Payday 2 è tensione, pianificazione ed un bel pizzico di fortuna

Payday 2 è tensione, pianificazione ed un bel pizzico di fortuna

I secondi scivolano lenti sullo schermo del trapano elettrico, un’eternità di tempo, un’eternità di cose che possono andare storte. Payday 2 è uno sparatutto co-op in cui, insieme a una squadra composta da altri tre membri, il giocatore deve organizzare e perpetuare rapine nelle banche e in altri luoghi che custodiscono valori importanti.

di Gioacchino Visciola pubblicato il nel canale Videogames
 

I primi momenti di gioco

Sono entrato in partita per la prima volta in maniera un po’ arrogante: tra Ocean’s Eleven, Heat e le Iene, pensavo di avere il curriculum adatto per l’occasione.

Inutile dire come le prime rapine si siano rivelate un vero disastro. Con poca conoscenza delle meccaniche di gioco e della mappa, Payday 2 si rivela un gioco davvero ostico: bisogna tenere d’occhio i civili, le telecamere, le guardie, evitare i metal detector e fare in modo che nessuno di questi attori / oggetti allerti le forze dell’ordine.

A rendere il tutto ancora più difficile nei primi istanti è la mancanza di qualsivoglia abilità. Certo, ogni classe iniziale parte già con un piccolo bonus unico, ma è qualcosa che aiuta davvero poco. Per poter usufruire delle chicche micidiali capisco che dovremmo rapinare un bel po’ di posti.

Un cittadino ci vede e chiama di volata la polizia ; è questione di momenti prima che arrivino, ed è tempo di tirare fuori i grossi calibri. I poliziotti non hanno nessuna intenzione di lasciarci andare, e ci caricano con qualsiasi cosa abbiano a disposizione. Molto diligentemente (in modo codardo), ho optato per il livello di difficoltà “normale”. Davanti a me solo molti poliziotti e “qualche” squadra Swat, nulla di insormontabile.

Mentre un amico finisce gli ultimi ritocchi all’interno della gioielleria, mettendo nei sacchi tutta la refurtiva, sento crescere in me il fattore “Tony Montana”; decido di uscire per ripulire le strade da eventuali ostacoli, preparando la via per la fuga. E’ una battaglia di attriti. La polizia non brilla certo per intelletto, ma loro possono contare su rinforzi continui (leggasi infiniti) e noi su limitate munizioni.

La corsa finale è quella che più ci esalta e ci diverte. Con poca vita e non tutto il malloppo desiderato, riusciamo ad entrare infine nel furgone, contenti del magro ma sudato guadagno.

 
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