Starcraft II Heart of the Swarm: è il momento dello Sciame

Starcraft II Heart of the Swarm: è il momento dello Sciame

Heart of the Swarm, l’espansione di Starcraft 2 che vede gli Zerg protagonisti assoluti, è finalmente uscita e i fan potranno sapere come prosegue la storia di Jim Raynor, Sarah Kerrigan e Zeratul. Ricorderete forse il finale, molto in sospeso, di Wings of Liberty: grazie all’artefatto Xel’Naga recuperato da Raynor, la Regina delle Lame è tornata umana ed è stata portata in salvo.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

Multiplayer: le novità

Come anticipato, per questioni di fruibilità non mi addentrerò troppo sul multiplayer, a cui peraltro abbiamo dedicato un’ampia preview nel corso della beta. Tra le novità principali segnalerei la nuova interfaccia di gioco che pur non essendo esattamente una caratteristica del multiplayer, va in realtà a beneficio di questo aspetto separando con più chiarezza le varie opzioni: il matchmaking, i custom games e la sezione arcade.

Per quanto riguarda il matchmaking la cosa fondamentale è, a mio parere, l’introduzione delle partite non classificate che si accostano alla normale ladder di Stracraft 2. In sostanza sarà possibile giocare senza più l’incubo della posizione in classifica, e chiunque abbia giocato con dedizione al multiplayer di Wings of Liberty sa quale ansia poteva creare la ladder, specie per chi abbandonava il gioco e doveva riprenderci la mano dopo un po’. Al momento il funzionamento di questa modalità “unranked” è un po’ strano, perché pur promettendo di appaiarci con avversari del nostro MMR (cioè del nostro livello di abilità, valutato dal sistema di gioco), personalmente mi è sembrato un po’ altalenante in questa prima settimana di gioco, mandandomi sia contro avversari molto inferiori al mio livello sia contro altri decisamente più forti – come del resto testimonia la forbice dei vari rank, che andava da silver a diamond nel giro di tre o quattro partite. Probabile comunque che il sistema, essendo ancora agli inizi, non funzioni nel modo ottimale e in ogni caso il problema è ben poco importante: quel che conta è l’opzione di poter giocare in modo più rilassato al di fuori della ladder.

Tecnicamente, un’altra novità cruciale introdotta in Heart of the Swarm è la funzione di recupero per i replay. In sostanza è ora possibile riprendere partite interrotte a metà semplicemente caricando il replay della partita in questione, elemento che aggiunge due possibilità finora mai viste in Starcraft: da un lato potremo giocare i replay di amici o persino di progamer mettendoci nei loro panni, dall’altro finalmente le partite nei tornei non saranno più soggette al rischio di annullamento nel caso in cui si verifichi un problema tecnico. Nel caso ad esempio in cui una partita di torneo salti per la disconnessione di uno dei giocatori, per gli arbitri sarà sufficiente riavviare il replay e poi rifar cominciare la partita esattamente dal momento in cui si è interrotta: già nei giorni scorsi, in occasione dell’Mlg di Dallas, si è vista la comodità di questa nuova opzione (non senza assistere anche a un errore proprio quando è stata utilizzata la prima volta, ma è lecito pensare che sia stato un caso unico).

Per quanto riguarda le nuove unità, senza andare nei dettagli ricordiamo che dopo circa sei mesi di beta, a “farcela” sono state rispettivamente: per gli Zerg lo Swarm Host , un’unità da assedio che si nasconde sottoterra e spara a flusso costante locuste (un po’ come fanno i Brood Lord), e il Viper, un’unità aerea con molte abilità, tra cui la possibilità di strappare con la forza un’unità nemica e portarla sotto di sé per lasciarla in pasto ai propri alleati.

Per i Terran, la Widow Mine è una piccola mina che si nasconde sottoterra e spara un potente razzo che fa danni ad area, e l’Hellbat ovvero un’evoluzione dell’Hellion che spara davanti a sé con un lanciafiamme bruciando con facilità le unità biologiche.

I Protoss infine possono contare su una serie di potenziamenti al loro ramo aereo, con il nuovo Oracle che grazie ai danni devastanti e alla velocità può mettere in scacco i lavoratori nemici, il Tempest che spara da distanze siderali e l’utilissimo Mothership Core, un’unità dal grande potenziale difensivo e offensivo. Oltre a queste novità, c’è stato un forte lavoro sulle unità vecchie, che in molti casi sono tornate in gioco dopo un lungo periodo di purgatorio: il Void Ray ad esempio ora non ha più la sua abilità a carica, ma un’abilità a cooldown che fa danni spaventosi; il Reaper, che si crea direttamente dalle Barracks, è tornato a fare da “disturbatore” nei primi minuti di gioco; per gli Zerg le Hydralisk hanno visto un ritorno nel matchup contro i Protoss.

 
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