Resident Evil 7 è ciò che serviva alla VR

Resident Evil 7 è ciò che serviva alla VR

Dopo 5 anni dall’uscita Resident Evil 6 Capcom torna alle radici del genere survival horror proponendo un ottimo titolo in prima persona, tecnicamente solido e di elevata difficoltà seppur non particolarmente longevo.

di Marco Fiore pubblicato il nel canale Videogames
HalifaxCapcomResident Evil
 

Introduzione

Capcom torna alle radici del genere survival horror proponendo un ottimo titolo in prima persona, tecnicamente solido e di elevata difficoltà seppur non particolarmente longevo
Una gradita ed inaspettata sorpresa. Questo in estrema sintesi è quanto si arriva a pensare dopo aver completato Resident Evil 7. Sarà per via di una strategia di marketing particolarmente fuorviante e volutamente vaga, volta ad instillare dubbi ed incertezze in giornalisti e giocatori sulla reale trama, o per il fatto che gli ultimi Resident Evil hanno dimostrato di avere più di qualche carenza in termini di qualità e gameplay rispetto al passato ma pochi si aspettavano di trovare in RE7 un prodotto di così buona fattura, confezionato ad arte per sorprendere, spaventare ed immergere il giocatore in un survival horror come Capcom non produceva da anni. Il primo passo per la realizzazione di tale successo è stato senza dubbio l’appena citata strategia di marketing: dopo il rilascio della demo “Beginning Hour” era molto forte il dubbio che il settimo capitolo della serie potesse risultare snaturato di fronte ai canoni della serie, sia per via del passaggio in prima persona (una delle scelte rivelatesi vincenti in realtà), sia per il cambio radicale di ambientazione che non lasciava trasparire alcun indizio o collegamento al mondo di Resident Evil. E in effetti nulla lascia presagire che ci si trovi nell’universo di Resident Evil. Ethan Winters, protagonista del gioco e vedovo da ormai tre anni, riceve improvvisamente un videomessaggio alquanto criptico dalla defunta moglie Mia che rivela di essere ancora viva e gli chiede di non cercarla in alcun modo. A questo messaggio segue poi un indirizzo di una villa in Louisiana, nel sud degli Stati Uniti, setting principale (ma non unico!) presso cui si svolge gran parte della trama.

Per correttezza nei confronti dei lettori e di Capcom abbiamo preferito non inserire spoiler o rivelazioni in merito alla trama a parte qualche informazione relativa all'inizio, ritenendo infatti che il gioco sia un’esperienza particolarmente forte emotivamente che il lettore dovrebbe poter godere nella sua completezza, sfruttando tale recensione puramente per valutare l’acquisto o meno di RE7.

 
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