Duke Nukem Forever: Fail to the King

Duke Nukem Forever: Fail to the King

Dopo 12 anni il Duca torna a prendere a calci gli alieni e a spupazzarsi belle ragazze. Ma i 'bei tempi' sembrano definitivamente andati…

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

"Assaggia la mia palla gigante": Immaginario e storia

Accostandomi a Duke Nukem Forever, sarebbe inutile nasconderlo, non nutrivo molte speranze, né molto entusiasmo. La lunghissima (eterna?) gestazione del gioco non poteva che mettermi in guardia: quanti progetti rimandati all’infinito, una volta (se) usciti hanno mantenuto le promesse, risultando titoli soddisfacenti? Pochi, pochissimi.. forse nessuno. E se consideriamo che DNF era stato annunciato, nel 1997… In più, l’universo sguaiato e volgare del Duca non mi aveva mai fatto impazzire: il biondo eroe iperpompato mi era sempre risultato troppo ‘spinto’ per essere simpatico e troppo ‘macchietta’ per essere mitico. Consapevole di queste ‘difficoltà’, ma pronto a lasciarmi stupire, mi sono quindi avvicinato al prodotto 3D Realms – Gearbox Software.

La trama di DNF è tanto esile quanto lineare. Duke Nukem vive a Las Vegas (il luogo perfetto, per lui: la città ‘di plastica’ per antonomasia, la capitale mondiale dell’eccesso). E’ un eroe nazionale e forse mondiale, per come – 12 anni prima – ha messo in fuga gli invasori alieni. Gli uomini lo invidiano, le donne – tutte – si sciolgono davanti a lui. E’ una celebrità a tutto tondo: esiste uno stadio a lui intitolato. La sua effige compare su ogni tipo di prodotto (dagli hamburger ai vestiti). Duke, in un contesto del genere, è perfetto: abita nella sua mega villa, dove si trastulla con le femmine più provocanti (e stupide) della Nazione (in particolare, è impegnato con due gemelline – astri nascenti della pop music -: tanto carine quanto non pensanti), con gli stereo più potenti e i televisori più grandi, e con le auto più devastanti. Tutto condito da apparizioni Tv davanti a un pubblico osannante e da allentamenti esagerati (steroidi a più non posso) in palestra.

Un clichè dietro l’altro, insomma. Ma questi tormentoni non stonano affatto, perché questa è l’essenza del Duca. Basti pensare che l’energia vitale del nostro sia stata identificata con il suo EGO. Quindi, fin tanto che Duke sarà ‘gasato’, le cose funzioneranno. Interessante il fatto che, compiendo azioni arroganti (alzare 600 kg alla panca piana, dare una sbirciata a una rivista osè, vincere alle slot-machine, uccidere i leader alieni…), l’ego massimo di Nukem crescerà.

Tuttavia, anche in questo paradiso del testosterone, scoppia la crisi. Gli alieni, infatti, tornano a fare capolino sulla terra. Ma questa volta paiono volersi rapportare pacificamente col genere umano. Per cui l’esiguo cast di DNF reagisce come tutti ci saremmo aspettati: il Duca non si fida e si pompa per essere pronto alla lotta, il Presidente degli Usa – che pare avere abboccato - cerca una soluzione amichevole con l’Imperatore alieno, i militari credono a Duke, ma hanno le mani legate, le gemelline… beh… le gemelline non capiscono nulla di nulla e si limitano a giocare a ‘rimorso’ o a regalare ‘lecca lecca’ a destra e a manca.

Comunque, dopo pochissimo, gli alieni rivelano la propria natura: assaltano Las Vegas, massacrano gli uomini e rapiscono le donne (“Ma perché prendono sempre quelle più belle?” Cit. Duke). Ovviamente per renderle incubatrici naturali per i loro piccoli, dopo averle opportunamente ingravidate. Il Duca non può accettare di vedere possedute e sventrate centinaia di belle ragazze, né può sopportare che una razza aliena stia imperversando sul suolo americano. Per cui – e ovviamente -, fregandosene degli assurdi ordini presidenziali, comincia a dare la caccia agli invasori.

Storia pressoché inutile. Ma immaginario – lo ammetto con sorpresa! - accattivante e divertente. A patto di chiudere uno, due.. anche tre occhi sulla scurrilità e l’eccesso. Anzi… il Duca personaggio, che con le sue esagerazioni, il suo cattivo gusto, il suo machismo del tutto incredibile, è quanto di meglio sia presente nel gioco, Diciamocelo: si proseguirà nell’avventura solo per vedere quale spassosa volgarità ci attende dietro l’angolo, o per ascoltare le assurde smargiassate di Duke (che strapperanno più di un sorriso). O per constatare quanto le bionde ‘ingame’ siano cretine. Insomma: DNF offre questo ammasso di clichè che sorprendentemente non infastidiscono. Forse perché non capita spesso, nel bigotto mondo dei videogiochi, di osare così ripetutamente.

Intendiamoci: il Duca ‘ammicca’ in continuazione… ma non combina mai quasi nulla di concreto (forse esclusa la scena iniziale). Al massimo vedremo qualche seno scoperto. Ma questo non è un limite: DNF fa intuire, non si prende mai sul serio. Ironizza e lascia sottendere. Quindi non è necessario (anzi, sarebbe controproducente) esplicitare tutto. Il vero problema è che tutti questi eccessi e ammiccamenti, che sono il vero motivo per cui si prosegue nel gioco, non sono ben ritmati e dosati.

Testando DNF, mi è venuta in mente la mia esperienza con il primo Portal (!). Un gioco semplice, con enigmi azzeccati, ma che certo non facevano gridare al miracolo. Il prodotto Valve, però, diveniva irresistibile grazie all’interazione (passiva!) con GlaDOS. Le battute, gli scherzi, i misteri che la perfida IA continuava a proporre, facevano sì che si volesse proseguire velocemente. Per averne di più. E Valve era bravissima a centellinare informazioni e gag, in un costante crescendo.

Ecco: ciò NON avviene in DNF. Ascoltare il Duca è divertente. Insultare gli alieni gasa. Interagire ‘rozzamente’ con le ammiccanti fanciulle che si incontrano, strappa sorrisi (senza che nulla sia preso sul serio). Ma questi elementi non sono abbastanza e non sono sufficientemente vari, per creare un’esperienza davvero valida.

Nel mondo di Duke, le gag devono essere in serie, le donnine da soddisfare dietro ogni angolo, le battute inarrestabili, le esplosioni memorabili, le esagerazioni totali.

Invece no: questi elementi ci sono. Ma paiono sempre frustrati… Sono poche le situazioni in cui soddisfano davvero. O i filmati sono tagliati malamente, o le battute si ripetono, o non avvengono situazioni ilari per troppo tempo, oppure la sensazione di esagerata devastazione non è completa.

Ed è un peccato, perché certe linee di dialogo del Duca sono all’altezza. Così come i ‘suggerimenti’ che compaiono durante i caricamenti.

Insomma: l’immaginario è la forza trainante di DNF, ma non è stato assolutamente sfruttato a dovere!

 
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