Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Hands-on Risen 2: rpg, pirati e voodoo dalla prospettiva di Piranha Bytes

Abbiamo dedicato diverse ore alla versione preview di Risen 2 Dark Waters per PC. Ecco le nostre prime impressioni sulla storia, la profondità ruolistica, il comparto tecnico e l'esplorazione del mondo di gioco del nuovo action rpg dei creatori di Gothic.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

A spasso per i Caraibi

Un altro elemento di cui si è spesso discusso in questi mesi è quello dell’esplorazione: in Risen 2, si è sentito tra i rumors, non si potrà nuotare; in Risen 2 non si potranno scalare le alture ma solo arrampicarsi in punti predefiniti come in The Witcher 2; in Risen 2, insomma, il livello di esplorazione e di libertà sarà ridotto rispetto al primo capitolo. Personalmente non ho avuto questa sensazione giocando la copia preview del titolo Piranha Bytes.

A differenza del precedente gioco, c’è da tenere presente che non avremo a che fare con una sola, grande isola, ma con vari posti da visitare nel corso dell’avventura; questo significa, prima cosa da tenere a mente, che i luoghi con cui avremo a che fare saranno generalmente più piccoli della vecchia Faranga, ma saranno anche più numerosi e più vari.

La grafica di alto livello unita a una serie di novità stilistiche, in particolare l’aggiunta di creature del tutto nuove (nel primo gioco c’era una certa scarsità), è già un bello sprone all’esplorazione; per di più, come sempre, sarà il gioco stesso a costringerci ad armarci di pazienza ed esplorare il circondario di volta in volta, mandandoci in giro per le varie isole seguendo le missioni affidate dagli Npc. A questo proposito c’è però da citare una novità che farà parecchio discutere i fan di vecchia data, e cioè l’introduzione del fast travel in perfetto stile Bethesda. Una volta esplorata una zona, proprio come in Oblivion o Skyrim, sarà possibile “teletrasportarsi” lì da qualunque altro punto della mappa.

Che effetto e che conseguenze avrà questa novità sul gioco? Bella domanda. Il primo fattore da considerare è quello psicologico: piaccia o meno, così come per l’abbassamento del livello di sfida anche questo cambiamento non va incontro ai fan di Gothic e Risen ma a quei giocatori che fan di Gothic e Risen non sono. Pretendere che io, da devoto sostenitore dei precedenti giochi Piranha, mandi giù questo cambiamento con un sorriso, è davvero pretendere troppo.

Perdersi tra i boschi o le paludi di Faranga, maledicendo la mappa pressoché incomprensibile del gioco, è uno di quegli elementi che mi hanno fatto adorare il primo Risen (non cito neanche le bestemmie causate dal perdersi in Gothic 2, che ricordo con affetto e malinconia). Arrivare però a fine gioco sapendo trovare l’orientamento solo grazie alle insenature del fiumiciattolo o all’avvistamento in lontananza di quella fattoria dove giorni primo ho fatto una certa quest, trascurando del tutto di aprire la mappa, ecco era un classico motivo di soddisfazione. Per di più, essere costretti a girarsi sempre e comunque a piedi tutta l’area di gioco comportava scoprire, volenti o nolenti, tutte quelle piccole cose che poi andavano a costruire davvero il senso di esplorazione di Risen: la caverna che la prima volta non avevamo notato, la scorciatoia che tagliando per il bosco ci permette di tornare in città senza passare dalla collina e così via.

Introdurre il sistema di fast travel certo garantisce la comodità di perdere meno tempo, ed essendo subordinato alla scoperta “manuale” di ciascuna area rende comunque indispensabile muoversi a piedi e sforzarsi di esplorare il più possibile; è però indubbio che un altro baluardo dei vecchi Gothic se n’è andato, ignorando per di più il condivisibillissimo compromesso che il primo Risen offriva (e cioè le “pietre del teletrasporto” che si potevano ottenere a un certo punto del gioco, e che a tutti gli effetti diventavano una sorta di fast travel, con due differenze importanti però: non erano disponibili da subito, e andavano comunque trovate, alla stregua di oggetti segreti).

Insomma di fronte a questa novità, sinceramente, trovo un po’ discutibile stare a parlare di cosette come la capacità di nuotare (che non c’è) o il poter scalare o meno le alture (cosa che si può fare, anche se in misura minore rispetto al primo Risen, ma non con le limitazioni stringenti di The Witcher 2).

Per fortuna comunque, in Risen 2 rimane il solito intelligentissimo sistema di questing già sperimentato negli altri titoli Piranha: un sistema che ci invita a risolvere le missioni dei vari npc in un modo molto organico rispetto al mondo di gioco, a differenza di quanto accade, per esempio, in Skyrim dove prendere una missione a sud può comportare di doverla svolgere nell’estremo nord, attraversando tutto il mondo ma solo en passant, con l'unico fine di raggiungere una meta.

In Risen 2 quello che accade è che arrivando in una nuova città, le prime quest ci aiuteranno a prendere confidenza con i dintorni del luogo, poi pian piano ci spingeranno alla periferia e nella giungla circostante, fino magari a portarci dall’altra parte dell’isola dove ci sono gli accampamenti di pirati più pericolosi, o le bestie più pericolose. Insomma tutto pensato per dare sempre e comunque un senso stretto di narrazione e di coerenza, e di conseguenza di spronarci a esplorare pian piano – ma costantemente- il bellissimo mondo di gioco creato dagli sviluppatori.

 
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