L'azienda che ha creato i cheat di Overwatch deve pagare 8,6 milioni di dollari in danni a Blizzard
La Corte Distrettuale della California si è espressa in modo molto simile a quanto avevano fatto i corrispondenti organi giudiziari di Germania e Regno Unito.
di Rosario Grasso pubblicata il 04 Aprile 2017, alle 18:41 nel canale VideogamesBlizzardOverwatch
Nella scorsa estate Blizzard ha citato in giudizio l'azienda tedesca Bossland anche negli Stati Uniti, dopo aver avviato cause legali analoghe nel Vecchio Continente. Blizzard ha chiesto il pagamento di danni superiori a 8 milioni di dollari per violazione del copyright e il giudice californiano le ha dato ragione. Inoltre, Bossland non può più commercializzare i suoi prodotti in territorio statunitense.
Con la crescita dell'industria dei videogiochi è risalito in maniera direttamente proporzionale anche tutto il settore dei bot e dei cheat. Alcuni giocatori, ovvero, sono disposti a pagare pur di avere dei vantaggi competitivi in maniera normalmente non autorizzata né considerata leale da parte degli altri giocatori.
La Corte ha appurato che il software sviluppato da Bossland aggira effettivamente la tecnologia di protezione nei confronti dei cheat di Blizzard conosciuta come "Warden". Spingendo i giocatori ad eseguire una versione contraffatta del software, Bossland viola così il copyright Blizzard.
"Bossland contribuisce materialmente alla violazione del copyright attraverso il suo Bossland Hacks. Lo rende disponibile al pubblico e istruisce i giocatori all'installazione di questo software e al suo corretto funzionamento. In questo modo spinge gli utenti a creare versioni derivate rispetto al software originale", si legge nella sentenza del tribunale.
Nel corso della sua esistenza, Bossland ha creato bot e cheat per molti giochi Blizzard, come World of Warcraft, Diablo 3, Heroes of the Storm, Hearthstone e Overwatch. Per Blizzard è molto importante garantire un ambiente di gioco equo e senza favoritismi, ed è per questo che da molti anni cerca di rivalersi su questa azienda tedesca. L'ha trascinata in tribunale, pur essendo una battaglia che non si può combattere solamente per vie legali, richiedendo un forte affinamento anche del software di anti-cheat interno ai giochi.
La Corte Distrettuale della California si è espressa in modo molto simile a quanto avevano fatto i corrispondenti organi giudiziari di Germania e Regno Unito, come abbiamo visto qui.










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13 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoBah, basta aprire l'azienda in una nazione a caso che non sia EU e non sia USA... tipo la Russia. O il Nepal. Per dirne 2 davvero a caso. A quel punto della sentenza del giudice tedesco o americano te ne freghi e continui a vendere online il tuo (lurido, nel caso di cheats e affini) prodotto.
Purtroppo in un mondo globalizzato la giustizia fa un po' fatica.
Ehem.
Idem su SW Battlefront ... alle volte è molto frustante. Ti smeni una partita per fare 20kill(si vince a 100 totali) ,stai vincendo col team 60-15 e nuovi arrivati agli ultimi minuti arrivano a 35/40 da soli ... soprattutto non morendo mai.
Forse questi sistemi anticheat non funzionano.
Io sono per il ban della key e dell'account, senza rimborso.
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