Dungeon Siege III: come ingannare l'attesa per Diablo III

Dungeon Siege III: come ingannare l'attesa per Diablo III

Il terzo capitolo della saga di Dungeon Siege torna nel Regno di Ehb e riprende la storia della Decima Legione che faceva da sfondo al primo gioco. Le similitudini con il passato però finiscono qui.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
Diablo
 

Gameplay

Come è facile notare dalla descrizione, ciascun personaggio dispone sostanzialmente di due modalità di attacco, due “stance” come vengono chiamate nel gioco. Nel caso di Lucas ad esempio si tratta di quella con armi a una mano e quella con armi a due mani; nel caso di Anjali si tratta della forma umana e quella demoniaca e così via. Ciascuna stance generalmente serve per avere dei vantaggi contro gruppi di nemici oppure contro un singolo nemico (oppure per combattere da vicino o da lontano).

Essendo Dungeon Siege III una specie di clone di Diablo, nella stragrande maggioranza dei casi vi troverete a usare la stance per le moltitudini di nemici, mentre l’altra sarà utile contro i boss e mini-boss. A ciascuna stance corrispondono un attacco base più varie abilità: Lucas per esempio potrà usare lo scudo per stordire i nemici quando impugna un’arma a una mano, oppure potrà fare un salto in mezzo ai nemici spazzandoli via quando ne impugna una più grande.

Il numero delle abilità totali, nove, è piuttosto limitato e viene incontro alle limitazioni di tasti sui pad. Questa limitazione purtroppo incide fortemente in un gioco che vuole imitare Diablo (2), dove un grosso sprone a proseguire nel gioco era dato dalla voglia di sperimentare tra le tantissime possibilità date dai talenti, dai nuovi tipi di attacchi e così via. In parte la Obsidian ha cercato di ovviare a questo difetto con un barbatrucco: le abilità “attive” sono sì limitate, però ci sono parecchi altri punti da spendere in abilità “passive” che servono a potenziare in vario modo quelle attive.

Per capirci meglio: salendo di livello potremo spendere un punto nel ramo talenti di Lucas e comprargli l’abilità che gli permette di lanciarsi alla carica. Al tempo stesso potremo spendere altri punti per potenziare la carica, aumentando i danni che fa oppure aggiungendo un effetto knock-down al danno. In aggiunta ancora potremo spendere altri punti per abilità passive generiche (ad esempio aumento della percentuale dei critici, aumento delle resistenze eccetera eccetera).

L’idea della Obsidian è buona ma purtroppo solo fino a un certo punto può risolvere un problema , quello appunto della limitazione alle abilità attive, che trovo molto critico per un gioco come Dungeon Siege III, e a tutti gli effetti indicativo di come i Diablo-like difficilmente siano tipi di gioco adatti ad essere esportati sulle console. Il fatto che nel corso del gioco si potranno acquisire tutte le abilità attive, ma non tutte quelle passive, rende comunque necessario effettuare delle scelte e spendere con attenzione i propri punti talento.

Un aspetto un po’ bizzarro di Dungeon Siege III è poi quello delle statistiche. Chi gioca abitualmente a giochi di ruolo, siano essi più o meno action, è ormai abituato a scorrere con occhio esperto i tipici indicatori che descrivono le attitudini dei personaggi. Forza, intelligenza, agilità, costituzione… La Obsidian in questo caso ha voluto strafare progettando un sistema che non sembra particolarmente immediato. Armi, armature e oggettistica varia su cui metterete le mani nel corso della partita daranno bonus e malus a statistiche come: forza, volontà, agilità, vampiro, destino, momento, attacco, attacco Dps, blocco, armatura, parata, affaticamento eccetera eccetera.

Fortunatamente il gioco ha un tutorial interno che spiega il significato di ciascuna statistica, ma ci vorrà un bel po’ per abituarsi agli strani valori a disposizione e capire se è meglio tenersi la spada con +10 Attacco e +12 Destino o cambiarla con la nuova +15 Attacco Dps +5 Affaticamento -10 Volontà.

Il gioco, va fatto notare, punta moltissimo sull’elemento ‘loot’ e sul miglioramento dell’equipaggiamento del proprio personaggio (forse anche qui un altro tentativo astuto degli sviluppatori di ovviare alla limitata personalizzazione di abilità e talenti); ogni pochi passi ci ritroveremo con nuove armi e nuovi pezzi di armatura, con un cambiamento grafico sull’aspetto del nostro eroe. Potremo anche equipaggiare i membri del gruppo che si uniranno al nostro party, anche se rispetto ai vecchi Dungeon Siege in questo caso potremo avere all’attivo solo un alleato per volta.

 
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