Abzu è una suggestiva esperienza sensoriale del mondo marino

Abzu è una suggestiva esperienza sensoriale del mondo marino

Lo studio emergente Giant Squid ci offre una suggestiva lettura del mondo marino e delle specie che popolano i fondali, attraverso un’esperienza misteriosa e sensoriale. Lo stile ermetico della rappresentazione e la riuscita alternanza tra colori e musica è un dichiarato omaggio a Journey.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Halifax
 

L’eredità di Journey

L’ambiente sottomarino possiede un fascino tutto particolare per l’essere umano. L’impossibilità di esplorare senza vincoli i fondali che ricoprono una porzione preponderante del nostro pianeta e di carpirne tutti i segreti è alla base di una consolidata mitologia, che si estende dai misteriosi mostri distruttori degli abissi, proseguendo con le storie che narrano di ninfe e sirene, per arrivare fino al mito della civiltà sommersa di Atlantide. Allo stesso tempo sussiste la curiosità per i meccanismi che regolano il funzionamento di un ecosistema così complesso e frastagliato, con la sua fauna, i coralli e la vegetazione, i colori svelati dalla luce filtrante del sole sul pelo dell’acqua.

Particolari densi di suggestione che hanno convinto Matt Nava a sviluppare un’opera dall’essenza molto particolare. ABZU ci prende per mano e ci conduce in un viaggio fugace ma intenso, convertendo la poesia interattiva che pervadeva il deserto di Journey e riformulandone gli esiti. Non è un caso che i due progetti possiedano chiari punti di contatto, se pensiamo che il fondatore di Giant Squid ha precedentemente lavorato proprio nelle fila di thatgamecompany, dando il proprio contributo allo sviluppo di Flower, e dello stesso Journey, in qualità di art director.

Abzu recupera il bagaglio di esperienze sensoriali proposto da Journey per convertirlo in una rappresentazione interattiva visivamente agli antipodi
Il piccolo studio californiano si è posto un obiettivo chiaro: recuperare il bagaglio di esperienze sensoriali proposto da Journey per convertirlo in una rappresentazione interattiva visivamente agli antipodi. Nava desiderava ribaltare il piano, creare qualcosa che sprizzasse vita da ogni pixel, e il contesto marino si sposava magistralmente con lo scopo perseguito. Le distese aride e i filtri quasi monocromatici che sostenevano Journey hanno ceduto il passo a un paesaggio rigoglioso e pulsante, dai cromatismi intensi, dove l’energia dei pesci riuniti in branco si contrappone all’incedere deciso dei predatori.

Lo scopo che si prefigge ABZU non è quindi orientato alla riproduzione simulativa, Giant Squid non desiderava replicare con fedeltà assoluta l’atto di immergersi al di sotto della superficie, e nemmeno ricreare con certosina aderenza scientifica i comportamenti delle specie presenti sul fondo del mare. Al contrario sono prevalse chiavi di lettura artistiche e metaforiche, che accendono lo spirito interpretativo del fruitore, stimolandolo a leggere tra le pieghe di un racconto silente.

Peraltro, nel corso dello sviluppo, Nava ha preso parte ad alcune sessioni d’immersione in compagnia del lead engineer Brian Balamut. Proprio grazie a quest’esperienza i due sviluppatori hanno potuto assumere familiarità con il mondo che intendevano rappresentare su schermo, rendendosi conto che i dati e le strumentazioni finiscono inesorabilmente per essere messi in secondo piano al cospetto della maestosità di madre natura. Con questa rinnovata consapevolezza sono state accantonate le propensioni descrittive, per donare al pubblico un’interessante fuga dalla realtà.

 
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