Last Day of June è un gioco sviluppato a Varese per PS4 e Steam

Last Day of June è un gioco sviluppato a Varese per PS4 e Steam

Il nuovo titolo di Ovosonico è decisamente promettente: a soli 19,99 Euro offre un'esperienza emozionale e dalla struttura di gioco decisamente atipica

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 15:01 nel canale Videogames
Halifax
 

Last Day of June ha raccolto tantissimi apprezzamenti da parte della stampa nel corso dell'E3 svoltosi nello scorso mese. Si tratta di un titolo previsto per PC e PS4 sviluppato da Ovosonico, la software house italiana fondata da Massimo Guarini che ha sede a pochissimi chilometri dagli uffici di Hardware Upgrade.

Parliamo di una produzione autoriale e intimistica, apertamente in contrasto rispetto ai canoni narrativi e a livello di meccaniche di gioco recentemente in voga nel contesto videoludico. Dalla grafica che ricorda gli acquerelli all'evocativa musica del famoso Steven Wilson, Last Day of June si contraddistingue per la profondità psicologica dei suoi protagonisti, ma anche per uno schema di gioco a incastri che farà scervellare i giocatori.

Fuor di dubbio che serva spendere qualche parola anche sulle musiche di Last Day of June, poiché i creatori si sono fortemente ispirati a Drive Home di Steven Wilson. Il nome è estremamente noto fra gli appassionati di musica progressive inglese poiché stiamo parlando del frontman dei Porcupine Tree (ma non solo, avendo aperti molti progetti paralleli). Universalmente considerato un compositore di grande levatura nonché polistrumentista di altissimo livello, averlo preso a modello costituisce sicuramente un notevole valore aggiunto per rendere al meglio attraverso le note le atmosfere intimiste che caratterizzano il gioco, a tutto vantaggio del pathos.

Abbiamo già visitato gli uffici di Ovosonico a Varese
La vicenda ruota intorno a una tragica fatalità che porta alla morte della giovane June in un giorno che sarebbe dovuto essere di giubilo. June ha infatti comprato un regalo per l'amato Carl e vuole consegnarglielo approfittando di una gita al lago, dando la sensazione di volergli rivelare qualcosa di molto importante. Improvvisamente, però, si scatena un forte temporale e i due sono costretti a rimediare in auto e a tornare a casa. Ma l'asfalto è molto sdrucciolevole e la vettura finisce fuori strada.

I toni allegri e la grafica con sfumature arancione lasciano tristemente spazio a una cupa e mesta atmosfera. Adesso prevale un opprimente viola. Tutto è buio. Carl è da solo, fa per muoversi ma non riesce. Accanto a lui una sedia a rotelle, è l'unico modo per spostarsi nella tetra abitazione. I segni dell'incidente sono evidenti sul suo corpo, June non c'è più.

In una stanza della casa scorge dei quadri: Carl dovrà attivarli per tornare indietro nel tempo e cercare di modificare il corso degli eventi e salvare l'amata. Per attivare i quadri dovrà esplorare il villaggio e trovare dei ritratti: a ciascun ritratto e a ciascun quadro corrisponde un personaggio chiave nel destino di June.

Detto così può sembrare complesso, ma in realtà Last Day of June è un'esperienza lineare, con scarse possibilità di interazione e rivolta a un pubblico trasversale che vuole innanzitutto godere di una storia particolare, il cui stile è inedito per il mondo dei videogiochi. Last Day of June è un'esperienza quasi completamente uditiva, seppure non ci siano dialoghi: nasce, infatti, dall'abilità di apprendere da Wilson di giocare con le tonalità per produrre dei sentimenti nel giocatore, come ha dichiarato lo stesso Guarini.

Come dicevamo è la struttura di gioco che conferisce particolarità a Last Day of June, che lo rende coinvolgente e che spinge il giocatore ad andare avanti tutto d'un fiato per scoprire il vero destino di June e il senso della storia, assolutamente criptico nelle prime ore di gioco. Stiamo parlando del famoso "effetto farfalla", ovvero dell'idea che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi cambiamenti sul lungo periodo.

O, se vogliamo fare un altro paragone con il mondo dell'arte, Last Day of June ricorda il classico film di Akira Kurosawa, Rashomon, perché il giocatore è portato a rivivere più e più volte la stessa storia con l'obiettivo di far incastrare le vicende nell'unico modo per cui è possibile salvare la vita di June.

Il tutto all'interno di meccaniche di gioco che ricordano l'avventura grafica classica, soprattutto in termini di consequenzialità. Nel senso che dovrete risolvere certe situazioni per aprirvi delle strade che vi consentano di andare avanti nella vicenda.

Come dicevamo, ci sono quattro personaggi cruciali nel villaggio di Carl e June, che determinano il destino dei due amati. Un ragazzino che gioca con il pallone o l'aquilone, una donna apparentemente innamorata di Carl, un cacciatore intenzionato a seguire le gloriose orme del padre e un vecchio anziano. Se inizialmente è la sbadataggine del ragazzino, che perde il pallone lasciandolo finire sulla strada dove sbanderà l'auto guidata da Carl, a innescare gli eventi che porteranno alla morte di June, successivamente anche gli altri tre personaggi saranno fatali in maniere simili.

Senza rivelarvi troppo, Carl dovrà immedesimarsi nei quattro per sbloccare una serie di passaggi e risolvere certi enigmi. Infatti, non tutti e quattro interagiscono nello stesso modo con gli oggetti presenti nel villaggio dove si svolgono le vicende e in certi casi bisognerà impersonarne uno in particolare per aprire la strada a un altro. Se per ciascuno di loro Carl deve modificarne le azioni al fine di non influire sull'incidente, in certi momenti dell'avventura dovrà ripristinare il flusso degli eventi originale per dare modo a un altro personaggio di comportarsi in maniera differente. La combinazione di tutti questi incastri produrrà il flusso di eventi definitivo portando alla fine della storia.

Le interazioni con gli ambienti sono ridotte all'osso: sostanzialmente si possono solamente usare gli oggetti che si evidenzieranno di volta in volta a seconda dello stato dell'avventura. Sparsi nei livelli di gioco anche degli oggetti collezionabili, attivabili solo con il personaggio corrispondente.

Il villaggio è di dimensioni abbastanza importanti ed è ricreato con una grafica convincente mossa dal motore grafico Unity. Gli scenari sono dettagliati, anche se l'ambiente di gioco non è vastissimo. Il pastello esalta la profondità artistica di Last Day of June, mentre un forte effetto di depth of field aiuta l'autore a sottolineare le parti dell'immagine su cui desidera che l'attenzione del giocatore si concentri.

Nelle sequenze in cui si gioca di notte bisogna prestare attenzione a delle vignette con i toni arancioni, perché rivelano importanti dettagli sulla vicenda personale di Carl e June. Inoltre, i flashback che il giocatore abiliterà in base alle proprie scelte daranno significato a quelle azioni che in un primo momento sembravano inutili all'interno del contesto narrativo, lasciandolo assolutamente di sasso quando inizierà a capire la verità.

È una struttura a incastri che ti prende, ma con uno sfondo emotivo molto forte e una storia comunque dai toni importanti e carica di tensione, oltre che di tristezza. Da una parte emerge lo spessore artistico che Ovosonico aveva già dimostrato di possedere con Murasaki Baby, dall'altra lo stile comunicativo accattivante offerto in dote dalla regista Jess Cope, che nel suo curriculum annovera un ruolo come animatrice in “Frankenweenie” di Tim Burton e la direzione del video dei Metallica “Here Comes Revenge”. Steven Wilson, infatti, non è l'unico nome di grido ad aver lasciato la propria impronta artistica in Last Day of June, perché le animazioni fluide e incantevoli ispirate ai precedenti lavori di Jess Cope giocano un ruolo altrettanto importante rispetto alla struttura a incastri e alle musiche. La stessa Cope ha collaborato attivamente al progetto Last Day of June in qualità di additional writer.

Massimo Guarini ha fondato Ovosonico insieme a Gianni Ricciardi, che è anche Sound Designer per Last Day of June e Murasaki Baby. Sono due professionisti dell'industria dei videogiochi con più di dieci anni di esperienza sulle spalle, che hanno lavorato su progetti videoludici di grande risonanza internazionale, oltre che per produttori conosciuti in tutto il mondo. Nello specifico, Guarini ha lavorato direttamente sulle serie Rainbow Six e Splinter Cell. Si è occupato del design di gioco di titoli di quel brand che rimangono nella storia come Rainbow Six 3 Raven Shield, e più recentemente di Shadow of the Damned per Grasshopper Manufacture e Naruto: Rise of a Ninja per Ubisoft.

Last Day of June è un progetto italiano a tutto tondo, perché non è solamente sviluppato da un team italiano, ma è anche prodotto dal nostro paese. Se ne occupa, infatti, 505 Games, un'etichetta che già possiede Kunos Simulazioni (Assetto Corsa) e che ha ormai respiro internazionale. 505 Games appartiene al gruppo Digital Bros.

In definitiva, Last Day of June è un'esperienza alternativa, suggestiva e importante sul piano artistico. Per forza di cose è destinata a un pubblico più adulto e meno hardcore rispetto a quello tradizionale del videogiochi: ma la struttura a incastri della vicenda e l'emozionalità di questa storia sono aspetti che non possono essere limitati a un unico pubblico di riferimento.

Last Day of June sarà disponibile su PS4 e Steam dal 31 agosto.

2 Commenti
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oxidized19 Luglio 2017, 15:51 #1
certo che comunque "Ovosonico" è proprio un nome di pupu
jepessen19 Luglio 2017, 21:58 #2
Originariamente inviato da: oxidized
certo che comunque "Ovosonico" è proprio un nome di pupu


Perche', Google, Blizzard, Ubisoft sono nomi migliori? E' che a quelli ci siamo abituati, oltre a fatto che l'inglese rende piu' in qualsiasi titolo o descrizione... A me non dispiace come nome, e neanche il gioco...

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