Ridge Racer Unbounded: la nuova alba della serie, dagli autori di FlatOut
Sono trascorsi quasi vent’anni dal primo capitolo di Ridge Racer. Bugbear Entertainment riporta in pista la serie, discostandola dalla sua tradizionale natura ‘nipponica’ e conducendola verso lidi inesplorati. Il risultato è un racing game veloce e divertente, che strizza l’occhio a FlatOut e ai vecchi capitoli di Burnout.
di Davide Spotti pubblicato il 04 Aprile 2012 nel canale VideogamesConclusioni
Ridge Racer Unbounded ha un sapore di reboot, anche se Bugbear dal canto suo non ha mai parlato apertamente in questi termini nei mesi che hanno preceduto la release.
“Eravamo certamente interessati nei confronti di Blur e Split/Second, in quanto si trattava di titoli rispettabili. Non penso che ci sia nulla che non va in questi prodotti, semplicemente non hanno avuto riscontri dall’utenza, nonostante le recensioni positive. Penso che abbiamo imparato la lezione dalle esperienze di questi ragazzi e credo che stiamo mettendo a punto qualcosa di differente. Abbiamo inoltre il brand di Ridge Racer ad aiutarci nel generare interesse e alimentare il passaparola”, aveva dichiarato Jonaas Laasko la scorsa estate.
L’editor costituisce una soluzione coraggiosa ed è stato predisposto in modo tale da poter essere utilizzato senza alcuna remora da chiunque metta le mani su questo titolo. Si poteva fare di più per quanto riguarda la varietà degli asset proposti al pubblico, soprattutto per quello che riguarda la conformazione dei singoli isolati. Dopo aver speso numerose ore di gioco le sezioni sembrano infatti ripetersi senza soluzione di continuità, rendendo spesso simili tra loro anche i tracciati personalizzati.
In attesa del responso delle vendite ci sentiamo di promuovere il gioco nella sua nuova veste. Pur non esente da alcuni difetti e da una tendenziale linearità, diverte e appare molto immediato. Il fatto di aver ripreso caratteristiche proprie di altre produzioni, eliminando gran parte dell’essenza originaria del gioco, potrebbe essere recepito come una delusione da una fetta dell’utenza. Come però abbiamo già evidenziato il cambio di rotta era inevitabile, in seguito ai molti (per non dire troppi) anni di immobilismo.
7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infobeh io penso per il semplice motivo che il nome vende e nonostante non centri più nulla qualcuno lo attira lo stesso.
tra questo e quella specie di demo a pagamento per psvita non sò proprio dove voglia andare a finire Namco...ormai veramente i giappomongoli sono proprio alla frutta.
sono profondamente deluso e pensare che reputo Ridge Racer per psp tutt'ora un gran gioco...
Ma il modello di guida com'è?
"Drift Style" alla Ridge Racer o più lineare alla flatout?
Almeno hanno ammesso che il nome e' una pura operazione commerciale, e che serve solo per farsi pubblicita' gratis: questo gioco non c'entra NULLA con Ridge Racer!
E' la stessa cosa di quando fanno un qualsiasi gioco di corse e nel nome ci piazzano un "Test Drive X" o "Need for Speed Y" per fregare i fan delle serie.
Per esempio, non me ne vogliano gli amanti del tuning, ma Underground non c'entrava 'na mazza con la serie! Sara' anche un bel gioco, ma credo che buona parte del suo successo sia venuta dal nome "Need for Speed" attaccato con lo sputo: paragonerei quel gioco ad un episodio di Cucine da Incubo in cui Gordon Ramsay fa la televendita delle Miracle Blade
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