GeoHot, il famoso hacker di PS3, assunto da Google

GeoHot, il famoso hacker di PS3, assunto da Google

L'hacker che ha violato le misure di sicurezza di PS3 è stato assunto da Google per lavorare sulla più recente iniziativa di sicurezza della società.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 10:21 nel canale Videogames
Google
 

George Hotz, meglio conosciuto come GeoHot e per aver raggiunto un molto discusso accordo con Sony dopo aver rilasciato il jailbreak di PlayStation 3, raggiunge un nuovo team di Google per il quale si occuperà nello specifico "delle tecniche, degli obiettivi e delle motivazioni che stanno alla base delle azioni degli hacker", si legge in una dichiarazione divulgata da un ricercatore di Google, Chris Evans.

"La gente dovrebbe essere in grado di usare il web senza il timore che un criminale o qualcuno che agisce per conto dello Stato sfrutti un qualche bug del software per infettare il computer, rubare segreti o monitorare le conversazioni", ha scritto Evans. "Eppure, negli attacchi più sofisticati, si assiste all'uso delle vulnerabilità 'zero-day' per sorvegliare, ad esempio, gli attivisti per i diritti umani o per azioni di spionaggio industriale. Tutto questo deve avere fine e pensiamo di avere le competenze per affrontare il problema".

Il nuovo piano di Google risponde al nome di Project Zero, ovvero un team composto da personale super-esperto che segnalerà le vulnerabilità del software direttamente agli sviluppatori non appena queste saranno individuate, insieme a una serie di dettagli e di dati storici sulle precedenti vulnerabilità dello stesso tipo.

È una svolta per GeoHot, dopo che era diventato famosissimo nel 2011 per quel jailbreak, quando decifrò la "root key" di PS3 e la rese pubblica online. Sony trascinò Hotz in tribunale, il quale gli assegnò un'ingiunzione permanente e gli impedì di fare altri hacking sui prodotti Sony.

15 Commenti
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CippoLeo18 Luglio 2014, 12:12 #1

complimenti

complimenti a questo ragazzo, che va ricordato non solo per il jailbreak della ps3, ma anche per il jailbreak di ios quando ancora c'era l'iphone 4...
gospel18 Luglio 2014, 12:40 #2
Originariamente inviato da: CippoLeo
complimenti a questo ragazzo, che va ricordato non solo per il jailbreak della ps3, ma anche per il jailbreak di ios quando ancora c'era l'iphone 4...


a dire la verità ha iniziato a lavorare sul mondo apple già sullo sviluppo di Blackra1n per iphone 2g, ma il primo rilascio fu con il programma Purplera1n che permetteva il jailbreak dell'iphone 3gs..
Therinai18 Luglio 2014, 15:35 #3
"La gente dovrebbe essere in grado di usare il web senza il timore che un criminale o qualcuno che agisce per conto dello Stato sfrutti un qualche bug del software per infettare il computer, rubare segreti o monitorare le conversazioni"

Mi pare un po' una boiata utopica e demagogica. Anche poter circolare in stazione centrale senza timore sarebbe un diritto, giusto per fare un esempio a caso...
s0nnyd3marco18 Luglio 2014, 17:43 #4
Originariamente inviato da: Therinai
Mi pare un po' una boiata utopica e demagogica. Anche poter circolare in stazione centrale senza timore sarebbe un diritto, giusto per fare un esempio a caso...


Puro marketing. Al massimo per evitare danni sui loro datacenter. Il governo usa puo' pretendere le chiavi di qualunque server, anche di quelli al di fuori del territorio usa, ma appartenenti ad societa' americane. Quindi di cosa stiamo parlando?
maxsy19 Luglio 2014, 00:13 #5
Originariamente inviato da: s0nnyd3marco
Puro marketing. Al massimo per evitare danni sui loro datacenter. Il governo usa puo' pretendere le chiavi di qualunque server, anche di quelli al di fuori del territorio usa, ma appartenenti ad societa' americane. Quindi di cosa stiamo parlando?


..e non.
anche non appartenenti ad società americane. vedi la storia di megaupload
s0nnyd3marco19 Luglio 2014, 10:19 #6
Originariamente inviato da: maxsy
..e non.
anche non appartenenti ad società americane. vedi la storia di megaupload


Non credo possano pretentedere legalmente nulla se la società non è americana ed ha fisicamente sede all'estero.
maxsy19 Luglio 2014, 13:47 #7
Originariamente inviato da: s0nnyd3marco
Non credo possano pretentedere legalmente nulla se la società non è americana ed ha fisicamente sede all'estero.


nel caso di megaupload & co non hanno preteso nulla sono andati là e sequestrato tutto.

non ricordi?

nel caso di istituzioni di nazioni potenti come USA capita a volte di vedere azioni diciamo ''poco ortodosse''
VikyUltrasNapoli19 Luglio 2014, 14:37 #8
Finisce sempre cosi in questi casi. Complimenti a questi hacker.
s0nnyd3marco20 Luglio 2014, 09:54 #9
Originariamente inviato da: maxsy
nel caso di megaupload & co non hanno preteso nulla sono andati là e sequestrato tutto.

non ricordi?

nel caso di istituzioni di nazioni potenti come USA capita a volte di vedere azioni diciamo ''poco ortodosse''


No, sinceramente non ricordo.
Ma come fai a sequestrare qualcosa che è fuori dalla tua giurisdizione?
maxsy20 Luglio 2014, 12:37 #10
Originariamente inviato da: s0nnyd3marco
No, sinceramente non ricordo.
Ma come fai a sequestrare qualcosa che è fuori dalla tua giurisdizione?


basta digitare magaupload ed FBI su google e ti escono le notizie sulla vicenda

come hanno fatto? alcune cose, come vedi, succedono e basta. in questo caso forse e' stato un bene perche la situazione era diventata esagerata

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