Brink: pensa a muoverti più che a sparare

Brink: pensa a muoverti più che a sparare

Recensione della versione XBox 360 di Brink. Si tratta del nuovo shooter multiplayer con storia di Splash Damage con una innovativa struttura multi-obiettivo. Vediamo quali sono i pregi e i difetti di un gioco ampiamente criticato nelle recensioni specializzate. Chi critica ha ragione?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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Sfide

Le partite di Brink si giocano in otto contro otto, a meno di personalizzazioni. Ci sono tre modalità di gioco: campagna, partita libera e sfide. La prima è la modalità con la storia di cui abbiamo parlato in precedenza: sono otto missioni affrontabili o dalla parte della sicurezza o da quella della resistenza. Si può decidere se consentire ad altri amici o a tutti i giocatori di accedere alla propria partita.

Brink, infatti, ha un sistema di drop in drop out, per cui in qualsiasi momento della partita un altro giocatore può raggiungerci e giocare insieme a noi. Al massimo si possono avere otto giocatori per partita, mentre gli altri vengono gestiti dall'intelligenza artificiale.

Le partite libere consentono di configurare le sessioni di gioco, anche in questo caso sia multiplayer che single player. Si può infatti impedire l'accesso agli altri giocatori o consentirlo. Si possono determinare la durata della partita, le dimensioni delle squadre, la presenza o meno del fuoco amico, se avere il bilanciamento delle squadre automatico, se avere o meno il tempo supplementare, la mappa sulla quale giocare, e così via. Si può, inoltre, stabilire se giocare in modalità obiettivo o cronometro.

Nel primo caso si ha una struttura di gioco simile a quella della campagna, ovvero una squadra attacca e l'altra difende. Nel secondo caso, invece, si attacca e si difende a turno e vince la squadra che, al meglio di tre round, completa le missioni nel minor tempo.

Nella modalità sfide, poi, ci sono quattri tipologie di gioco. In 'factotum' occorre completare gli obiettivi mentre la squadra protegge dal fuoco del nemico. In 'niente può fermarti' bisogna percorrere velocemente il livello di gioco saltando sulle varie piattaforme. 'Scorta' invece prevede, nei panni di un tecnico, di mantenere in funzione i robot mentre si scorta a desintazione un mezzo che viene attaccato dal nemico. 'Torrette difensive' ci vede ancora nei panni di tecnici, e bisogna proteggere un avamposto dal sopraggiungere del nemico a ondate via via sempre più consistenti. Le sfide si possono affrontare, così come le altre modalità di gioco, in tre livelli di difficoltà differenti. A seconda del livello scelto e delle prestazioni ottenute si ricevono ricompense come nuove armi e nuovi potenziamenti per queste.

Un altro elemento fondamentale del gameplay sono poi le abilità, o scorte. Queste vengono visualizzate nella parte in basso a sinistra della schermata e vi si accede con la croce direzionale. Ad esempio associate alla direzione sinistra potrebbero esserci le granate al napalm, mentre associata alla direzione sinistra la protezione in kevlar. Usare una di queste scorte in missione comporta la riduzione della barra delle scorte, che può essere ampliata sbloccando le relative abilità.

Il fatto di trovarsi ad affrontare sovente personaggi gestiti dall'intelligenza artificiale rende molto importante quest'ultima. L'IA si comporta come un giocatore umano: sfrutta gli scenari, si distribuisce sapientemente in classi e segue realisticamente l'andamento delle partite. Brink, infatti, a causa delle elevate tempistiche di intervento sugli obiettivi sensibili delle missioni, crea molto spesso delle situazioni di stallo, con fitte sparatorie che coinvolgono soldati di una parte e dell'altra. Collaborare in questi casi è determinante, e molto spesso anche farlo con l'IA si rivela gratificante. Certo, capita di vedere comportamenti assurdi e soprattutto imprecisioni nel sistema che regola le animazioni; ma globalmente mi ritengo soddisfatto da questo aspetto.

 
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