Tomb Raider hands-on: reboot, perché e come

Tomb Raider hands-on: reboot, perché e come

Square Enix e Crystal Dynamics ci hanno dato la possibilità di effettuare una corposa prova del nuovo Tomb Raider. Negli uffici milanesi di Digital Bros, infatti, abbiamo potuto gustarci un paio d’ore in compagnia della giovane Lara.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Square Enix
 

Una ‘spolverata’ di Heavy Rain

L’intensità emozionale e narrativa di TR viene esplicitata da ricche sequenze filmate, che ci faranno seguire Lara molto, molto da vicino. Chiedendoci di aiutarla solo attraverso Quick Time Event, gustosi. E per nulla limitanti. Sembra, a conti fatti, di essere alle prese con una sezione di gioco che ricorda piuttosto da vicino le dinamiche di Heavy Rain. Certo, si tratta di un impianto molto edulcorato, rispetto a quello visto nel capolavoro di Quantic Dream.

Tanto per cominciare, i QTE sono qualcosa di assolutamente limitato, nel contesto della giocabilità di TR (per quanto non siano pochi). Ma, soprattutto, per quanto si insista nel tentativo di farci immedesimare nelle urgenze di miss Croft, saremo sempre consapevoli che i fallimenti – tra l’altro piuttosto difficilmente verificabili – non avranno conseguenze senza ritorno (come in Heavy Rain). Al massimo ci sarà un game-over e la necessità di ripetere una porzione di gioco. Nulla di definitivo, insomma.

Il seguire da vicino le sofferenze e le evoluzioni di Lara, comunque, è molto efficace: ogni cut-scene, ogni movimento, ogni battuta di dialogo, ogni smorfia di Lara, restituiscono le incertezze e le impellenze della bella archeologa: Lara cade goffamente, ha sete, fame e freddo. Cerca riparo, cerca aiuto negli altri. Ed è titubante quando deve fare fuoco su un essere umano o un animale. La narrazione, per nulla pesante o invasiva, sublima queste sensazioni attraverso continui rimandi alla normalità precedente al naufragio (per esempio con l’espediente dei filmati che Lara, ogni volta che si riposa presso un accampamento, guarderà sulla telecamera dell’amica Sam).

Ma ben presto noteremo come Lara non sia un personaggio debole: la sua crescita sarà tangibile, sia nell’approccio ‘automatico’ all’isola, sia per le effettive capacità restituite al giocatore.

Insomma: TR è un’esperienza intensa. Emozionale e credibile. Con una costante e piacevole sensazione di crescita.

 
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