La Cina e i videogiochi, un'apertura: 44 nuovi titoli importati dall'estero
L'autorità cinese di regolamentazione per i videogiochi ha concesso licenze per l'importazione nel territorio nazionale di 44 nuovi titoli, 7 dei quali dalla Corea del Sud
di Rosario Grasso pubblicata il 29 Dicembre 2022, alle 11:01 nel canale VideogamesTencent
La Cina ha annunciato che riprenderà a concedere licenze per l'importazione di videogiochi nel territorio nazionale dalla Corea del Sud, dopo che un divieto ai contenuti sudcoreani era stato comminato nel 2017 in seguito all'installazione di uno scudo di difesa antimissile statunitense. Si tratta di 7 nuovi titoli provenienti dalla nazione asiatica, mentre negli ultimi 5 anni solo due videogiochi coreani erano stati commercializzati in Cina.
Dopo l'annuncio dell'autorità di regolamentazione cinese per i videogiochi i titoli in borsa di alcune software house della Corea del Sud hanno guadagnato diversi punti percentuali: fra queste, Netmarble Corp, NCSOFT, Krafton, Kakao Games e Devsisters. La maggior parte dei giochi online a cui la National Press and Publication Administration ha concesso la licenza per l'importazione verrà distribuita in Cina dal colosso nazionale Tencent che, tra gli altri, si occuperà di Pokémon Unite di Nintendo e di Valorant di Riot Games.
Altri giochi provenienti dall'estero a cui è stata concessa l'approvazione sono Gwent: The Witcher Card Game di CD Projekt e Don't Starve di Klei Entertainment. Inizialmente, l'elenco prevedeva 45 titoli, ma all'ultimo momento, senza fornire una spiegazione, è stato escluso Game of Thrones: Winter is Coming di Yoozoo. Secondo la Reuters, questo potrebbe dipendere dal fatto che Yoozoo dispone già di una licenza per la commercializzazione del gioco in Cina. Altri 84 titoli, questa volta prodotti internamente alla Cina, sono stati approvati per la commercializzazione.
La concessione delle licenze per consentire la circolazione di contenuti di intrattenimento realizzati all'estero in Cina è sempre problematica. La nuova ondata di approvazioni di giochi importati segna effettivamente la fine del giro di vite cinese sull'industria dei videogiochi, iniziato nell'agosto dello scorso anno quando le autorità di regolamentazione hanno sospeso il processo di approvazione dei giochi provenienti dall'estero.
Si è trattato di un vero e proprio blocco per l'industria dei videogiochi, che ha danneggiato le principali case di distribuzione sul territorio locale, a cominciare da Tencent e NetEase Inc, che traggono entrate sostanziali dalla pubblicazione di giochi sia autosviluppati che importati e il cui valore in borsa è diminuito drasticamente dopo gli annunci delle autorità cinesi dello scorso anno.
Ad ogni modo, il numero di licenze concesse rimane inferiore rispetto agli anni precedenti. La Cina ha, infatti, approvato 76 giochi provenienti dall'estero nel 2021 e 456 nel 2017.








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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE tutte le PS e VGA doveva vanno a finire ?
E i giocatori sfigati che trovo in MP con bandiera cinese da dove stanno giocando ?
Questi giocano eccome ! Sicuramente anche troppo !
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