'Chi sarebbe così stupido?': ex direttore di Dragon Age commenta l'idea di renderlo un live service
Alcuni ex sviluppatori di BioWare hanno commentato le parole di Andrew Wilson in merito a Dragon Age: The Veilguard e la possibilità di convertirlo a live service. Tra questi, anche Mike Laidlaw, direttore artistico dei precedenti capitoli del franchise.
di Vittorio Rienzo pubblicata il 06 Febbraio 2025, alle 17:51 nel canale VideogamesElectronic ArtsDragon Age
Nelle scorse ore, il CEO di Electronic Arts Andrew Wilson ha commentato le performance commerciali di Dragon Age: The Veilguard, sostenendo che avrebbe potuto fare meglio in veste di live service. Non si sono fatti attendere i commenti di alcuni ex di BioWare che, stavolta, non hanno fatto sconti a Wilson.
Il primo commento è arrivato da Mike Laidlaw, direttore creativo dei capitoli precedenti e che avrebbe dovuto continuare il proprio lavoro sul live service che poi si è trasformato in The Veilguard. Il creativo non si è trattenuto dal criticare aspramente la visione di Wilson.

"Guarda, non sono un CEO di alto rango. Ma se qualcuno mi dicesse 'la chiave del successo di questa apprezzata IP single player è renderla puramente multigiocatore. No, non uno spin-off: sostanzialmente dobbiamo stravolgere completamente il DNA di ciò che le persone hanno amato del gioco' nel mio caso, probabilmente, sai, lascerei il lavoro o qualcosa del genere" ha scritto Laidlaw su Bluesky.
Chiaramente, Laidlaw sta ironizzando sul rapporto con Electronic Arts perché, nel suo caso specifico, è proprio così che è andata. Quando gli è stato detto che Dragon Age avrebbe dovuto diventare un live service, ha lasciato lo studio dopo oltre 15 anni.
"Sto solo pensando ad alta voce, naturalmente. Voglio dire, chi sarebbe così stupido da chiedere una cosa del genere? Due volte" ha rincarato Laidlaw, riferendosi al fatto che The Veilguard doveva essere un live service, ma dopo il fallimento di Anthem, Electronic Arts rivide la sua strategia tornando a un'esperienza single player. Adesso, invece, Wilson ci ha ripensato per l'ennesima volta sostenendo che, come live service, avrebbe attirato più giocatori.
If I really dig into my empathy, I can kinda see the thinking here. Like, let's say you don't actually know much about games. You're in a big office with a bunch of other execs who also don't know much about games. What are they all saying? "Live games do big numbers!" "Action games are hot!"
— David Gaider (@davidgaider.bsky.social) 6 febbraio 2025 alle ore 00:57
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Non si è fatto attendere neanche il commento di David Gaider, veterano di BioWare, che sul medesimo social ha scritto: "Se mi sforzo di essere empatico, capisco quale sia il ragionamento. È tipo, diciamo che non sai molto di videogiochi. Stai in un enorme ufficio pieno di dirigenti che non sanno nulla di videogiochi. Cosa dicono tutti? 'I live service fanno numeroni', 'I giochi d'azione sono fighi'".
"Il mio consiglio a EA (non che glie ne freghi qualcosa): avete un'IP che le persone amano. Profondamente. Al suo apice, ha venduto abbastanza da farvi contenti, giusto? Bene, vedete dov'è che ha fatto meglio al vertice delle vendite [del franchise]. Prendete esempio da Larian [studio di Baldur's Gate 3] e raddoppiate l'offerta. I fan sono ancora lì fuori. E stanno aspettando".










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa veramente... sembra una cosa cosí scontata imparare dagli errori... eppure. Niente, non c'é la si fa... devono impegnarsi per fare sempre peggio.
Il punto è stato ben colto: il primo degli errori è fare dirigere a una persona senza la giusta cultura e senza la giusta passione
Al punto vero secondo me ci sei andato molto vicino; non basta cultura e
passione, ci vuole un dannato autore che sappia dare una direzione artistico-
tecnica .
Tutte le figure importanti della vecchia bioware se ne sono andate da tempo.
Per quanto riguarda CD Project del vecchio TW3 è successa la stessa cosa. Di
ubisoft dei primi 3 AC non ne sono a conoscenza ma immagino che abbiano
cambiato almeno altre 2-3 aziende nel frattempo
E così via per chissà quante altre software house che manco mi vengono in
mente.
Se a un gruppo di sviluppatori, anche bravi nel loro singolo ruolo, viene a
mancare la mano che li guida nella giusta direzione, succede quello che
vediamo ripetersi nei tripla A da anni.
Esempio classico che non passa mai di moda, Dark souls 2.
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