LittleBigPlanet 2: il dolce ritorno nel Wonder World

LittleBigPlanet 2: il dolce ritorno nel Wonder World

Dopo il riuscitissimo esordio del 2008 e la parentesi portatile del 2009, Media Molecule riporta LittleBigPlanet su PS3 in una veste rinnovata. Ancora una volta a farla da padrone è la spiccata componente social che intende coinvolgere e stimolare la community, offrendo al contempo una longevità senza pari e un’esperienza multiplayer ancora più profonda e articolata.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
 

Sackboy al quadrato

La struttura di gioco nelle sue caratteristiche di base è rimasta pressoché invariata. Ogni livello sarà pertanto strutturato secondo l’ormai abituale approccio bidimensionale, sebbene in questo secondo capitolo sia stata introdotta la possibilità di muoversi in maniera più dinamica alle spalle di oggetti e strutture che compongono i vari livelli, per poter procedere nel percorso previsto ma anche per riuscire a recuperare numerosi oggetti nascosti. Il sistema di punteggio è rimasto immutato, il proprio Sackboy sarà quindi impegnato nella raccolta di globosfere che andranno a costituire lo score finale o in alternativa offriranno come bonus nuovi materiali da poter poi impiegare per la personalizzazione del personaggio o la creazione dei propri livelli nella sezione dedicata.

Le leaderboard online sono come sempre il metro di paragone per confrontarsi con il resto della comunità, anche se la soddisfazione maggiore è rappresentata dalle sfide dirette ingaggiate con altri giocatori all’interno dei singoli scenari. E’ infatti possibile decidere se prendere parte all’avventura in solitaria, oppure entrare nella partita di qualcun altro e sfidarlo direttamente con lo scopo in parte di cooperare, in parte di realizzare il miglior punteggio alla fine del livello stesso.

Le novità introdotte nel gameplay, pur trovando ispirazione da altri capisaldi del genere platform (basti pensare a Super Mario Galaxy), sono quantomai efficaci nel rendere le fasi di gioco più coinvolgenti. Il principale strumento di cui ci si servirà nel corso di tutta l’avventura è il rampino, che permette di aggrapparsi a numerosi oggetti e dondolarsi per approdare sulla piattaforma successiva o raggiungere l’appiglio seguente. Va detto che spesso e volentieri per la sua stessa struttura fisica il Sackboy rimane un personaggio particolarmente goffo nei movimenti e nell’agilità, pertanto accadrà in più occasioni di mancare la presa o di non riuscire a racimolare tutte le sfere disseminate per il livello. In questo senso non appaiono innovazioni evidenti, anzi le animazioni di cui gode il piccolo pupazzo di pezza sono pressoché identiche a quelle già osservate in passato, ad eccezione della possibilità di muovere a piacimento la testa o il corpo tramite la pressione della levetta destra e il movimento del Sixaxis.

Esistono poi dei caschi speciali, che consentiranno talvolta di lanciare delle torte e sfruttarle come piattaforma, oppure di spruzzare acqua laddove parti dello scenario siano state date alle fiamme dai dispettosi servitori del Negativitron, o ancora sezioni all’interno delle quali si dovrà letteralmente cavalcare bizzarre creature di varia natura, rendendo talvolta l’azione più votata al versante shooter. Non mancano nemmeno alcune evidenti citazioni di grandi titoli del passato: tra le più lampanti certamente quelle di Apidya e Ikaruga.

 
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