11 videogiochi italiani indipendenti su ID@Xbox

11 videogiochi italiani indipendenti su ID@Xbox

Microsoft ha organizzato a Milano un evento di tipo showcase volto a dare voce agli sviluppatori indipendenti italiani. Attraverso la piattaforma ID@Xbox intende offrire la possibilità di lanciare i giochi indipendenti sulla console Xbox One, oltre che su Windows 10. Andiamo a scoprire questi 11 titoli, nella maggior parte dei casi decisamente ispirati, e gli strumenti che Microsoft metterà a disposizione per sostenere il mondo dello sviluppo italiano.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Albedo, Redout e Hyperdrive Massacre

Albedo: Eyes from Outer Space è invece un'avventura in prima persona molto suggestiva e ambientata in spazi claustrofobici. Questo gioco è sviluppato da un'unica persona, Fabrizio Zagaglia, descritto durante l'evento come "uno dei migliori programmatori conosciuti in carriera". Fabrizio ha lavorato su Unity Engine 4 per garantire scenari realistici dotati di illuminazioni molto fedeli.

Albedo è un'avventura in prima persona con componenti action ambientata in 20 stanze dalle quali bisogna uscire combinando gli oggetti presenti negli scenari e quelli disponibili nell'inventario. Secondo Fabrizio servono circa 10 ore per completare il tutto. Questa avventura è ispirata dai film di fantascienza anni '60 e vede i giocatori nei panni di una guardia notturna in un laboratorio segreto semi abbandonato conosciuto come Jupiter. Dopo un'esplosione ci si ritrova in un vecchio scantinato, dal quale si dovrà venire fuori affrontando una serie di creature minacciose, elementi puzzle e momenti FPS più movimentati. Il gioco è disponibile anche su Steam.

Ampiamente interessante è anche Redout, sviluppato da 34BigThings, su Unreal Engine 4. Questo gioco, che riproduce le classiche meccaniche di titoli come Wipeout dove bisogna mantenere alta la velocità senza sbattere sui muri a bordo pista, è curioso per la presenza di alcune location di gioco tipicamente italiane (abbiamo scorto una Abruzzo Bridges ad esempio) e per un modello di guida basato sulla fisica dinamica. Il floater magnetico che si trova alla base del veicolo, infatti, è costruito con l'aiuto di ingegneri che hanno aiutato a simulare le forze repulsive e attrattive che ritroviamo alla base, ad esempio, anche dei rollercoaster.

È proprio l'effetto Redout che dà nome al gioco: quando il veicolo punta a velocità verso giù le forze G negative che si vengono a creare fanno defluire velocemente il sangue dalle parti basse del corpo alla testa rendendo rossa la visuale (l'opposto del greyout). Il giocatore deve quindi assecondare la presenza di salite e discese nelle piste, agendo di conseguenza sullo stick del gamepad, per evitare l'incorrere del Redout e che lo schermo diventi rosso riducendo la visibilità sul circuito. A seconda delle salite o delle discese previste dalla pista, quindi, cambia in maniera dinamica la fisica del floater, e questo risulta evidente anche dalle appendici aerodinamiche che si muovono sulla scocca del veicolo. Redout è previsto su PC e PS4, oltre che su Xbox One, ed è sviluppato da un team che include alcuni veterani provenienti da Milestone. Ci è stato detto che il gioco gira già a oltre 60fps su PC e che il team spera di avere frame rate alti anche su console.

Sempre di 34BigThings all'evento abbiamo avuto modo di giocare a Hyperdrive Massacre. Questo gioco si ispira agli sparatutto anni '80 e offre la possibilità di giocare in multiplayer locale a un massimo di 4 giocatori. Come in Asteroids il gameplay è bidimensionale e i giocatori possono dotare le navicelle di una serie di armi come mitragliatori, missili, granate a frammentazione ma anche vari tipi di scudi. Hyperdrive Massacre è già disponibile su Steam.

Mentre 34BigThings ha sviluppato Redout su Unreal Engine 4, è passata a Unity 4 nel caso di Hyperdrive Massacre. Una decisione curiosa che dipende ovviamente dagli scopi diversi dei due giochi: mentre il primo richiede scenari suggestivi e dettagliati poligonalmente, il secondo dei titoli citati è più immediato e adrenalinico. "Unreal Engine 4 è più veloce se si considera la grafica, ma richiede più lavoro ai programmatori rispetto agli artisti. Unity è il contrario", ci hanno spiegato i ragazzi di 34BigThings. Questo dipende dall'impostazione dei Blueprint scelta da Epic per Unreal Engine 4, che avevamo già esaminato in questo articolo: i Blueprint sono più immediati rispetto alla struttura più tradizionale di Unity 4 (attenzione che non si parla di Unity 5, che è diventato più simile a Ue 4), e consentono di creare veri e propri videogiochi anche senza "codare", ma anche più macchinosi da usare e per questo richiedono più tempo lato programmazione.

 
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