Ratchet & Clank: Rift Apart, odissea interdimensionale su PS5 - Recensione

Ratchet & Clank: Rift Apart, odissea interdimensionale su PS5 - Recensione

Abbiamo messo alla prova l'ultima grande produzione firmata Insomniac Games, il talentuoso team che si cela dietro i più recenti Marvel's Spider-Man e Miles Morales. Parliamo di un'altra esclusiva PlayStation, la prima candidata al titolo di "killer application" su PlayStation 5, console dalle grandi capacità di calcolo e dalle funzionalità uniche, come dimostrato dallo stesso Rift Apart.

di pubblicato il nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Lo avevamo visto per la prima volta un anno fa, durante la presentazione di PlayStation 5, ed era stato amore a prima vista. Ratchet & Clank: Rift Apart si è presentato al mondo come la prima, vera esclusiva next-gen dell'ammiraglia Sony, un gioco che mette in mostra la potenza e le peculiarità del nuovo hardware attraverso feature inedite e un comparto visivo spaccamascella. E no, non si tratta di una banale tech demo, bensì dell'ennesimo colpo di genio di Insomniac Games, un team dai mille talenti, sempre pronto a sorprenderci con la sua inarrivabile creatività.

Possiamo confermarlo dopo aver sviscerato l'ultima avventura di Ratchet e Clank, l'iconico duo che da quasi vent'anni diverte i giocatori di tutte le età. Con Rift Apart, il platform 3D di Insomniac raggiunge nuove vette qualitative su quasi tutti i fronti e, con un pizzico di coraggio, propone alcune novità che rinnovano una formula di gioco tradizionale, ma sempre vincente.

Caro Ratchet, ti presento Rivet

Grandi festeggiamenti in quel di Megalopolis! Il Capitano Qwark e soci hanno organizzato una parata in onore degli eroi intergalattici Ratchet e Clank. Per l'occasione, il robottino ha riservato una sorpresa per il suo amico: il Dimensionatore, un potente dispositivo progettato dagli stessi Lombax, riparato da Clank per permettere a Ratchet di ricongiungersi con gli altri membri della sua razza, rifugiati in un'altra dimensione. La festa viene però interrotta da un ospite indesiderato, il Dr. Nefarious, che riesce a impossessarsi dell'artefatto Lombax innescando un catastrofico collasso dimensionale. L'incidente getta la città nel caos, con l'apparizione di numerosi portali che si affacciano su universi sconosciuti lasciando entrare creature ostili e altre minacce.

La storia di Ratchet & Clank: Rift Apart ha il compito di intrattenere sia i novizi della serie che i "vecchi" fan, quelli cresciuti con i primi episodi lanciati su PlayStation 2. Da questo punto di vista, Insomniac ha centrato il bersaglio, proponendo un autentico sequel del reboot rilasciato nel 2016 e, dunque, una squisita rivisitazione del ventennale platform. Rift Apart ci presenta nuovi personaggi, mondi inesplorati e un arsenale inedito, eppure i veterani della serie saranno coccolati da numerosi riferimenti ai precedenti episodi e dalla comparsa di alcuni volti familiari.

C'è da dire che il nuovo Ratchet & Clank non vuole prendere troppe distanze dal suo glorioso passato, soprattutto sul versante del gameplay, dove - come vedremo - il gioco offre un approccio piuttosto tradizionale ai frenetici combattimenti e all'esplorazione degli scenari.

Tornando ai personaggi, spicca su tutti la co-protagonista di quest'avventura next-gen: è Rivet, un'intrepida Lombax, pronta a combattere in prima linea per difendere i più deboli. La nuova eroina di Rift Apart è la controparte dimensionale del nostro Ratchet e, di fatto, controllare l'una o l'altro è del tutto indifferente ai fini del gameplay: Rivet si muoverà e combatterà esattamente come Ratchet, impugnando però un martello invece della classica Onnichiave. L'esistenza stessa dell'universo parallelo giustifica l'effettiva identicità dei due protagonisti, ma non la loro progressione. Ottenendo una nuova arma con Rivet la ritroveremo nelle mani di Ratchet, e lo stesso vale per i gadget e le abilità che si acquisiranno nel corso dell'avventura. Non vengono fornite particolari spiegazioni e probabilmente è meglio così, trattandosi di una narrazione essenziale che ha il fine di coinvolgere sia i più piccoli sia i giocatori diversamente giovani.

A tal proposito, l'inconfondibile stile cartoonesco di Ratchet & Clank ci ha conquistati sin dalle battute iniziali. Sul fronte scenografico, il prodotto di Insomniac è accostabile alle migliori produzioni dell'animazione moderna, una "pellicola" interattiva che ammalia i giocatori con i suoi colorati mondi fantascientifici e i suoi eccentrici personaggi. Il team californiano eccelle anche nella scrittura e lo dimostra donando a Rivet una caratterizzazione unica, tutt'altro che banale: una dura dal cuore tenero, dotata di grande determinazione e, come Ratchet, di un tagliente senso dell'umorismo. Dopotutto, Rift Apart strapperà più di qualche semplice sorriso, con spassosi dialoghi e gag a tratti esilaranti. La sfaccettata narrazione del nuovo capitolo sarà anche in grado di emozionare, ma su questo fronte sembra trattenersi fin troppo, omettendo potenziali colpi di scena che, evidentemente, sono stati riservati per un eventuale sequel - a giudicare dal finale aperto.

Finale che, secondo il nostro conteggio, è possibile raggiungere in circa 14 ore, o anche meno. La longevità del gioco dipenderà da diversi fattori, come l'esplorazione e il completamento delle missioni secondarie, presenti in ciascuno dei nove pianeti disponibili. Portando a termine tutte le missioni della storia e le side quest, ed esplorando gran parte dell'ambientazione, abbiamo superato la soglia delle 20 ore senza troppe difficoltà. In ogni caso, concludendo il gioco sarà possibile avviare una seconda run in modalità Sfida, grazie alla quale si potrà avanzare oltre il level cap consentito (livello 10) e impugnare versioni potenziate delle armi di Ratchet e Rivet.

Armi (e mondi) fuori di testa

Come anticipatovi, Rift Apart è un episodio tradizionalista, un soft reboot che eredita le migliori caratteristiche dei suoi predecessori. Pertanto, in perfetto stile Ratchet & Clank, anche il platform realizzato per PlayStation 5 propone un arsenale fuori da ogni logica.

Sia Ratchet che Rivet avranno a loro disposizione dozzine di bocche da fuoco adatte ad ogni circostanza: si parte dalla classica pistola a ripetizione (Pistola Multiraffica) per arrivare a un insolito fucile a pompa (Giustiziere), passando per un'ampia gamma di cannoni e guanti - sì, guanti - dagli effetti devastanti. Ogni arma acquistabile presso il negozio di Miss Zurkon potrà essere potenziata per migliorare aspetti quali il danno, la precisione o la cadenza di tiro. Basterà raccogliere Raritanium a sufficienza - la valuta secondaria del gioco - e scegliere i bonus desiderati all'interno dell'apposito skill tree: a ogni level up, le armi otterranno nuovi slot di potenziamento.

Sparare in Ratchet & Clank: Rift Apart è un'esperienza galvanizzante, e il merito è anche del nuovo DualSense. Il feedback aptico e i trigger adattivi del controller di PS5 rinfrescano l'intera formula di gioco, con un'implementazione che oseremmo definire impeccabile: il giocatore potrà percepire ogni colpo subito da Ratchet o Rivet, così come "sentirà" i loro passi sulle diverse superfici dei pianeti esplorabili. Mentre il feedback provvederà a restituire queste sensazioni, i trigger ampliano le funzionalità del folle arsenale. Premendo il tasto R2, il DualSense eserciterà una resistenza iniziale per preparare l'arma: solo affondando il dito sul grilletto potremo far piovere proiettili o, in alcuni casi, innescare la modalità di fuoco secondario dell'arma utilizzata.

Come in Returnal, questo sistema costringerà il giocatore ad "abituarsi" ai nuovi trigger, ma alla fine lo ricompenserà offrendogli un maggiore coinvolgimento durante l'azione di gioco. Si tratta comunque di una feature accessoria e, come tale, potrà essere rimossa all'interno delle impostazioni, disabilitando la resistenza e le vibrazioni dei grilletti adattivi.

Il nostro consiglio è quello di lasciarsi trasportare dal gioco così com'è stato confezionato da Insomniac. Lo sviluppatore americano si è dato alla pazza gioia nella progettazione delle armi, ma ha scatenato ancora più fantasia nella creazione dei mondi di Rift Apart. In seguito all'incidente del Dimensionatore, il nostro eroico duo esplorerà nuovi pianeti nel tentativo di "rattoppare" un universo ormai in frantumi: le diverse dimensioni sono ora interconnesse, permettendo a Ratchet e Clank di inoltrarsi nelle fratture dello spazio-tempo per accedere a zone altrimenti innaccessibili. Con questo semplice pretesto, Insomniac ha dato un'importante svolta alla componente esplorativa di Ratchet & Clank, rendendola più stimolante e, per certi versi, appagante.

Gli scenari di Rift Apart sono più grandi e articolati di quelli presenti nei precedenti capitoli. Lo dimostra Nefarious City, metropoli "cyberpunkiana" dalla struttura labirintica e verticale, che incita il giocatore a scrutare ogni suo angolo per scoprire eventuali segreti e tesori nascosti. Sebbene il gioco non sconfini mai nel territorio degli open world, troviamo scenari molto vasti e lande smisurate: è il caso dell'Altopiano di Urfdah, sul pianeta Savali, dove Ratchet potrà sfrecciare liberamente con i suoi Hoverscarponi, o quello dell'Avamposto L51 di Sargasso, dove sarà persino possibile sorvolare i cieli del pianeta "a bordo" di un drago alieno. Su Blizar Prime, invece, la classica meccanica esplorativa viene stravolta dalla capacità di passare istantaneamente da un piano dimensionale all'altro per addentrarsi in una versione alternativa del pianeta in questione.

Visitando Zurkie's presso il Campo di detriti Scarstu si troverà un'arena, dove i giocatori si improvviseranno gladiatori affrontando combattimenti a ondate e "impegnative" boss fight, proprio come avveniva in alcuni degli episodi più acclamati della serie. Spazio anche agli enigmi ambientali, con una serie di sfide - dalle meccaniche basilari - che vedrà protagonista Clank.

Durante l'esplorazione sarà possibile imbattersi in una sacca dimensionale, ovvero dei livelli nascosti in cui si affronteranno sfide platform più o meno impegnative, al termine delle quali si verrà ricompensati con un nuovo pezzo d'armatura per Ratchet e Rivet - armature che conferiranno bonus e resistenze aggiuntive, oltre a un aspetto da "badass". Non dimentichiamoci delle singolarità, quei portali che potranno essere utilizzati per raggiungere punti sopraelevati e non solo, utilizzabili anche durante gli scontri in combinazione con lo Scatto Fantasma, una schivata che renderà Ratchet/Rivet invulnerabile per una piccola frazione di tempo.

Tutte queste aggiunte arricchiscono e movimentano il classico combat system di Ratchet & Clank, senza tuttavia strafare. Piccoli, ma apprezzatissimi passi avanti sul gameplay, anche se sul fronte della difficoltà abbiamo assistito a una retromarcia. Il livello di sfida di Rift Apart è tarato verso il basso, in maniera forse eccessiva: indipendentemente dal grado di difficoltà selezionato, i numerosi nemici che popoleranno la schermata non rappresenteranno mai una vera minaccia per Ratchet o Rivet e cadranno senza opporre troppa resistenza. Neanche la suddetta modalità Sfida riesce a rendere l'esperienza più stuzzicante agli occhi dei giocatori più navigati.

Caricamenti? Cosa sono?

Dopo aver scomposto e analizzato la formula di gioco, è giunto il momento di dare uno sguardo ravvicinato al comparto tecnico, la vera punta di diamante dell'opera di Insomniac Games. Ratchet & Clank: Rift Apart è un gioco next-gen a tutti gli effetti e lo dimostra offrendoci una qualità grafica senza precedenti, ma il vero miracolo avviene dietro le quinte, "nascosto" tra i colori sgargianti degli scenari e gli splendidi effetti visivi che sbocciano come fuochi d'artificio durante gli scontri.

Gli sviluppatori di Insomniac hanno sfruttato appieno la potenza di PlayStation 5 e, più precisamente, l'efficienza della sua unità di memoria a stato solido. Grazie all'SSD della console next-gen i tempi di caricamento sono ridotti all'osso, ma questo non si nota solo nel passaggio dal menù principale alla partita: i mondi di Rift Apart vengono renderizzati in un battito di ciglia, a prescindere dalla loro complessità o dalla quantità di elementi presenti su schermo. Il risultato lascia senza parole: durante gli eventi di Megalopolis i protagonisti vengono "sballottolati" da un universo all'altro, invadendo nuovi scenari senza alcuna soluzione di continuità, proprio come avviene quando ci si addentra in una sacca dimensionale o quando si salta da una singolarità all'altra.

È indubbiamente questo il punto di forza dell'intera produzione, almeno sul profilo tecnico. L'occhio vuole anche la sua parte e per fortuna Ratchet & Clank: Rift Apart soddisfa anche questo requisito, regalandoci una delle migliori esperienze visive disponibili su console. I personaggi, le armi e i mondi che li circondano godono di un elevatissimo livello di dettaglio e i relativi materiali sono facilmente distinguibili in qualsiasi scenario, merito di un sistema d'illuminazione che dà il meglio di sé abilitando il Ray Tracing. Quest'ultima tecnologia viene infatti supportata in due dei tre preset grafici disponibili, che includono una modalità Fedeltà e due modalità Performance.

Nella prima modalità, quella suggerita da Sony e Insomniac, il gioco girerà a soli 30 FPS - molto stabili, con sporadici e quasi impercettibili cali -, ma con una risoluzione pari a 4K e il supporto agli effetti in Ray Tracing, che includono ombre e riflessi renderizzati in tempo reale. A dirla tutta, noi abbiamo preferito optare per i 60 FPS, un frame rate più adeguato agli adrenalinici scontri di Ratchet & Clank che, a nostro parere, regala un'esperienza ancora più soddisfacente.

Volendo spendere qualche parola in più per il Ray Tracing, questo ci è parso leggermente sottotono se confrontato con quello offerto da Marvel's Spider-Man: Miles Morales, gioco che tuttavia è caratterizzato da uno stile grafico più vicino al fotorealismo e che, pertanto, offre una maggiore quantità di superfici riflettenti. Le riflessioni di Rift Apart restano comunque molto accurate e lo si nota nei livelli più bui, illuminati dal fuoco delle nostre armi o dalle corazze ipertecnologiche di Ratchet e Rivet. Manca in ogni caso quell'effetto "wow" tanto desiderato, da qui la nostra scelta di prediligere l'unico preset grafico sprovvisto del supporto al Ray Tracing.

Non ci sono note dolenti per quanto concerne il comparto sonoro. Il team audio di Insomniac ha realizzato un lavoro ineccepibile nella progettazione del suono 3D, posizionando accuratamente le diverse fonti sonore all'interno degli scenari, per la gioia dei possessori di un buon headset. Godibile la colonna sonora, che tuttavia non sembra mai decollare. Sorprendente il doppiaggio, soprattutto quello italiano, che vede il ritorno delle storiche voci di Ratchet, Clank e del Dr. Nefarious. Ancora più entusiasmante, a nostro parere, è invece la localizzazione effettuata per il Bel Paese, che ci ha spiazzati regalandoci citazioni e riferimenti alla pop culture nostrana.

In conclusione, Ratchet & Clank: Rift Apart si avvicina davvero tanto a essere la prima, vera killer application di PlayStation 5. Non gli manca quasi nulla: c'è una storia divertente, capace di intrattenere piccoli e grandi, condita da personaggi a dir poco strepitosi, siano essi buoni o cattivi; si spara molto e non ci si ferma mai, se non per comprare nuove armi e potenziarle (quasi) all'infinito; si viaggia e si esplorano mondi dallo stile unico, che cattureranno il giocatore sin dal primo istante.

Si avvicina, ma non oseremmo definirla una killer app con tutti i crismi. Rift Apart resta ancorato al passato della serie, ereditando lo stesso gameplay che abbiamo imparato ad amare con questo originale action/platform, ma che a distanza di quasi vent'anni rischia di risultare persino datato, se non fosse per le aggiunte e per le piccole implementazioni eseguite da Insomniac. Il nuovo capitolo oltrepassa le barriere della old-gen, ma non riesce a superarle tutte e si trattiene, quasi come per voler rimandare eventuali sorprese al prossimo (doveroso) appuntamento.

PRO

  • Un'avventura elettrizzante, adatta a tutte le età
  • Un arsenale fuori di testa, senza mezzi termini
  • Dal DualSense all'SSD: la tecnologia di PS5 sfruttata al massimo

CONTRO

  • Livello di sfida fin troppo basso
  • Il Ray Tracing è bello, ma non incanta
  • Un gameplay tradizionalista, quasi datato
40 Commenti
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al13508 Giugno 2021, 16:05 #1
il dual sense è un orgasmo per i sensi delle mani.
DJurassic08 Giugno 2021, 18:33 #2
Indubbiamente un capolavoro a livello tecnico, ma per il resto....boh....

Resto dell'idea che un It takes Two ha già vinto la palma d'oro del cartoon game dell'anno 2021.
coschizza08 Giugno 2021, 18:43 #3
Originariamente inviato da: DJurassic
Indubbiamente un capolavoro a livello tecnico, ma per il resto....boh....

Resto dell'idea che un It takes Two ha già vinto la palma d'oro del cartoon game dell'anno 2021.


It takes Two vince a mani basse
El Roy09 Giugno 2021, 00:40 #4
Mi sono sempre chiesto come fa a piacere questo genere di giochi (a parte i bambini fino a 8 anni)...
Titanox209 Giugno 2021, 08:56 #5
Originariamente inviato da: El Roy
Mi sono sempre chiesto come fa a piacere questo genere di giochi (a parte i bambini fino a 8 anni)...


dovresti provarlo poi capirai
albemarche09 Giugno 2021, 09:01 #6
Originariamente inviato da: El Roy
Mi sono sempre chiesto come fa a piacere questo genere di giochi (a parte i bambini fino a 8 anni)...


Infatti, un gioco che si finisce da solo anche al livello più alto di difficoltà, durata 7 ore (il doppio per il 100%, a quanto pare), che non innova un bel niente se non il comparto grafico, cose viste e riviste. Persino la gimmick che han tirato fuori per far vedere quanto è innovativo l'SSD di fatto è un rampino fatto peggio

Robetta per bambini, bambini ricchi tra l'altro visto il casto di 80 euro al lancio.
Lo vedremo sicuramente nel remake di Richie Rich
Titanox209 Giugno 2021, 09:19 #7
Originariamente inviato da: albemarche
Infatti, un gioco che si finisce da solo anche al livello più alto di difficoltà, durata 7 ore (il doppio per il 100%, a quanto pare), che non innova un bel niente se non il comparto grafico, cose viste e riviste. Persino la gimmick che han tirato fuori per far vedere quanto è innovativo l'SSD di fatto è un rampino fatto peggio

Robetta per bambini, bambini ricchi tra l'altro visto il casto di 80 euro al lancio.
Lo vedremo sicuramente nel remake di Richie Rich


bravo, adesso ritorna a giocare a valorant
nickname8809 Giugno 2021, 09:32 #8
Originariamente inviato da: coschizza
It takes Two vince a mani basse


It Takes Two necesita di 2 persone per divertirsi, R&C no invece, quest'ultimo inoltre gode sicuramente di una trama meno scialba, un ritmo di gioco più rapido, un ambiente di gioco più complesso lato interagibilità e ampio, un combat system di diverso stampo, ed una componente platforming di tutt'altro tipo.
Questo oltre alla grafica.

Se volete trovare un rivale di R&C va bene, che quest'ultimo possa avere difetti va bene ma non andate a tirarmi in ballo una produzione di tutt'altro tipo come It Takes Two. Non sono paragonabili.

E te lo dice uno a cui il platform in generale non piace.
albemarche09 Giugno 2021, 09:54 #9
Originariamente inviato da: Titanox2
bravo, adesso ritorna a giocare a valorant


Manco so cosa sia Valorant, complimenti per il commento di alto livello comunque
albemarche09 Giugno 2021, 09:56 #10
Originariamente inviato da: nickname88
It Takes Two necesita di 2 persone per divertirsi, R&C no invece, quest'ultimo inoltre gode sicuramente di una trama meno scialba, un ritmo di gioco più rapido, un ambiente di gioco più complesso lato interagibilità e ampio, un combat system di diverso stampo, ed una componente platforming di tutt'altro tipo.
Questo oltre alla grafica.

Se volete trovare un rivale di R&C va bene, che quest'ultimo possa avere difetti va bene ma non andate a tirarmi in ballo una produzione di tutt'altro tipo come It Takes Two. Non sono paragonabili.

E te lo dice uno a cui il platform in generale non piace.


La componente platform in un Ratchet & Clank è decisamente secondaria , per fortuna, visto che è tutt'altro che di prim'ordine.
E' un action tps con componenti platform, mica un platform puro.

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