Final Fantasy XV: recensione e confronti

Final Fantasy XV: recensione e confronti

Ecco le nostre impressioni sul nuovo capitolo della celebre serie fantasy dopo aver completato la storia in circa 30 ore. Final Fantasy XV alterna elementi di cristallina qualità a qualche passaggio a vuoto, dovuto soprattutto alla lunghissima gestazione che ha dovuto attraversare.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Square EnixFinal FantasyKoch Media
 

Erede al trono

La delicatezza dei personaggi, la maestosità di certi nemici e di certe situazioni, una storia coinvolgente, un mondo di gioco pressoché sterminato e un sistema di combattimento riuscito, sono questi gli elementi di Final Fantasy XV che hanno entusismato di più gli appassionati in questa fase di lancio. Si tratta, come sa chi segue le news sui videogiochi, di uno dei progetti più travagliati degli ultimi anni, alla stregua di Duke Nukem Forever o di The Last Guardian, il che si ripercuote anche sui contenuti di gioco veri e propri, con un certo stridore tra materiali legati alla prima fase dello sviluppo e quelli aggiunti successivamente.

Final Fantasy XV esalta ancora una volta quel connubio tra stupore ed epicità che non può mancare in un Final Fantasy degno di questo nome
Inizialmente, Final Fantasy XV venne annunciato con il nome di Final Fantasy Versus XIII. Era il 2006, ed era destinato a PlayStation 3 facendo parte della nuova serie di titoli basati sulla mitologia del Cristallo. Diretto da Tetsuya Nomura, ideatore dei personaggi e dello scenario, il gioco ha subito una forte inversione di marcia a sviluppo in corso: il progetto è stato infatti rilevato da Hajime Tabata nel 2012, che ha impresso un importante cambiamento di orizzonte. Non solo un videogioco, ma un vero e proprio universo, come abbiamo già visto qui.

Le vicende di Final Fantasy XV ruotano attorno a un gruppo di quattro ragazzi, il cui aspetto estetico è volutamente sopra le righe, hanno acconciature molto particolari e un atteggiamento decisamente, passateci il termine ma li descrive al meglio, "emo". La delicatezza della narrazione tipica della serie torna qui in forma praticamente pedissequa, alternandosi a combattimenti contro creature convincenti e maestose, esaltando ancora una volta quel connubio tra stupore ed epicità che non può mancare in un Final Fantasy degno di questo nome. Del gruppo fa parte Noctis, erede designato del regno e futuro sposo di Lady Lunafreya di Tenebrae.

La storia di Final Fantasy XV nella sostanza ruota intorno all'infinito viaggio di Noctis nel tentativo di raggiungere la sua amata. Una storia d'amore mischiata a epopea magica che parte dalla separazione di Noctis dal padre, il Re Regis Lucis Caelum CXIII. Apparentemente Regis vuole sollecitare le nozze del figlio con Luna, ma in realtà sta semplicemente agendo da padre premuroso che vuole preservare il figlio da quanto di terribile sa che sta per accadere. L'Impero è in procinto di attaccare il Regno e lo farà in maniera veemente, uccidendo lo stesso Regis e rendendo irritrovabile il Cristallo, ovvero colui che attribuisce il potere nel mondo di Eos.

Il ricongiungimento con Luna gli darà, però, forza: lei, bellissima e leggiadra, quasi divina, diventa irrinunciabile per Noctis
Centotredicesimo Re di Lucis, Regis perde dunque la vita durante l'assalto Imperiale a Insomnia. Il precoce invecchiamento e il passo claudicate erano il segno visibile del fardello impostogli dalla barriera magica a protezione della capitale, che richiedeva il sacrificio della sua stessa energia vitale.

Man Mano che si prosegue nella storia Noctis acquisisce sempre più potere recuperando la tradizione e l'eredità della sua famiglia reale. Con le armi ancestrali e le abilità che questa avventura gli conferirà sarà in grado di fronteggiare l'Impero anche se qualcosa, che si evidenzia in particolar modo con una serie di fitte alla testa, sembra volergli impedire di adempiere al suo scopo. Il ricongiungimento con Luna gli darà, però, forza: lei, bellissima e leggiadra, quasi divina, diventa irrinunciabile per Noctis. Nonostante ogni tipo di avversità gli si pari dinnanzi al suo cammino.

 
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