Far Cry 3 Blood Dragon: si torna negli anni '80

Far Cry 3 Blood Dragon: si torna negli anni '80

Espansione stand-alone di Far Cry 3, Blood Dragon rivede la grafica e gli scenari del capolavoro di Ubisoft Montreal in chiave film di fantascienza anni '80. Dissacrante come ci hanno abituato i film con i vari Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Chuck Norris e, ed è proprio il caso di nominarlo, Michael Biehn, Blood Dragon diventerà un cult per tutti i fan del genere.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
UbisoftFar Cry
 

Quando premi fuoco, urla insieme al tuo personaggio

Ubisoft Montreal ha avuto veramente una bella idea per questo contenuto stand-alone di Far Cry 3: rivedere il mondo di gioco del famosissimo shooter in chiave film di fantascienza anni '80, con tanto di ironia, personaggi sopra le righe, i cliche di quelle storie e ovviamente decine e decine di citazioni, dai film più disparati che hanno segnato un epoca. E, tra le tante cose, ovviamente non manca la possibilità di impugnare un pesantissimo mini-gun, sparare a qualsiasi cosa si muova sullo schermo perdendo il senso della presenza del nemico, e gridare disperatamente!

Ubisoft Montreal ha diretto i lavori su questa espansione, che è poi stata rifinita dagli altri studi che ruotano intorno all'orbita del team che ha allestito il Dunia Engine, come quelli di Bucarest e di Shanghai. Blood Dragon è pesantemente basato sull'infrastruttura tecnologica di Far Cry 3, riproponendo quindi lo stesso tipo di free roaming e lo stesso sistema di abilità, oltre che quelle meccaniche di firing e di interazione con il mondo di gioco.

Una volta avviato Blood Dragon (che ripetiamo a scanso di equivoci, non richiede il gioco originale per funzionare), si ha proprio la sensazione di aver inserito una VHS nel videoregistratore, visto che la prima cosa che appare è il logo Ubisoft in stile retrò. Sin dalle prime battute Ubisoft vuole far capire che si tratta proprio di un omaggio ai nostalgici.

Le vicende sono raccontate con schermate statiche, mentre tutto è parlato in italiano così come nel gioco originale. I disegni ricalcano ancora una volta lo stile che è al centro di questa produzione, mentre i personaggi, tutti a metà tra esseri umani e cyborg, strappano più di una risata, ma anche ammirazione per come sono caratterizzati. Come dicevamo, dovete aspettarvi tutti i cliche narrativi dei film dell'epoca, come i comunisti nel ruolo dei cattivi e gli americani che salvano il mondo, la ragazza più bella che si innamora del protagonista e lui che deve salvarla dai cattivi, oltre che i più arzigogolati piani per prendere il controllo del mondo.

In realtà, comunisti e americani scoprono che su un'isola caraibica sono state rinvenute tracce di una specie animale non ancora conosciuta, appunto i Blood Dragons che danno il titolo al gioco. Il sangue di queste creature è molto potente, e può essere usato per creare un esercito invincibile, in grado finalmente di spostare gli equilibri nell'annosa Guerra Fredda. Solo che ben presto ci si accorge che tale sangue, una volta innestato nei soldati, comporta degli effetti secondari, e si finisce con il perdere il controllo di questi ultimi.

Un ex militare, Sloan, intende prendere il controllo dell'isola per arricchirsi con i Blood Dragons, sui quali inizia a fare degli esperimenti incrociati. Ma ecco che i buoni inviano sull'isola un commando per ristabilire l'ordine. Il commando è composto da Spider, anche lui un umano fortemente modificato, e dal Sergente Rex Colt, un Mark IV Cyber. Nella versione originale del gioco è proprio Michael Biehn a prestare la voce a Rex (interpretava il sergente Kyle Reese in Terminator, un uomo mandato da John Connor indietro nel tempo per salvare la madre, Sarah Connor). La missione di quest'ultimo, quindi, è: recuperare la ragazza, uccidere i cattivi e salvare il mondo.

Sloan ha bevuto il sangue dei draghi e ciò ha potenziato i suoi impianti cybernetici. Come nel gioco originale, quindi, l'isola è in preda alla follia e tutti sono diventati delle macchine che seminano morte e, come nel gioco originale, solo sporcandosi le mani con lo stesso sangue con cui se le è sporcate il nemico si ottiene la vittoria.

 
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