation 3: fine del supporto in Giappone, non si potrà più richiedere l'assistenza
La console di Sony che più ha faticato a conquistare i cuori degli appassionati si appresta ad arrivare alla fine del proprio ciclo vitale. In Giappone, infatti, Sony non concede più l'assistenza post-vendita
di Rosario Grasso pubblicata il 01 Marzo 2022, alle 14:43 nel canale VideogamesSonyPlaystation
Sony ha annunciato lo stop al servizio di assistenza post-vendita e riparazione per PlayStation 3. Si riferisce alle console con identificativo CECH-4300, più comunemente conosciute come "Super Slim". Dal 30 aprile 2022 in poi, infatti, chi ha acquistato le suddette console non potrà più rivolgersi a Sony per porre rimedio a eventuali malfunzionamenti.
Finisce l'era della PlayStation 3
Stiamo parlando dell'ultima versione di PlayStation 3, arrivata sul mercato nel 2012, a distanza di 6 anni dal lancio della versione originale. La fine del supporto di assistenza tecnica è normalmente il primo passo verso la dismissione completa di un prodotto e, in questo caso, coinciderà con la fine di PlayStation 3 come prodotto commerciale. La console di vecchia generazione non viene più venduta in Giappone, così come in occidente, ormai da diverso tempo.
Tutti gli accessori per il modello di PS3 indicato cesseranno di essere supportati dall'assistenza, insieme alla console vera e propria. In altri termini, Sony non si occuperà più delle riparazioni dei controller malfunzionanti, così come dei cavi presenti nelle confezioni. Chi ha prenotato il servizio di assistenza potrà godere di qualche giorno in più per il completamento del lavoro di assistenza e le spedizioni fino al 7 maggio 2022.
È chiaro che ci troviamo alla fine di un'era, quella della settima generazione di console che venne dominata da Nintendo Wii, mentre PS3 faticò a superare la stessa Xbox 360 di Microsoft. PlayStation 3 è stata una console parecchio coraggiosa da parte di Sony, soprattutto per le caratteristiche del suo hardware.
Ad alimentare la console vi era, infatti, il celeberrimo processore CELL, il quale risultava composto da un'unità chiamata Power Processing Element (PPE) e da 8 unità di tipo Synergistic Processing Element ("SPE"). Ciascuna SPE era un processore RISC a 128bit, ovvero si basava su un'architettura differente alla dominante CISC dei processori x86. La differenza architetturale, soprattutto nella prima fase del ciclo di vita della console, rendeva il lavoro degli sviluppatori molto difficoltoso, perché dovevano rivisitare in maniera consistente il codice dei giochi in versione PS3 rispetto alle controparti PC e Xbox.
L’unità grafica della PS3, invece, si basava un un processore NVIDIA G70 (precedentemente conosciuto come NV47) che utilizzava 256 MB di memoria GDDR3 VRAM e girava a 700 MHz. Dopo la PS3, l'hardware delle console PlayStation ha differito in minima parte rispetto alle omologhe Xbox, permettendo un lavoro di conversione molto più semplice.
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