Recensione Mass Effect 3: l'ultima parola su uno dei giochi più attesi

Recensione Mass Effect 3: l'ultima parola su uno dei giochi più attesi

Dopo diverse ore di arduo "lavoro" ecco il nostro responso su quello che è uno dei giochi più attesi di questa stagione videoludica. All'interno trovate anche videoarticolo e gallery di screenshot catturati dalla versione PC di Mass Effect 3.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Co-op

La modalità multiplayer di Mass Effect 3 mi aveva colpito già con la demo. In effetti, il multiplayer completo presente nella release definitiva non espande in maniera significativa i contenuti della demo: c'è qualcosa in più, ma la sensazione è che BioWare abbia già fatto collaudare il grosso proprio con la versione dimostrativa. D'altra parte, la demo è adesso inaccessibile, per cui l'unico modo per giocare il multiplayer di Mass Effect 3 rimane proprio la versione completa del gioco.

Rispetto alla demo ci sono nuove mappe e diversi tipi di nemici da affrontare. Complessivamente, dunque, le mappe sono sei mentre i nemici sono tre visto che al di là di Cerberus, i giocatori dovranno vedersela con i Geth e con i Razziatori. Come vedremo più avanti, la tipologia di nemico da affrontare determina fortemente le tattiche di attacco e il tipo di poteri biotici da utilizzare sul campo di battaglia.

Si tratta di un co-op a quattro giocatori in cui bisogna sfidare il nemico che entra a ondate nella mappa di gioco. Nella maggior parte delle ondate occorre difendersi dagli attacchi del nemico e annientare una dopo l'altra tutte le minacce presenti nella mappa. Ma ci sono anche ondate in cui vengono generate casualmente delle missioni. Ad esempio può capitare di dover disabilitare alcuni strumenti del nemico, di annientare specifiche minacce o di difendere per cinque minuti una postazione predefinita. Queste sono le ondate che presentano maggiore difficoltà e richiedono la collaborazione con i compagni per essere terminate. Al termine di ogni ondata bisogna recarsi nei punti di rifornimento delle munizioni per ricaricare i caricatori delle armi, mentre l'ondata finale prevede di pattugliare la zona di estrazione per qualche minuto per poi essere estratti dalla nave di turno e lasciare definitivamente la mappa.

Si acquisisce esperienza per ogni nemico affrontato, per le azioni di assistenza, dopo aver rianimato un compagno ferito e per aver portato a termine gli obiettivi. Le uccisioni non danno sempre la stessa quantità di esperienza, visto che quest'ultima varia a seconda di come è stato ucciso il bersaglio (per esempio se con colpo alla testa o attraverso combinazione di abilità). Per le ondate con le missioni speciali, invece, vengono assegnati dei crediti. Questi ultimi possono essere spesi per acquistare pacchetti di equipaggiamento che, in base a una determinazione casuale, danno nuovi item da usare nelle battaglie.

In questi pacchetti si possono trovare nuove armi, personaggi per il multiplayer, punti esperienza supplementari, modifiche per le armi e pezzi di equipaggiamento. Tutti questi update possono essere usati solamente per una volta: pensate ad esempio a granate o a razzi da lanciare con il lanciarazzi. Ci sono anche il medi-gel, per autocurarsi dopo una morte, gli scudi, i proiettili incendiari, e così via. Visto che si possono utilizzare solo per una volta, il giocatore deve essere accorto a spendere queste risorse, individuando il momento catartico nelle partite multiplayer.

Le mappe multiplayer, affrontabili in tre differenti livelli di difficoltà, sono pensate per quattro giocatori, quindi se vengono affrontate da un numero inferiore di giocatori la difficoltà cresce. Per essere realmente competitivi, inoltre, serve raggiungere un soddisfacente livello di esperienza. È poi molto importante muoversi saggiamente sulla mappa, sfruttando le coperture e coordinandosi con gli altri membri della squadra d'assalto.

Resta qualche difetto in termini di equilibri di gioco, visto che alcune classi sembrano più forti di altre. L'Incursore, ad esempio, nella maggior parte delle partite è l'ultimo personaggio a morire. Dispone di poteri molto efficaci per questo tipo di partite multiplayer, primo fra tutti quello dell'invisibilità. Nascondendosi agli occhi del nemico, potenzialmente, l'Incursorse può scappare a ripetizione, spostandosi agilmente sulla mappa di gioco anche per rianimare i compagni caduti.

Il matchmaking su PC risulta migliorato rispetto alla precedente versione. Nella demo, infatti, era difficile accedere alle partite pubbliche e, anche se il giocatore ne creava una, il sistema faticava a trovare altri giocatori disponibili. Adesso tutto scorre più fluidamente e c'è la possibilità di selezionare il tipo di mappa su cui si vuole giocare, il tipo di nemico da affrontare e il livello di difficoltà desiderato, in funzione dell'esperienza ottenuta. L'ideale resta, tuttavia, giocare insieme a tre amici collegati con il microfono, proprio per l'alto livello di precisione nelle strategie richiesto dalla modalità di gioco.

Ma perché questa modalità è così divertente? Innanzitutto perché offre l'azione tipica di Mass Effect a un nuovo livello di velocità, sfruttando anche le novità sul piano delle animazioni e dei movimenti dei personaggi. Poi perché richiede la combinazione delle abilità e, quindi, la collaborazione tra i giocatori. Pensate all'effetto di sollevamento dato da Singolarità combinato alla devastazione che può produrre Deformazione applicata da un altro giocatore subito dopo.

Poi, per ogni tipo di avversario, occorre impiegare una tattica diversa. I nemici gestiti dall'IA, infatti, sono più o meno vulnerabili a seconda dell'abilità scagliata contro di loro. Per esempio i Guardiani hanno uno scudo che deflette i colpi delle armi, e solamente con Onda d'Urto perdono una certa quantità di energie vitali mettendo da parte lo scudo per qualche istante. Nemesi è un avversario femminile che si sposta velocemente e colpisce con un preciso fucile laser. Contro di essa è molto forte Singolarità, perché va a scovarla anche dietro le coperture. Contro i Centurioni serve molta potenza di fuoco, magari qualche colpo da distanza ravvicinata con lo shotgun. Infine, Atlas è una sorta di mech praticamente inabbattibile, a meno di concentrare la potenza di fuoco dei quattro giocatori presenti sulla mappa.

Certo, in definitiva è da intendersi soprattutto come un esperimento, ma la componente multiplayer di Mass Effect 3 può dare longevità al gioco come succede con i vari Gears of War o Uncharted. BioWare ha, inoltre, grossi margini per migliorarla, magari pensando a una modalità competitiva o introducendo la cooperazione anche nella tradizionale campagna single player.

 
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