Valutare un prodotto artistico

Valutare un prodotto artistico

"Non fidarti mai dei siti e della stampa specializzata, le loro valutazioni sono di parte e comprate. Fidati sempre del commento degli utenti!", sono le parole tipiche che spesso si leggono nei forum o in altri spazi di discussione a proposito di un voto, o una valutazione, di un prodotto artistico. Insomma, molto spesso la valutazione di un libro, di una foto, di una canzone, di un film o di un videogioco differisce, e in maniera sensibile, tra critica e pubblico. Perché?

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

"Non fidarti mai dei siti e della stampa specializzata, le loro valutazioni sono di parte e comprate. Fidati sempre del commento degli utenti!", sono le parole tipiche che spesso si leggono nei forum o in altri spazi di discussione a proposito di un voto, o una valutazione, di un prodotto artistico. Insomma, molto spesso la valutazione di un libro, di una foto, di una canzone, di un film o di un videogioco differisce, e in maniera sensibile, tra critica e pubblico. Perché?

Molti cercano in questo tipo di prodotti un'emozione. È chiaro che le emozioni dipendono fortemente dalla propria esperienza personale, da quelle che sono le proprie ambizioni e i propri sogni, insomma dalla singola predisposizione per certi argomenti e certe idee che c'è in ognuno di noi. L'emozione è un elemento importante in un prodotto artistico, anche perché è sostanzialmente il fine ultimo dell'arte, ma evidentemente non può essere assurta come elemento cardine per la valutazione di un prodotto artistico.

Citando l'interessante blog di Wolfstep, "Supponiamo che esista un canone per il fantasy, che esista una "tecnica" . E supponiamo che tale "tecnica", o se preferiamo tale canone, sia così esclusiva da permettere l'esclusione del 99% delle opere.

Se provo ad immaginare tale tecnica, non posso pensare che sia possibile leggere o scrivere di Fantasy se non si conoscono come l'Ave Maria:

  • Vladimir J. Propp: Morfologia della Fiaba.
  • Vladimir J Propp: Le radici storiche dei racconti di magia.
  • Vladimir J. Propp: Edipo alla luce del Folclore(2) "

Nel blog si parla di racconti fantasy, ma il discorso può essere esteso a qualsiasi forma di narrazione scritta. Insomma, la letteratura ha una propria grammatica, intesa come modalità da seguire per produrre il messaggio, per dare un senso alla storia che si sta raccontando. Ogni media ha specifiche modalità per portare il suo fruitore alla maturazione dell'idea e quindi a individuare, a sviscerare, quale possa essere il messaggio che quel media vuole trasmettere. Il media artistico accompagna lo spettatore in tutte le varie fasi fino alla maturazione definitiva del messaggio. Proprio la grammatica e le modalità di formazione del messaggio nel media, a mio modo di vedere le cose, devono essere considerate al primo posto nella valutazione del prodotto artistico.

Ogni media ha modalità diverse per la creazione del messaggio. Per esempio in un film diventa fondamentale la sequenzialità, ovvero il montaggio delle scene. Se esiste una tecnica nella creazione dei film, questa riguarda principalmente il montaggio del film, anche se poi ovviamente la valutazione definitiva non può prescindere da altri elementi come la composizione delle immagini, l'interpretazione degli attori, e così via. I film tecnicamente più validi come quelli di Sergio Leone, Quentin Tarantino o Jean Pierre Jeunet hanno, infatti, un montaggio particolare, che persegue un'idea diversa dalla semplice narrazione di una storia. Basti pensare ai primi 15 minuti di C'Era una Volta il West, non succede praticamente nulla sul piano della narrazione, ma la scena ha un'intensità straordinaria e si rivela poi funzionale per il resto del film, perché introduce lo scenario e dice molto dei personaggi del West leoniano.

Se nel cinema il focus dell'artisticità è la sequenzialità, nei videogiochi è l'interazione. È quel qualcosa in più che il nostro media può dare rispetto a ciò che davano i media delle generazioni precedenti. Interazione che è poi l'elemento visto di cattivo d'occhio dai critici più puristi, perché può scardinare tanti cliché riguardanti l'autorialità. Insomma, in un videogioco l'utente ha molto più potere sulla storia e sul senso da darle, sminuendo l'importanza e il ruolo dello stesso autore.

Un buon gioco è, quindi, quello che principalmente colpisce sulle modalità di interazione, che può spaziare tra interazione con la storia, con gli scenari, con i personaggi, insomma tutto ciò che coinvolge il giocatore in maniera differente a quello che succede con un film. Attraverso l'interazione si può dare un senso alla storia e produrre un messaggio. L'ultima evoluzione dei videogiochi, infatti, riguarda principalmente le differenze in fatto di interazione, e penso a Heavy Rain piuttosto che a Crysis 2, che sono ultimamente maggiormente attenzionate dagli sviluppatori che vogliono coinvolgere un pubblico più ampio rispetto a quello videoludico tradizionale.

Un'ultima considerazione in proposito la vorrei fare tirando in ballo nel discorso il Festival di Sanremo. La competizione canora più importante d'Italia ha, infatti, un metodo di valutazione piuttosto bislacco. Non seguo molto, ma mi pare di capire che mentre negli anni passati la valutazione era lasciata al pubblico da quest'anno si è passato a un sistema misto che coinvolge anche una giuria, appunto, tecnica. Quello che vorrei capire è: le canzoni del Festival sono valutate per la melodia o per il canto?

In realtà, se ascoltate bene qualsiasi di queste canzoni, la melodia è praticamente assente, mentre è il cantante con la propria voce che dà un "senso" artistico alla canzone. Più che un Festival della musica è, insomma, un festival del canto. Ma lasciando il responso al pubblico non si fa altro che premiare le emozioni e i sentimenti della maggior parte delle persone disposte a votare, ovvero del pubblico italiano televisivo. Il tutto rende il Festival una sorta di manifestazione popolare, piuttosto che una competizione dove viene premiato l'aspetto tecnico della musica.

Diverso è il discorso per i Premi Oscar. Questi sono valutati da una giuria di esperti, e di persone che fanno parte del mondo del cinema, composta da circa 6 mila persone. Molti fra di loro sicuramente daranno spazio ai propri sentimenti, ma sicuramente c'è una maggiore attenzione per l'elemento tecnico. Si può essere in disaccordo sulla vittoria di un film piuttosto che un altro, ma non si può dire che i film vincitori alla Notte degli Oscar non abbiano una valida base tecnica.

In definitiva, senza assolutamente sminuire l'elemento emozionale, con questo piccolo pezzo vorrei invitarvi a ragionare sui prodotti artistici, a cercare di considerarli al di là della prospettiva personale e a cercare quel filo conduttore che c'è nella tecnica di ogni media.

21 Commenti
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MiKeLezZ04 Aprile 2011, 12:13 #1
"Non fidarti mai dei siti e della stampa specializzata, le loro valutazioni sono di parte e comprate. Fidati sempre del commento degli utenti!", sono le parole tipiche che spesso si leggono nei forum o in altri spazi di discussione a proposito di un voto, o una valutazione, di un prodotto artistico. Insomma, molto spesso la valutazione di un libro, di una foto, di una canzone, di un film o di un videogioco differisce, e in maniera sensibile, tra critica e pubblico." Perché?
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Perchè si ha accesso a una valutazione più democratica in quanto formata da una moltitudine di persone, e sopratutto più scevra da interessi personali per il motivo di cui sopra e per la non sottimisione degli stessi ad alcun partito (percui posso anche dire che Dragon Age 2 fa cacare e non esser licenziato, non avere le ripicche di EA, non sentirmi i bofonchi del collega che ne è fissato, e via dicendo).
Purtroppo (per voi) questo problema dell'informazione non lo sta vivendo solo il settore dei videogame, ma è generalizzato.
La gente si è scassata di sentire le baggianate, il politically correct e le leccate ai potenti e ora che può avere voce per dirlo, lo dice.
Se non si segue il fiume si verrà sommersi, e la soluzione non sarà certo questo articolo giustificatore, ma un primo potrebbe esser ad esempio l'integrazione del voto del recensione con quello degli altri utenti e magari la cooperazione nella stesura dello stesso con un "blogger"... Formula già mostrata vincente in altre occasioni.
Dott.Wisem04 Aprile 2011, 13:07 #2
Prendiamo Final Fantasy XII: considerato dal 99% della critica specializzata come un jrpg eccellente. Eppure, se girate per forum o chiedete in giro, scoprirete che è il meno apprezzato. Ciò non è affatto da sottovalutare. Certo, FFXII ha probabilmente i migliori filmati mai visti su PS2, tecnicamente sfrutta molto bene la console, ha un buon gameplay ma... Ha il protagonista più anonimo e meno carismatico di tutta la serie Final Fantasy, ed ha una trama che, nel tentativo di risultare "epica", punta troppo sulla politica e poco sui singoli personaggi. Eppure nessun recensore si è soffermato su quest'importantissimo punto... Tutti a lodarne la grafica, la sua vastità, l'innovativo sistema di combattimento (che poi alla fine era un po' una scopiazzatura di quelli usati già da tempo in molti rpg occidentali di successo) e la qualità dei filmati.

Perciò, più che invitare il pubblico a ragionare sulla tecnica, io inviterei i recensori ad esaminare maggiormente i contenuti legati a trama, gameplay e caratterizzazione dei pg, perché un videogioco, che è un media molto complesso, va valutato nel suo insieme, e non è giusto "snobbarlo" solo perché tecnologicamente non è all'avanguardia. Personalmente, poi, io reputo che, nella valutazione di un videogioco, così come di una qualsiasi opera d'arte, il fattore "emotivo" abbia un peso maggiore rispetto a quello "tecnico", quindi, da questo punto di vista, sono senz'altro dalla parte del pubblico.

Un libro scritto in maniera impeccabile e raffinata, ma povero di contenuti, annoia. Un film tecnicamente eccellente, ma privo di veri elementi di originalità (chi ha detto Avatar? ) e di quella scintilla capace di tenerti incollato alla poltrona fino alla fine senza farti addormentare, alla fine annoia. Accade lo stesso con i videogiochi, con la differenza che in questi ultimi, essendo "interattivi", se la giocabilità è abbastanza buona, può avere ancora senso giocarci, ammesso che uno non abbia niente di meglio da fare (laddove fra vedere un film noioso, ed il non fare nulla, secondo me è meglio quest'ultima...).
G-DannY04 Aprile 2011, 13:44 #3
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link all'Articolo: http://www.gamemag.it/articoli/2786...tico_index.html

"Non fidarti mai dei siti e della stampa specializzata, le loro valutazioni sono di parte e comprate. Fidati sempre del commento degli utenti!", sono le parole tipiche che spesso si leggono nei forum o in altri spazi di discussione a proposito di un voto, o una valutazione, di un prodotto artistico. Insomma, molto spesso la valutazione di un libro, di una foto, di una canzone, di un film o di un videogioco differisce, e in maniera sensibile, tra critica e pubblico. Perché?

Click sul link per visualizzare l'articolo.


Ah no?

Link ad immagine (click per visualizzarla)

Raghnar-The coWolf-04 Aprile 2011, 14:01 #4
Siamo in un loop logico:
La stampa ti dice di non fidarti della stampa.

Avete pochi secondi per fare backup, i server stanno per esplodere per evidente paradosso del mentitore

Beh cmq nn è un brutto articolo, un po' ovvio semmai ma ogni tanto è anche giusto ribadirlo.
__miche__04 Aprile 2011, 15:03 #5
secondo me qui si stanno mischiando un po' i concetti di prodotto artistico e prodotto industriale....
appleroof04 Aprile 2011, 16:21 #6
Originariamente inviato da: MiKeLezZ
cut
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Perchè si ha accesso a una valutazione più democratica in quanto formata da una moltitudine di persone, e sopratutto più scevra da interessi personali per il motivo di cui sopra e per la non sottimisione degli stessi ad alcun partito (percui posso anche dire che Dragon Age 2 fa cacare e non esser licenziato, non avere le ripicche di EA, non sentirmi i bofonchi del collega che ne è fissato, e via dicendo).
Purtroppo (per voi) questo problema dell'informazione non lo sta vivendo solo il settore dei videogame, ma è generalizzato.
La gente si è scassata di sentire le baggianate, il politically correct e le leccate ai potenti e ora che può avere voce per dirlo, lo dice.
Se non si segue il fiume si verrà sommersi, e la soluzione non sarà certo questo articolo giustificatore, ma un primo potrebbe esser ad esempio l'integrazione del voto del recensione con quello degli altri utenti e magari la cooperazione nella stesura dello stesso con un "blogger"... Formula già mostrata vincente in altre occasioni.


il rischio però è passare da democrazia ad anarchia, dove ognuno dice la propria senza un filo conduttore e dunque si parla perdendo di vista parametri oggettivi, senza i quali si può dire tutto ed il contrario di tutto (come nel bar dello sport dove tutti sanno come vincere il campionato di calcio con 2 mosse, o risolvere i grandi problemi della società, altro che il politico di turno)

secondo me occorre dare fiducia alla stampa specializzata (nei videogames, nello sport, nella politica ecc ecc) ma cercando di evitare di prendere tutto per oro colato; un buon metodo secondo me è leggere quanti più punti di vista possibile di chi "ne sà più di altri" e poi farsi cmq un'idea personale, senza farsi condizionare dalla stampa (o critica ufficiale se si vuole) ma nemmeno dalla "massa": ad esempio io Dragon Age 2 l'ho comprato e giocato tutto e non mi è sembrato nè il capolavoro che tanta stampa dice, ma nemmeno la monnezza che sostiene essere la "massa", in questo specifico caso ad esempio se avessi seguito la massa mi sarei perso un gioco che alla fine mi è piaciuto....
Malek8604 Aprile 2011, 17:02 #7
Mah. Lungi da me difendere i recensori, ma credo che il pubblico spesso sia troppo frivolo nelle sue scelte. Soprattutto il pubblico di internet.

Uno di solito non va sui forum a dare opinioni su qualcosa a meno che non l'abbia trovata profondamente schifosa o particolarmente magnifica. Il risultato è che spesso, nei voti degli utenti, i giochi tendono ad avere punteggi molto alti o molto bassi. Le vie di mezzo non sono molto diffuse, per il semplice motivo che uno che non sia stato colpito da un gioco in qualche modo (positivo o negativo), non sente nemmeno il bisogno di dirlo agli altri.

Poi c'è il fatto che anche il pubblico, proprio come la stampa, tende ad essere di parte: solo che la stampa lo fa per motivi economici, mentre il pubblico lo fa per motivi differenti. Vedi ad esempio Crysis 2: i giocatori PC dicono che è una schifezza, anche se magari l'unico motivo per cui lo dicono è che si sentono "traditi" dai Crytek per quelle promesse sulla grafica. Poi magari il gioco è anche buono, ma quello per loro è irrilevante, l'avevano bollato come schifezza fin dal momento che hanno visto che era solo DX9. Oppure ad esempio, molti che dicono che COD fa schifo, magari poi quando ci giochi sarebbe anche abbastanza godibile e un 7 se lo merita pure, ma dicono che è "orribile" semplicemente per astio verso la moda generale.

E naturalmente funziona anche in modo contrario: vai a chiedere a un giocatore comune se gli piace COD, e probabilmente ti dirà che è bellissimissimo perchè si ammazzano i soldati nemici e ci sono esplosioni ovunque. Non il tipo di parere obiettivo che ti serve sentire per decidere cosa comprare.

Quindi uno, prima di andare a vedere le opinioni su un gioco, dovrebbe anche capire il background di chi ha dato quelle opinioni. Il che non è certo semplice.

Alla fine, meglio usare le demo dove possibile. E dove non ci sono demo, beh... io ormai vado a istinto
Phoenix Fire04 Aprile 2011, 18:31 #8
Originariamente inviato da: Malek86
Mah. Lungi da me difendere i recensori, ma credo che il pubblico spesso sia troppo frivolo nelle sue scelte. Soprattutto il pubblico di internet.

Uno di solito non va sui forum a dare opinioni su qualcosa a meno che non l'abbia trovata profondamente schifosa o particolarmente magnifica. Il risultato è che spesso, nei voti degli utenti, i giochi tendono ad avere punteggi molto alti o molto bassi. Le vie di mezzo non sono molto diffuse, per il semplice motivo che uno che non sia stato colpito da un gioco in qualche modo (positivo o negativo), non sente nemmeno il bisogno di dirlo agli altri.

Poi c'è il fatto che anche il pubblico, proprio come la stampa, tende ad essere di parte: solo che la stampa lo fa per motivi economici, mentre il pubblico lo fa per motivi differenti. Vedi ad esempio Crysis 2: i giocatori PC dicono che è una schifezza, anche se magari l'unico motivo per cui lo dicono è che si sentono "traditi" dai Crytek per quelle promesse sulla grafica. Poi magari il gioco è anche buono, ma quello per loro è irrilevante, l'avevano bollato come schifezza fin dal momento che hanno visto che era solo DX9. Oppure ad esempio, molti che dicono che COD fa schifo, magari poi quando ci giochi sarebbe anche abbastanza godibile e un 7 se lo merita pure, ma dicono che è "orribile" semplicemente per astio verso la moda generale.

E naturalmente funziona anche in modo contrario: vai a chiedere a un giocatore comune se gli piace COD, e probabilmente ti dirà che è bellissimissimo perchè si ammazzano i soldati nemici e ci sono esplosioni ovunque. Non il tipo di parere obiettivo che ti serve sentire per decidere cosa comprare.

Quindi uno, prima di andare a vedere le opinioni su un gioco, dovrebbe anche capire il background di chi ha dato quelle opinioni. Il che non è certo semplice.

Alla fine, meglio usare le demo dove possibile. E dove non ci sono demo, beh... io ormai vado a istinto


concordo con te che anche gli utenti non sono così affidabili o imparziali, ma se uno frequenta per bene un forum, inizia a conoscere anche i gusti di un utente e la sua obiettività di giudizio, discutere se cod faccia schifo o sia un capolavoro non a senso, ma dire che COD è bello perchè ha X Y e Z, ma putroppo ha A B e C invece è interessante e divertente, nonche spesso chiarificatore per chi legge e cerca un opinione.

PS a proposito di FF o COD, i videogiocator che schifano gli ultimi esponenti di queste saghe, spesso li schifano in quanto molto inferiori/diversi da quello che le stesse saghe erano e rappresentano. FF XII non è malaccio cm gioco, e prenderebbe un 7 pieno per me, ma ha il difetto di chiamarsi "FINAL FANTASY" e questo comporta avere una trama con i controcaxxi, personaggi caratterizzati meglio che nei libri di psicologia, eccetera...
Dott.Wisem04 Aprile 2011, 20:07 #9
Originariamente inviato da: Phoenix Fire
[...]FF XII non è malaccio cm gioco, e prenderebbe un 7 pieno per me, ma ha il difetto di chiamarsi "FINAL FANTASY" e questo comporta avere una trama con i controcaxxi, personaggi caratterizzati meglio che nei libri di psicologia, eccetera...
Più che altro uno si aspetterebbe una trama fortemente incentrata sul protagonista, non un protagonista che rincorre continuamente delle vicende che non gli appartengono. Inoltre, uno si aspetterebbe un minimo di storia d'amore fra qualche pg, come in gran parte (se non tutti) dei precedenti FF, mentre nel XII non ve n'è traccia (giusto qualche leggerissimo e vago cenno che può essere interpretato in vari modi). E' giusto cercare di apportare delle innovazioni ad una serie, ma uscire "troppo" fuori dai binari non lo trovo molto saggio.
Phoenix Fire04 Aprile 2011, 22:37 #10
Originariamente inviato da: Dott.Wisem
Più che altro uno si aspetterebbe una trama fortemente incentrata sul protagonista, non un protagonista che rincorre continuamente delle vicende che non gli appartengono. Inoltre, uno si aspetterebbe un minimo di storia d'amore fra qualche pg, come in gran parte (se non tutti) dei precedenti FF, mentre nel XII non ve n'è traccia (giusto qualche leggerissimo e vago cenno che può essere interpretato in vari modi). E' giusto cercare di apportare delle innovazioni ad una serie, ma uscire "troppo" fuori dai binari non lo trovo molto saggio.


Continuo l'OT se nel 6 libro di Harry potter il protagonista se ne andava in giro per il mondo babbano a fare il mago elettricista, io penso che la gente avrebbe detto la stessa cosa che ora dico per FFXII XD

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