BioShock The Collection: la grande occasione per i ritardatari

BioShock The Collection: la grande occasione per i ritardatari

BioShock The Collection comprende tutti i contenuti single player originariamente presenti in BioShock, BioShock 2 e BioShock Infinite, così come tutti i contenuti di espansione, il pacchetto Columbia’s Finest e il commento degli autori Ken Levine e Shawn Robertson.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
2K Games
 

Un'eccezione

Normalmente sono sempre molto freddo di fronte alle operazioni di remastering: oltre al diffuso deficit di creatività che esse denunciano, troppo di sovente sembrano rispondere solo all’esigenza di far fruttare al massimo un prodotto di successo.

La ‘moda’ delle ‘remastered’ è definitivamente esplosa in presenza delle ultime generazioni di console
I videogiochi in versione ‘remastered’ non possono nemmeno essere paragonati ai remake cinematografici: questi ultimi propongono un vero rifacimento - spesso sorprendente (il che non è per forza un complimento - della pellicola originale, mentre le ‘remaster’ sono una mera riproposizione letterale del gioco originale, arricchito solo di un comparto audio/video aggiornato agli standard moderni.

La ‘moda’ delle ‘remastered’ è definitivamente esplosa in presenza delle ultime generazioni di console: macchine che non hanno la forza ‘bruta’ per surclassare gli hardware precedenti tramite vere rivoluzioni e che, quindi, hanno buon gioco nel rimpolpare le loro - spesso a lungo carenti - line-up di giochi con versioni ‘abbellite’ di titoli usciti solo pochi mesi prima.

La ricerca del massimo risultato con il minimo sforzo? Pare di sì, anche perché per una manciata di riedizioni di titoli davvero datati (e quindi pesantemente da ritoccare) e di difficile reperibilità, si hanno a disposizione moltissime riedizioni di titoli relativamente recenti.

Non parliamo nemmeno della quasi totale assenza di remake veri e propri: quanti grandi titoli sono stati riproposti con migliorie non solo grafiche, ma anche in termini di giocabilità, narrazione, direzione artistica (come, per intenderci, fu Metal Gear Solid: Twin Snakes)?

Da questa breve introduzione, comprenderete come non sia mai propenso a rigiocare dei titoli, ancorché in versione remastered: c’è troppo altro da provare - sia per passione, sia per lavoro - e rivivere un’esperienza pressoché identica, per quanto molto più bella da vedersi, mi dà pochi stimoli, mi annoia rapidamente.

Per la Collection di Bioshock, però, ho fortemente voluto fare un’eccezione. E per più motivi.

 
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